Dopo la larga vittoria dell’andata, il Bayern Monaco non si ferma ed elimina la Dea dalla Champions League con il 4-1 dell’Allianz Arena, raggiungendo il mastodontico aggregate di 10-2 nel doppio confronto. Un’eliminazione che era abbastanza prevedibile quella dell’Atalanta, ma che certifica l’enorme gap tra la Dea e il gotha del calcio europeo.
Champions League: Bayern Monaco troppo forte per questa Atalanta
«Negli spazi quelli del Bayern trovano sempre qualcuno libero e poi si muovono tantissimo. Ero in panchina e ho visto a un certo punto Kane che giocava terzino sinistro per aprire gli spazi. E Stanisic, il terzino destro, entrava in mezzo. Trovano sempre i buchi e sono veramente bravi. Livello altissimo, tecnica, passaggi, non sbagliano niente».
L’onesta analisi post-partita ai microfoni di Sky Sport del capitano dell’Atalanta, Marten De Roon, è un affresco chiaro che descrive la differenza che attualmente intercorre tra il Bayern Monaco e la Dea. Il doppio confronto di questi ottavi di finale di Champions League era già di per sé proibitivo per gli orobici, ma la brutalità con la quale i bavaresi si sono imposti lascia l’amaro in bocca per la sensazione di impotenza che la squadra di Palladino ha mostrato nell’arco dei 180′.
In questo match di ritorno, l’Atalanta aveva provato a limitare gli ingenti danni della gara d’andata, ma, sebbene la partita sia stata leggermente più combattuta rispetto a quella di Bergamo (non che ci volesse molto), la superiorità dei tedeschi è stata schiacciante. Quasi mortificante, per certi versi, ma non era di certo l’Atalanta la squadra italiana che avrebbe dovuto puntare al bersaglio grosso.
La cronaca della partita: Bayern sul velluto e Dea nuovamente travolta
Rispetto alla gara d’andata, mister Palladino ha rivisto qualcosa a livello tattico, puntando su un più accorto 3-4-2-1: fuori Carnesecchi, Zappacosta, Kolasinac, De Roon, Zalewski e Krstovic, dentro Sportiello, Koussounou, Scalvini (rientrato dalla squalifica), Bellanova, Ederson e De Ketelaere. Per quanto concerne Kompany, tra cambi forzati e un po’ di turnover, il Bayern è stato ridisegnato rispetto all’andata con gli ingressi di Bischof, Kim, Goretzka, Karl, Raphael Guerreiro e Kane in luogo di Laimer, Upamecano, Kimmich, Olise, Gnabry e Jackson.
Il copione della partita procede in maniera abbastanza lineare: Bayern in pieno controllo del gioco e del pallone, Atalanta in totale affanno. Il match si sbloccherà al 25′, con il rigore (fallo di mano di Scalvini) procurato e realizzato da Kane (con tanto di ripetizione per infrazione di Sportiello). L’Atalanta ha un sussulto d’orgoglio nel finale di primo tempo e, al 43′, sfiora il pari con la conclusione ravvicinata di Pasalic respinta in angolo da un grande intervento di Urbig.
Andati al riposo sul punteggio di 1-0, la ripresa vede un Bayern determinato a chiudere subito la partita. Tra il 54′ e il 56′, infatti, i bavaresi troveranno un uno-due tremendo: prima è Kane a firmare la doppietta personale con una bordata clamorosa dopo aver eluso il pressing di Sulemana e Hien; poi è Karl a triplicare le marcature al termine di una splendida azione corale di stampo rugbistico rifinita da Diaz.
Dopo un’altra occasione capitata sui piedi di Sulemana sventata da Urbig in uscita al 60′, il Bayern riesce a calare il poker al 70′: lancio lungo di Karl ad innescare Luis Diaz, il quale approfitta del buco di Koussounou per lanciarsi in campo aperto ed infilare Sportiello con uno scavetto dolce. Nel finale, ci sarà tempo soltanto per il gol della bandiera dell’Atalanta, realizzato di testa da Samardzic all’85’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Finisce così l’avventura dell’Atalanta in Champions League e, di conseguenza, delle squadre italiane. Ad affrontare il Real Madrid ai quarti di finale ci sarà il Bayern Monaco.




















