La Serie A è tornata più spettacolare che mai. Pioggia di gol, gioco più veloce e spumeggiante, 0-0 inesistenti e risultati costantemente in bilico in queste prime cinque giornate di campionato. Ecco il punto della situazione in questo frizzante avvio di stagione.
Serie A: una poltrona per tre sulla vetta della classifica
Il campionato di Serie A si è fermato dopo cinque giornate per via della sosta di tre settimane per la Nations League. La classifica vede in vetta ben tre squadre a quota 13 punti, frutto di quattro vittorie e un pareggio.
Se la presenza di Inter e Roma non suscita molte sorprese, quella della Lazio sorprende eccome. Difficilmente gli addetti ai lavori avrebbero azzardato un pronostico simile sui biancocelesti in virtù del mercato estivo da ridimensionamento e dell’eliminazione in Coppa Italia per mano del Mantova. Eppure, siamo qui a parlare proprio di questa sorpresa imponderabile.
La squadra di Rino Gattuso, con 8 gol fatti e 3 subiti (seconda miglior difesa del campionato alle spalle solo del Cagliari), si è candidata a novità inattesa di questa stagione. Un Nuno Tavares ritornato rullo compressore sulla sinistra, un Mandas rientrato più sicuro e determinato dopo il prestito al Bournemouth, le crescite esponenziali di Provstgaard, Floriani, Noslin e Taylor. Senza contare l’innesto di giocatori qualitativamente impattanti come Frattesi e Gudmundsson, il ritorno di Zaccagni e Belahyane su ottimi livelli e tanti altri fattori che stanno rendendo la Lazio una delle mine vaganti di questa stagione.
Più fragile difensivamente, ma non per questo meno letale a livello offensivo. L’Inter di Chivu si conferma la squadra da battere di questa edizione della Serie A, ma le costanti partenze ad handicap stanno iniziando a pesare. Il pareggio dell’Olimpico nello scontro diretto con la Roma ha confermato questo brutto vizio di partire con due gol svantaggio, come già accaduto contro il Napoli, l’Udinese e il Real Madrid. Lautaro Martinez è sempre più trascinatore, con Dimarco, Calhanoglu, Barella e Akanji che si confermano punti fermi inamovibili. Le perdite di Acerbi, De Vrij e Dumfries e la mancanza di un portiere di livello internazionale, però, si sentono eccome.
La Roma di Gasperini, invece, si sta dimostrando meno Malen-dipendente rispetto alla scorsa stagione. Anche quando l’olandese non timbra il cartellino, le risorse alternative per arrivare in zona-gol non mancano. Dybala e Soulé sembrano rinati e persino Manu Koné e Cristante si stanno riscoprendo goleador di lusso. Ancora da decifrare il probabile impatto che potrà avere il portoghese Rodrigo Mora, ma la Roma di questa stagione sembra una squadra che possa dire la sua nella corsa Scudetto.
Milan, Juventus e Como ancora discontinue, ma non lontane
Ad insidiare il primato dei tre tenori (Roma, Inter e Lazio) troviamo Milan, Juventus e Como.
I rossoneri sono ancora imbattuti in questo campionato, mentre bianconeri e lariani hanno assaporato l’amara sconfitta contro, rispettivamente, Sassuolo e Frosinone. Il Milan, con i suoi 11 punti, è in ritardo di 2 punti dalla vetta, ma ancora deve trovare la sua forma finale. Ruben Amorim ha avviato una serie di esperimenti che possano dargli indicazioni chiare sull’undici tipo, ma ad oggi il portoghese ancora non ha certezze.
Le prestazioni scialbe offerte nei pareggi contro Juventus e Lazio e nella sconfitta in Europa League con il Benfica indicano una certa fragilità contro squadre più livellate verso l’alto. Se non altro, contro le piccole i punti sembrano arrivare con maggiore scioltezza rispetto al passato. Tra i protagonisti di questo avvio di stagione troviamo sicuramente Adrien Rabiot e Alphadjo Cissé. Il francese, tra gol e assist, è stato il protagonista assoluto in tutte e tre le vittorie stagionali dei rossoneri contro Torino, Venezia e Lecce. Il fantasista dell’Under-21 italiana, invece, ha sorpreso per l’immediatezza dell’impatto avuto in questa nuova realtà. 2 gol in Serie A contro Torino e Juventus non si dimenticano facilmente.
Il ritorno al gol di Pulisic, inoltre, potrebbe essere un fattore fondamentale nel post-sosta. Senza dimenticare l’inserimento graduale di un giocatore come Diego Moreira che ha realizzato 3 gol nelle ultime 2 gare di campionato. L’unico neo: le difficoltà enormi riscontrate in zona gol da Gonçalo Ramos.
