L’Italia Under-21 ottiene il pass per gli Europei di categoria che si giocheranno nel 2027 in Albania e Serbia e ora punta alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La squadra di Silvio Baldini ha superato al fotofinish i pari-età della Polonia, riuscendo a vincere il girone di qualificazione e a ottenere un posto tra le magnifiche 16.
Italia Under-21 agli Europei: il capolavoro di Silvio Baldini
Un ciclo, quello attuale dell’Italia Under-21, iniziato tra scetticismo e mistero che, alla fine, si sta rivelando quello più promettente degli ultimi anni.
Silvio Baldini non arriva sulla panchina degli azzurrini per caso. La sua propensione nel lavorare prettamente con gruppi giovani e gli ultimi risultati ottenuti in Serie C sulle panchine di Carrarese, Palermo e Pescara convincono l’allora presidente della FIGC Gabriele Gravina a puntare sul tecnico toscano.
All’ex allenatore dell’Empoli viene affiancato il campione del Mondo Andrea Barzagli, che da calciatore nel 2004 con l’Under-21 ha vinto un Europeo e un bronzo olimpico ai Giochi di Atene. Insomma, un progetto che si fondava già su basi solide a livello tecnico, anche se il parco giocatori sembrava ridotto al lumicino.
Non sono in molti, infatti, i reduci degli Europei di categoria del 2025 giocati in Slovacchia. Cher Ndour, Luca Koleosho, Niccolò Pisilli e Michael Kayode sono gli unici sopravvissuti al ricambio generazionale. Un lavoro ingrato per il nuovo corso che ha ricostruito una squadra praticamente da zero, creando i presupposti per un gruppo affiatato dentro e fuori dal campo. Dal nuovo corso escono alla distanza calciatori dal grande avvenire come il portiere Lorenzo Palmisani, i terzini Marco Palestra e Davide Bartesaghi, i centrali difensivi Pietro Comuzzo e Fabio Chiarodia, il mediano Luca Lipani, gli attaccanti Seydou Fini, Jeff Ekhator, Luigi Cherubini e Antonio Raimondo.
A seguire, si sono integrati i vari Honest Ahanor, Costantino Favasuli, Niccolò Fortini, Alphadjo Cisse, Francesco Camarda e Mattia Liberali. Senza dimenticare giocatori come Diego Mascardi, Edoardo Motta, Luca Marianucci, Filippo Mane, Riyad Idrissi, Matteo Dagasso e Lorenzo Venturino che hanno contribuito ad avviare un ciclo partito tra incertezze e insicurezze.
Trasformare una squadra che faceva molta fatica all’inizio ad imporsi contro formazioni come Montenegro e Macedonia del Nord in una schiacciasassi che, nello scontro diretto, demolisce 6-2 la Polonia è stato il più grande merito del ct massese. Se il futuro degli azzurri appare più roseo è anche grazie al suo lavoro di lancio e rilancio dei giovani prospetti, avvenuto anche nel suo breve interregno con la Nazionale maggiore.
Il cammino degli azzurrini: dalle incertezze iniziali al miracolo dell’ultima curva
1 ottobre 2026. All’FFA Academy Stadium di Yerevan sta avendo vita un vero e proprio psicodramma in salsa azzurra. L’Italia Under-21 è costretta alla vittoria per poter alimentare le speranze di qualificazione diretta ai prossimi Europei.
La partita è bloccata sullo 0-0, con l’assedio azzurro che ha prodotto le traverse colpite da Cisse e Comuzzo e un rigore sbagliato da Koleosho. L’eroe della serata per gli armeni è Hayk Ghazaryan, portierino classe 2006 del BKMA Yerevan che ha neutralizzato il tiro dal dischetto e compiuto diversi miracoli. La selezione caucasica, ultima con 0 punti, vuole mettere lo sgambetto per non terminare la propria campagna europea a mani vuote. Gli armeni, però, non avevano fatto i conti con la voglia degli azzurrini di voler ribaltare un destino avverso. Al 94′, Alphadjo Cisse scaraventa con rabbia il pallone in porta piegando le mani di un Ghazaryan fino a quel momento insuperabile. Quell’1-0 è il gol della speranza, perché a -3 ad un turno dalla fine si può riprendere la Polonia capolista grazie alla classifica avulsa.
Le Aquile Bianche hanno il vantaggio dello scontro diretto dell’andata vinto 2-1, oltre che di una differenza reti migliore. Gli azzurrini di Baldini sono costretti alla vittoria nello scontro diretto di Pescara con almeno 2 gol di scarto per poter sperare nella qualificazione diretta ed evitare i play-off.
Come si era arrivati a questo punto? L’Italia era partita un po’ zoppicando, con vittorie faticose nelle prime uscite per 2-1 contro il Montenegro a La Spezia (Lipani e Koleosho a ribaltare il momentaneo svantaggio ad opera di Kostic) e per 1-0 a Bitola contro la Macedonia del Nord (Marianucci). Gli azzurrini inizieranno ad uscire alla distanza già a partire dalle partite successive in casa con Svezia e Armenia. Contro gli scandinavi a Cesena arriva un perentorio 4-0, mentre con i caucasici a Cremona arriva addirittura un 5-1. Pisilli e Camarda iniziano a prendere il comando delle operazioni, coadiuvati da Ndour e Koleosho. C’è già la quadratura del cerchio.
La sconfitta contro la Polonia nello scontro diretto giocatosi a Stettino lascia rimpianti enormi. Pisilli aveva portato avanti gli azzurrini, ma il ribaltone polacco targato Bogacz e Kuziemka nei minuti finali ha complicato non poco la situazione. Ciò non scoraggia la squadra di Baldini, la quale si rimbocca le maniche e riprende a macinare i chilometri.
Nel girone di ritorno arriva un cammino netto. Si parte dalla vittoria in rimonta per 4-1 contro il Montenegro nel pantano di Niksic, seguita dal 4-0 casalingo ai danni della Macedonia del Nord in quel di Empoli. Un altro poker (4-0) arriva nella trasferta di Borås contro la Svezia. Tutti successi che portano le firme di Pisilli, Camarda, Fini, Dagasso, Ndour, Lipani, Koleosho ed Ekhator. Si arriva quindi al rush finale, con la vittoria in extremis per 1-0 sull’Armenia targata Cisse e lo scontro diretto di Pescara con la Polonia da vincere con 2 gol di scarto.
Allo stadio “Adriatico”, quella che era stata la casa di Silvio Baldini fino al 30 giugno 2025, arriva l’apoteosi. L’Italia vince con un largo 6-2, annullando qualsiasi velleità da parte dei pari-età polacchi. Apre le marcature Koleosho, che a Yerevan aveva sbagliato un rigore sanguinoso. A seguire arriva una doppietta immaginifica del neo-capitano Cher Ndour, con un gol realizzato addirittura con un tiro da 70 metri (il più lontano da parte di un giocatore di movimento italiano). A chiudere i conti ci hanno pensato Lipani, Fini e Cherubini, rispedendo al mittente le realizzazioni polacche di Mikolajewski e Zewlakow.
Un Silvio Baldini commosso a fine gara dedica la qualificazione proprio a quei ragazzi che ha trasformato in gruppo e che lo vedono come un secondo padre. Un finale che fa ben sperare in vista degli Europei di Albania e Serbia, i quali avranno inizio il 17 giugno 2027 e che rappresentano il passepartout per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. L’Italia calcistica è assente dal torneo da Pechino 2008 e 20 anni di assenza sono decisamente troppi.






















