Se il Mondiale fosse iniziato a Baku, Max Verstappen sarebbe il logico favorito per l’iride. Non è colpa sua, però, se la Red Bull – scossa dall’affaire Horner – ha preso le misure in ritardo. Fatto sta che il 29enne olandese è il pilota più caldo in circolazione: prima il dominio a Sepang, poi la tripletta (sprint-pole position-gara) sul circuito di Singapore. A proposito di caldo: Kimi Antonelli lo ha sentito non poco, dall’inizio alla fine. Eppure, a dispetto di una Mercedes meno straripante del solito, il bolognese ha fatto quel che doveva: guadagnare ancora su George Russell. Missione compiuta con lode: 3° posto sotto la bandiera a scacchi che – sommato al 4° nella sprint – gli regala un margine di 102 punti. Tradotto: il titolo potrebbe arrivare tra due domeniche a Austin, in Texas.
GP Singapore: Kimi Antonelli “vede” l’iride
La notte non è fatta per gli arcobaleni. Ciononostante, Andrea Kimi Antonelli lo ha visto, anche se per un attimo, alla fine del Gran Premio di Singapore: il 3° posto conquistato alle spalle di un impeccabile Max Verstappen e di Charles Leclerc lo avvicina a quel titolo mondiale che l’Italia aspetta da 73 anni. Al netto delle possibili cancellazioni delle corse previste nella Penisola Arabica per colpa della guerra, il 20enne pilota della Mercedes ha 102 punti di vantaggio su George Russell, naufragato nella sprint del sabato (in cui è finito contro il muro) e zavorrato dalla sostituzione della power unit nella corsa della domenica. A questo punto, è solo questione di tempo e aritmetica: il ragazzo bolognese potrebbe vincere il titolo tra due settimane sulla pista di Austin.
E pensare che Antonelli non avrebbe neppure meritato la prima pagina di questa cronaca. Partito dalla quarta casella, AKA non ha preso rischi al via, accodandosi a Verstappen, Leclerc – che pure aveva avuto uno spunto migliore dell’olandese, ma non è bastato per bruciarlo alla prima curva – e all’altro ferrarista Lewis Hamilton. Non è stato quasi mai nel cuore della corsa, specialmente quando ha montato la gomma morbida, che gli ha procurato più impicci che altro. E ha persino temuto il peggio, sia per il caldo, sia per qualche problema (poi risolto) ai freni, sia per aver oltrepassato i limiti della pista.
Hamilton in crisi nel finale, AKA ne approfitta
Le cose sono cambiate, però, al 37° giro, quando la direzione di corsa chiama la virtual safety car per rimuovere (ancora una volta) la Aston Martin del canadese Lance Stroll. A quel punto, il leader della classifica mondiale torna ai box per montare le gomme dure, sacrificando la 4ª posizione a vantaggio del britannico Lando Norris su McLaren. Ritrovato il ritmo, Antonelli approfitta del calo vistoso di Hamilton – che aveva clamorosamente scelto di non rientrare sotto la VSC per sostituire le sue medie ormai usurate – per riavvicinarsi alla zona podio.
La svolta arriva tra il 53° e il 54° giro: in scia ai due britannici, l’emiliano sfrutta un’escursione fuori pista di Hamilton e un errore di distrazione di Norris per scavalcare il campione del mondo in carica e andare all’inseguimento del veterano di casa Ferrari, la cui difesa si esaurisce in fretta. A quel punto, in cielo spunta l’arcobaleno: porta negli Stati Uniti. A tu per tu con la Storia.
Dominio di Max Verstappen, 2° Leclerc
E il vincitore, direte voi? Esauriti gli obblighi di bandiera, è doveroso parlare di Max Verstappen e della sua fine settimana da primo della classe. Niente di meglio per lo spettacolo – anche in vista della prossima stagione e delle modifiche al regolamento – e per l’umore di un fenomeno come lui, davanti a tutti nelle prove ufficiali per la sprint, nella gara breve del sabato, nelle prove ufficiali per il GP della domenica e, infine, nella gara di cartello.
Una dimostrazione di forza e solidità che gli ha consentito di ritardare al massimo il passaggio ai box per sostituire gli pneumatici – eseguita poco oltre la metà di gara – senza lasciare il comando agli altri. In testa dall’inizio alla fine, dunque, più o meno com’era successo a Sepang: SuperMax ha riportato la Red Bull lì dove meritava di stare.
Alle spalle dell’olandese, rivede la luce anche Charles Leclerc: doppiate le sventure delle ultime settimane, il monegasco ha disputato una fine settimana di alto profilo – arricchita dal podio nella sprint alle spalle di Hamilton – leggendo in maniera impeccabile l’evoluzione della corsa. Partito con la gomma più dura, Leclerc è riuscito comunque a non andare alla deriva con le morbide, approfittando della virtual safety car per rimettere le rosse e macinare un ritmo serratissimo. Così serrato che a un certo punto, dopo aver facilmente sorpassato Hamilton, Leclerc ha persino pensato di avvicinarsi al battistrada. Il proposito è naufragato presto, ma fa comunque piacere che la Rossa sia tornata nel vivo dell’azione.
Hamilton in crisi nel finale, Russell fa quello che può
Avremmo potuto declinare anche la parola al plurale, se solo Lewis Hamilton avesse deciso di imboccare la pit lane quando i commissari hanno dovuto rimuovere la monoposto di Stroll. E invece, il pluricampione del mondo ha inspiegabilmente deciso di tirare dritto, forse con la speranza che una safety car (mai entrata in azione: un unicum a Singapore) – mescolasse ancora le carte. Un’ipotesi tramontata con il passare dei giri, nei quali Hamilton ha cercato invano di scongiurare il rientro della concorrenza: uno dopo l’altro, Leclerc, Antonelli, Norris e Oscar Piastri sull’altra McLaren (a metà della penultima tornata) lo hanno passato senza pietà. Per come si erano messe le cose dopo la sprint e le prove ufficiali, il 6° posto è un’altra nota stonata in una stagione con pochi picchi e tanti rimpianti.
Quanto a George Russell, l’idea di rimettere in piedi la corsa per il titolo si è schiantata contro… il muro che lo ha messo fuori gioco nella sprint. Poi, la penalità incassata per la sostituzione dell’unità motrice andata in fumo a Sepang ha fatto il resto. Partito dal fondo dello schieramento, il britannico si è accomodato al 9° posto dopo una dignitosa rimonta, oltretutto su un circuito che si presta pochissimo ai sorpassi. Ad ogni modo, la sfida per il Mondiale è praticamente finita: all’inizio del campionato, era il nome forte della Mercedes. Si è ritrovato a essere la seconda guida, complice l’esplosione di Antonelli.
Il 24 ottobre si corre a Austin
Parola ai numeri: a sei tappe – salvo variazioni – dalla fine del Mondiale, Kimi Antonelli comanda la classifica con 340 punti, 102 in più di Russell, ora tallonato anche da Hamilton (229 p. contro i 238 del connazionale). Costruttori: Mercedes quasi al sicuro con 578 punti. A seguire Ferrari (444 p.), McLaren (339 p.) e Red Bull (332 p.).
Come detto in apertura, il Circus trasloca dall’altra parte del mondo per tre appuntamenti nelle Americhe. Si comincia da Austin, Texas, per il 18° appuntamento del campionato di F1, in programma dal 22 al 24 ottobre.






















