Avrebbe potuto persino vincere questo incontro prima del limite, ma poco importa: il 29enne salernitano Francesco De Rosa si è aggiudicato a Calangianus (Sassari) il titolo europeo dei pesi supergallo, sconfiggendo d’autorità il 32enne rumeno Ionut Baluta al termine di un incontro che ha dispensato non pochi momenti di spettacolo. Verdetto unanime.
Francesco De Rosa porta Salerno sul tetto d’Europa
La boxe salernitana si era spinta poche altre volte così in alto: Francesco De Rosa, 29 anni, ha conquistato sul ring di Calangianus (Sassari) la cintura di campione europeo dei pesi supergallo, superando ai punti il rumeno Ionut Baluta e confermandosi imbattuto nella sua ormai lunga carriera tra i professionisti (13 vittorie in altrettanti incontri, 4 dei quali vinti prima del limite).
Un verdetto del genere non era affatto scontato: Baluta – sbarcato in Sardegna con un cartellino di 25 incontri tra i pro’ – non difettava certo di esperienza e malizia. Eppure, l’allievo di Emilio Desiderio – cresciuto nella palestra della Pugilistica Salernitana – ha letteralmente dominato la scena, concedendo al boxeur di stanza in Andalusia soltanto un paio di riprese. E la sentenza dei tre giudici non ha lasciato spazio ad alcuna riserva: la vittoria è stata limpida e inequivocabile.
Davanti ai circa 1000 spettatori del Padiglione Expò, De Rosa parte con la necessaria prudenza, senza tuttavia lasciare il pieno comando delle operazioni al rivale, decisamente più incline alla sostanza che alla forma. Dopo aver chiuso in vantaggio la prima ripresa, però, Baluta perde smalto e baldanza a tutto vantaggio del salernitano. Che, una volta prese le misure all’avversario, inizia a macinare colpi pesanti dal medio e dal corto raggio, andando a segno sia con il gancio destro, sia con alcuni montanti secchi e precisi.
Baluta rischia il KO tecnico, ma resiste fino alla fine
Un round dopo l’altro, De Rosa guadagna fiducia e confidenza, costringendo il rumeno a cercare continuamente il clinch per attenuare la vivacità dell’avversario. Alla prova dei fatti, però, questa strategia si rivela inutile: Ciccio non abbocca alle sempre più irritanti astuzie de Il Capo, che assorbe sempre più a fatica le stoccate del pugile italiano. Il ritmo imposto da De Rosa è sempre più incalzante e conquista la platea sassarese, che si esalta nel corso della 5ª ripresa, quando il salernitano piazza una sequenza che mette in crisi Baluta.
A questo punto, la trama dell’incontro è ormai ben delineata: da una parte, un pugile in totale fiducia, cosciente della propria superiorità; dall’altra, un avversario a cui non resta altro che confidare nel caso per ribaltare una situazione ampiamente compromessa dopo la prima metà dell’incontro. A corto di idee e munizioni, Baluta prova invano a piazzare un break quando De Rosa decide di abbassare l’intensità della sua scherma. Trattasi di un fuoco fatuo: dopo un paio di riprese a ritmo da crociera, il campione in pectore aggredisce l’avversario con rara determinazione.
La decima e l’undicesima ripresa sono un concentrato di spettacolo e pathos: per ben due volte, infatti, De Rosa dà l’impressione di poter imporre la resa anticipata al suo avversario che, tuttavia, evita sia l’atterramento, sia il conteggio dell’arbitro. Le premesse per un KO tecnico ci sono tutte, ma il rumeno accetta la sfida fino in fondo. Una prova di tenacia comunque lodevole, al di là della sconfitta.
Il vincitore omaggia la sua città con una sciarpa
Non resta che attendere il verdetto, anche se tutti avevano già capito come sarebbe andata a finire: soltanto il primo dei tre giudici assegna a De Rosa un margine più ristretto (quattro colpi di differenza). Per il resto, è solo festa: De Rosa indossa la cintura di campione europeo dei supergallo con un misto di orgoglio e commozione. Senza dimenticare il suo popolo e i tanti sostenitori che lo hanno seguito in Sardegna: a vittoria acquisita, i secondi gli porgono una sciarpa granata con il nome di Salerno. Che, una volta tanto, può definirsi sul serio una città europea. Merito di un ragazzo che ha appena cominciato a sognare in grande.






















