C’ha pensato l’Europa League a riscattare parzialmente la settimana europea delle italiane. Il Milan ha sbancato Salisburgo con un Cisse in formato bomber e il ritorno al gol di Gonçalo Ramos, mentre la Juventus ha ribaltato all’ultimo respiro il Celta Vigo nell’insidiosa trasferta in Galizia. Due vittorie che di certo non hanno reso meno amara la débâcle in Champions League, ma hanno fatto rialzare quantomeno la testa a livello europeo.
Europa League: un Cisse da record e Ramos fanno sorridere il Milan
Se è nata una stella non lo sappiamo, ma quanto fatto da Alphadjo Cisse alla “Red Bull Arena” di Salisburgo va molto vicino a questa epifania.
Il fantasista italo-guineano, grazie alla tripletta realizzata in terra austriaca, è diventato l’italiano più giovane a compiere tale impresa in campo europeo a 7 giorni dal compimento dei 20 anni. L’apporto dell’ex Hellas Verona nel 4-0 del Milan ai danni del RB Salisburgo è stato a dir poco stupefacente, con tre gol da attaccante vero.
Amorim ha avuto risposte importanti anche da Gonçalo Ramos, il quale, subentrato dalla panchina, ha avuto modo di ritrovare il gol in rossonero che mancava dal 28 agosto. Buone le prove di Hutchinson (costante spina nel fianco della difesa austriaca), Rabiot e Bartesaghi. Ottimo ritorno in campo anche per Tomori, all’esordio assoluto in stagione dopo il reintegro in rosa. L’unico neo della serata: l’espulsione di Terracciano nel finale.
Amorim, dopo il pareggio di Reggio Emila col Sassuolo, ha deciso di riporre in cantina il 4-4-2 per rispolverare il buon vecchio 3-4-2-1 per questa trasferta europea. Riposo per Gila, Estupiñan, Chukwueze, Musah, Moreira, Pulisic e Gonçalo Ramos, mentre Gabbia è indisponibile per infortunio. Dentro al loro posto Tomori, De Winter, Hutchinson, Bartesaghi, Jashari, Loftus-Cheek, Cisse e Camarda. Il tecnico del Salisburgo, Danny Röhl, ha optato per qualche piccolo cambiamento per il suo 4-2-3-1 rispetto al pareggio di sabato con il Grazer: fuori Früchtl, Lainer, Drexler, Kratzig, Vertessen e Konaté, dentro Zawieschitzky, Morgalla, Zabransky, Mazurek, Baidoo e Tabakovic.
Il Milan parte forte e va vicino al vantaggio dopo 8′ con il tiro al volo di Rabiot terminato di poco fuori su suggerimento di Bartesaghi. I rossoneri insistono e trovano il vantaggio al 15′ con Cisse, abile nel battere Zawieschitzky di testa sul cross pennellato di Hutchinson dalla destra.
Sulle fasce, il Salisburgo soffre maledettamente le scorribande degli esterni milanisti. Lì il Milan inizia a lavorare sui fianchi dell’avversario per indebolirne la retroguardia. Al 17′, doppia occasione per il Milan: prima Zawieschitzky chiude su Loftus-Cheek in uscita, poi è miracoloso Boma sulla linea nel salvare la ribattuta di Hutchinson. Il raddoppio è rinviato solamente al 32′: apertura di Rabiot sulla sinistra, cross al volo di prima intenzione di Bartesaghi e tocco sotto porta vincente di Cisse per il 2-0.
Andati all’intervallo con questo punteggio, il Milan rientra in campo con il piglio di chi vuole chiudere la pratica alla prima occasione utile. Il momento propizio arriverà al 49′, su un contropiede iniziato da Loftus-Cheek, rifinito da Rabiot e concluso in maniera vincente da Cisse. Tripletta da sogno per il fantasista classe 2006.
Il Milan non ha intenzione di fermarsi e, al 67′, ha una buona occasione con Hutchinson per calare il poker. L’esterno inglese riceve palla in profondità dal neo-entrato Modric, evita con una sterzata il ritorno di Schmid e colpisce a rete, ma Zawieschitzky trova un grande riflesso in controtempo con i piedi. Il 4-0 definitivo arriverà al 72′: Jashari ruba palla al limite dell’area ad un distratto Mazurek e permette al neo-entrato Gonçalo Ramos di interrompere il suo digiuno da gol in rossonero.