La Juventus, invece, deve fare i conti con un’infermeria sempre più piena. Thuram, Yildiz, Locatelli, Cambiaso e Boga sono indisponibilità decisamente difficili da coprire a livello numerico. La sconfitta contro il Sassuolo aveva fatto pure traballare la panchina di Luciano Spalletti, il quale ha ottenuto risposte importanti dai suoi nelle partite contro NEC Nimega e Atalanta. Bremer, Francisco Conceiçao, Alajbegovic e un insospettabile Nico Gonzalez stanno vestendo i panni dei trascinatori. Il ritorno di McKennie a centrocampo e la crescita di Douglas Luiz sono diventati fattori fondamentali in mediana. Bisognerà lavorare sul fiuto del gol di Kolo Muani e Woltemade per poter ambire a traguardi importanti.
Il Como di Fabregas, invece, è tornato a perdere dopo otto partite di campionato. Il blitz del Frosinone ha colto senz’altro di sorpresa i lariani, fermati anche dall’Udinese sul pari nella prima giornata. Non è un caso che siano state due squadre fisiche e attrezzate nelle ripartenze a fare più male ad una squadra che ha ottenuto 4 vittorie nette e convincenti tra campionato e Champions League. Nico Paz e Diao sono stati protagonisti di una partenza a razzo, mentre l’alternanza Douvikas-Kean è uno dei nodi principali che Fabregas dovrà sciogliere, così come l’alternanza Butez-Sanchez in porta.
Frosinone e Cagliari sognano e fanno sognare: Kvernadze, Raimondo, Maldini e Romano i simboli
Tra tante conferme, ecco le sorprese principali di questo avvio di stagione: Frosinone e Cagliari.
I ciociari guidati da Massimiliano Alvini, con 10 punti in 5 partite, hanno messo a segno la miglior partenza di sempre nel campionato di Serie A. Se la sconfitta alla prima giornata in casa contro la Juventus era rientrata nell’ordine di cose, il filotto di quattro risultati utili consecutivi con tanto di vittorie nette su Fiorentina e Como avrà lasciato più di qualche scettico a bocca aperta.
Una squadra giovane, ricca di talento, ben messa in campo e dotata di individualità che stanno crescendo e sorprendendo. Antonio Raimondo, due stagioni fa, retrocedeva in Serie C indossando la maglia della Salernitana. Ora è già a 4 gol in campionato in 5 partite e difenderà i colori azzurri nelle qualificazioni ai prossimi Europei Under-21 insieme a Seydou Fini, Gabriele Calvani, Matteo Cichella e al portiere Lorenzo Palmisani. Quest’ultimo è stato tra gli eroi del successo con il Como, realizzando una serie di parate da predestinato.
Grande avvio di campionato anche per Giorgi Kvernadze, Giacomo Calò e Romano Schmid. Il nazionale georgiano, denominato in città il “Piccolo Kvaratskhelia”, dopo due stagioni difficili, sta diventando uno dei leader tecnici della squadra grazie alla sua velocità e alla sua abilità nel dribbling. Il metronomo triestino classe ’97, invece, sta diventando sempre più decisivo grazie alle sue abilità nei calci piazzati e al tiro in generale. Infine, arriviamo al fantasista austriaco ex Werder Brema, considerato l’acquisto più importante della sessione estiva. Giocatore reduce dal Mondiale con l’Austria, il trequartista classe 2000 è diventato un elemento imprescindibile per il gioco di Alvini con i suoi 3 assist. Tutto ciò in attesa del miglior Ghedjemis, rientrato nei ranghi dopo il mancato addio in estate.
Sogna a 10 punti anche il Cagliari targato Fabio Pisacane. Il tecnico napoletano dei sardi, usciti sconfitti solo in casa contro l’Inter, ha creato un collettivo giovane, ma già contraddistinto da solidità difensiva (ottimo avvio di stagione di Caprile) e cinismo da grande squadra. Gli innesti a centrocampo di Alessandro Romano e in attacco di Daniel Maldini hanno permesso di aumentare notevolmente il livello di competitività della compagine rossoblù. Il successo per 2-1 sul campo dell’Atalanta è stata la ciliegina sulla torta di questo brillante avvio di stagione. Le vittorie contro Udinese, Lecce e Parma sono tutto fieno in cascina per l’obiettivo salvezza.
Napoli, Atalanta e Fiorentina: più ombre che luci
Tra i tanti sorrisi che hanno caratterizzato questo inizio di stagione, ci sono anche i bronci delle grandi deluse: Napoli, Atalanta e Fiorentina.
I partenopei, vice-campioni d’Italia in carica, non possono essere soddisfatti per un avvio di campionato da 7 punti in 5 partite. Mai la squadra campana era partita così a rilento in Serie A negli ultimi 11 anni. Una situazione che Max Allegri dovrà fronteggiare dopo la sosta e che vede la sua squadra in difficoltà sia dal punto di vista del gioco che in quello dei risultati. L’annata di transizione e di ridimensionamento, vista così, rischia di diventare lunga e snervante.