Nel finale c’è giusto il tempo per l’espulsione di F. Terracciano all’83’ per un fallo ai danni di Schmid lanciato a rete, prima del triplice fischio finale. Grazie a questa vittoria, il Milan sale 3 punti in classifica, agganciando il Salisburgo e riscattando la sconfitta casalinga col Benfica. Il prossimo avversario dei rossoneri sarà il Bournemouth in terra inglese.
Woltemade e Kolo Muani ribaltano il Celta Vigo e fanno esultare la Juventus
From zero to hero: il passo è breve.
Il problema degli attaccanti in casa Juventus è diventato atavico nel corso degli ultimi anni, ma in Europa League sembra quasi scomparire. Nick Woltemade e Randal Kolo Muani mettono la loro firma sul 2-1 con cui la Vecchia Signora ha ribaltato il Celta Vigo al “Balaídos”, consegnando 3 punti importanti in chiave qualificazione diretta agli ottavi di finale.
Non sarà stata la Juve più brillante di questa stagione, ma di sicuro non ha peccato di cinismo ed efficacia. Gli errori determinanti di Marcos Alonso hanno sicuramente favorito il ribaltone dei bianconeri, i quali hanno avuto il merito di rimanere in partita e colpire al momento giusto. Spalletti l’ha vinta con i cambi, trovando la chiave giusta con gli ingressi di Nico Gonzalez e Kolo Muani che hanno fatto aumentare la pressione offensiva. Il Celta Vigo ha da mangiarsi le mani per la gestione scellerata di un vantaggio che non sembrava assolutamente in pericolo per larghi tratti del match.
Spalletti, rispetto al pareggio di domenica a Cagliari, aveva deciso di passare dal 4-2-3-1 al 3-4-3, operando diversi cambiamenti nell’undici iniziale. Riposo per Bremer, Lucumí, Celik, Douglas Luiz, Nico Gonzalez e Kolo Muani, dentro Gatti, Kelly, Cambiaso, Koopmeiners, Alajbegovic e Woltemade, con McKennie spostato sulla fascia destra e Kalulu arretrato nel terzetto difensivo. Claudio Giráldez, tecnico del Celta Vigo, ha risposto con un cambio per ruolo per il suo 3-4-3 rispetto al pari con l’Elche. Si siedono Alvaro Nuñez, Javi Galán e Pablo Duran per fare posto a Javi Rodriguez, Sergio Carreira e Swedberg.
Il Celta parte meglio, aggredendo una Juve ancora un po’ imbambolata. Al 6′, Swedberg prova a sorprendere Vicario con un colpo di testa in tuffo sul cross di Jutglá che il portiere della Juventus blocca agilmente. Il vantaggio dei galiziani arriverà al 18′ con una bella azione corale: Jutglá prolunga in area per Javi Rueda, il quale evita Cambiaso e libera Swedberg a centro-area per la sponda vincente per l’accorrente Hugo Alvarez. 1-0 e partita in salita per i bianconeri.
La Juventus ha la palla buona per il pari al 40′ con Woltemade che, liberatosi di forza della marcatura di Lago, spedisce alto da ottima posizione.
Chiusosi il primo tempo sull’1-0, la Juve rientra in campo più determinata rispetto al primo tempo, mentre il Celta cerca di controllare il più possibile le operazioni senza correre rischi inutili. Al 52′, Francisco Conceiçao esalta i riflessi di Radu con un paio di tentativi veramente insidiosi. Il portiere romeno verrà costretto alla resa al 58′ quando, su un cross apparentemente innocuo di Koopmeiners dalla sinistra, Marcos Alonso appoggia maldestramente col petto ad un incredulo Woltemade il pallone che vale l’1-1.
Il Celta Vigo non ci sta e si ributta in avanti per riportarsi in vantaggio. Al 65′, Jutglá premia l’inserimento sulla destra di Javi Rueda, il quale però calcia sull’esterno della rete da ottima posizione. Spalletti si gioca le carte Nico Gonzalez e Kolo Muani, cingendo d’assedio l’area galiziana. L’argentino, all’88’, sfiora il gol con un mancino a giro che esce a fil di palo. Gol vittoria che arriverà al 92′: cross dalla sinistra di Cambiaso a tagliare fuori la difesa del Celta e colpo di testa vincente di Kolo Muani che vale il 2-1 definitivo.
Juventus che, con questa vittoria, sale a quota 6 punti a punteggio pieno, mentre il Celta resta a 0. Prossimo appuntamento: in casa contro i francesi del Rennes per prolungare la serie positiva.






