Le due sole vittorie contro Genoa e Bologna difficilmente possono far ritrovare il sorriso all’ambiente, con il pareggio di Firenze ad aver aggiunto la proverbiale ciliegina sulla torta di questo avvio di campionato difficile. Le sconfitte beffarde contro Como e Inter hanno messo a nudo i difetti della squadra nella gestione del risultato. I problemi fisici accusati da Meret, McTominay, Buongiorno, Spinazzola, Alisson Santos e Zambo Anguissa non hanno di certo aiutato, ma il Napoli può e deve fare meglio di così.
Nemmeno l’Atalanta sta vivendo un periodo d’oro. La qualificazione alla League Phase di Conference League e le vittorie contro Sassuolo e Bologna lasciavano ben sperare. Le successive tre beffarde sconfitte contro Roma, Cagliari e Juventus hanno aperto interrogativi importanti sull’effettiva competitività degli orobici. La Dea prova ad aggrapparsi a Carnesecchi, Ederson, Scamacca e Samardzic, ma Sarri non riesce a garantire il consueto calcio dominante e la continuità tipica dell’era Gasperini. Si prospetta un’annata difficile: 6 punti in 5 partite sono davvero pochi per le ambizioni dei bergamaschi.
Nonostante la rivoluzione, la Fiorentina ancora non sa cosa vorrà essere da grande. La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, con le tre sconfitte in campionato contro Roma, Frosinone e Torino che avevano portato all’addio di Fabio Grosso. Ritornato Paolo Vanoli sulla panchina gigliata, la Viola ha ricominciato a correre: vittoria sul campo del Venezia in campionato e sul Pisa in Coppa Italia e pareggio contro il Napoli.
4 punti non sono un buon bottino, soprattutto vista l’onerosa campagna acquisti effettuata (Mastantuono, Beto, Pellegrino, Jimenez, Atta, tanto per gradire), ma adesso si inizia ad intravedere la luce. Mastantuono e Pellegrino stanno vestendo i panni dei trascinatori, ma ora c’è da cambiare marcia per provare a dare la caccia all’Europa.
Zona retrocessione: Bologna, Genoa e Venezia al bivio
Sul fondo della classifica troviamo tre squadre che difficilmente si potevano immaginare in quella posizione: Bologna, Genoa e Venezia.
La stagione senza coppe europee ha portato la dirigenza felsinea a ridimensionare obiettivi e progetto tecnico, con diversi addii pesanti in estate: Castro, Freuler, Lucumí, Rowe, Lykogiannis e Joao Mario tra i tanti. L’avvicendamento in panchina tra Vincenzo Italiano e Domenico Tedesco non ha portato ai risultati sperati. Avvio di stagione difficile e tre sconfitte nelle prime quattro partite, con il solo pareggio contro il Sassuolo a rendere meno amara la situazione.
Tedesco viene accantonato per affidare la squadra a Raffaele Palladino e l’esordio del tecnico napoletano porta in dote il secondo punticino nel pari interno contro il Torino. Un inizio di campionato da 2 punti che vale la zona retrocessione. Le risorse per risalire la classifica non mancano (Holm, Orsolini, Bernardeschi, Dovbyk), ma Palladino dovrà svolgere un lavoro soprattutto mentale per far tornare a pedalare i suoi.
Situazione di certo non migliore in casa Genoa. 1 punto in 5 partite sono un inizio tranquillamente censurabile e la squadra si ritrova fin troppo in balia degli avversari. Il punto conquistato col Frosinone può aver mosso la classifica, ma le sconfitte contro Napoli, Como, Lazio e Parma preoccupano sia per dimensioni che per prestazione. La proprietà ha confermato Daniele De Rossi sulla panchina del Grifone, ma il cambio di marcia deve essere netto e immediato se si vuole evitare la retrocessione. Osmajic, Baldanzi, Vasquez e Colombo non possono bastare.
Passiamo ora al fanalino di coda Venezia. Il vincitore dello scorso campionato di Serie B aveva operato investimenti importanti per cercare di giocarsi al meglio le proprie chance salvezza. Il risultato è un ultimo posto solitario con 0 punti e 13 gol subiti (peggior difesa del campionato). Stroppa non si sente messo in discussione, ma i risultati sono a dir poco sconfortanti. Avere in rosa giocatori importanti come Stankovic, Juan Jesus, Correia, Sohm, Yeboah e Adams e ritrovarsi in quella situazione di classifica non lascia presagire nulla di buono.
Durante la sosta, sulla Laguna si proverà a pensare sul da farsi, altrimenti la Serie B potrebbe davvero diventare realtà.






















