Jannik Sinner vince per la prima volta in carriera il Masters 1000 sul cemento di Indian Wells e si rilancia in ottica primo posto nel ranking ATP. L’altoatesino numero 2 al mondo è riuscito ad imporsi nel primo torneo Masters 1000 della stagione battendo in finale Daniil Medvedev, approfittando dell’eliminazione in semifinale di Carlos Alcaraz proprio per mano del russo. Per il campione di Sesto Pusteria, questo successo deve rappresentare il punto di partenza per ritrovare il gradino più alto della classifica dopo le delusioni dell’Australian Open e del Qatar Open.
Sinner fa suo Indian Wells: finale col fiatone, ma successo meritato
Jannik Sinner centra il suo primo successo a Indian Wells, il sesto in carriera nei tornei Masters 1000, e riscatta le prove opache offerte in Australia e in Qatar ad inizio stagione.
Ancora non siamo nella fase prime di Jannik, ma di certo questo è un ottimo inizio in ottica primo posto nel ranking ATP. La finale vinta in due set con i parziali di 7-6, 7-6 contro un Daniil Medvedev tirato a lucido è stata una prova di forza da non sottovalutare da parte del campione di Sesto Pusteria.
Sin dall’inizio del suo cammino nel torneo, Sinner ha mostrato notevoli progressi sulla resistenza fisica e sull’efficacia nei colpi, ma qualcosa da perfezionare c’è ancora. La continuità di prestazione è ancora al di sotto degli standard soliti a cui ci ha abituato l’altoatesino anche nella tormentata scorsa stagione, ma il cammino intrapreso è quello giusto.
Gli ostacoli superati dal numero 2 al mondo non sono stati semplici: partendo dal primo turno con il ceco Dalibor Svrčina, fino a passare per ossi duri del calibro di Denis Shapovalov e del wonder boy brasiliano João Fonseca (già giustiziere di Karen Khačanov e Tommy Paul), fino ad arrivare alle vittorie schiaccianti nelle fasi finali con Learner Tien e Alexander Zverev. Il tutto senza mai perdere un solo set nell’arco del torneo.
In finale contro il russo Daniil Medvedev, giunto all’ultimo atto quasi a sorpresa dopo le vittorie contro Jack Draper e, soprattutto, Carlos Alcaraz, Sinner ha dovuto gettare il cuore oltre l’ostacolo, dando una dimostrazione di forza enorme. La rimonta al tie-break da 0-4 nel secondo e decisivo set è stata prova del nove di un campione che può anche imparare a lottare contro suoi demoni (caldo e pressione) per raggiungere il risultato.
La cronaca della finale: Jannik la porta a casa in due set con grinta e cuore
Due set equilibrati e suspense continua fino al climax ascendente del finale.
Una partita non banale quella vinta da Sinner contro Medvedev, che ha visto un Jannik più combattivo e roccioso del solito e il russo che sembra ritornato agli standard a cui ci aveva abituato nella fase prime. Medvedev, attualmente numero 10 al mondo, sembra l’unico tennista in grado di poter svolgere il ruolo da terzo incomodo nel duopolio Sinner-Alcaraz, ma deve assolutamente ritrovare la continuità mostrata in questo torneo e porre un freno ai suoi limiti caratteriali.
Una finale che è stata decisa dagli episodi, senz’altro (0 break a testa), ma che nei numeri dà ragione a Jannik: 10 ace con 65% di prime da cui ha ottenuto il 91% dei punti alla battuta, con la seconda che ha fornito una resa del 60%; 28 tiri vincenti contro 31 errori gratuiti. I dati di Medvedev, da questo punto di vista, sono impietosi nel confronto: 7 ace con 55% di prime da cui ha ottenuto il 77% dei punti alla battuta, con la seconda che si è attestata sul 62%; 15 tiri vincenti contro 24 errori gratuiti.
Nel primo set, Sinner insegue per tutto il tempo Medvedev. Il russo la mette sul piano dell’intensità e dell’aggressività e mette Jannik in difficoltà soprattutto alla risposta. Di contro, l’altoatesino regge benissimo i lunghi scambi a cui il trentenne moscovita lo costringe, puntando sulla superiorità tecnica e sulla maggiore potenza e precisione dei suoi colpi. Giunti al tie-break con 0 break concessi a testa, anche qui la lotta è serrata: l’equilibrio regna sovrano e si deve arrivare fino all’8-6 finale per vedere Jannik finalmente esultare dopo un’ora di battaglia.
Portato a casa un avvincente primo set, nel secondo il leitmotiv non cambia, anche se adesso è Medvedev ad inseguire l’italiano, in vantaggio di un set e del primo servizio. Ci si ritroverà nuovamente sul punteggio di 6-6 e con ancora il tie-break a fare da ago della bilancia del confronto. La partenza del russo è a razzo: 4-0 e 2 mini-break a favore. Quando la partita sembrava incanalarsi verso il pari e la conseguente disputa del terzo set, arriva la riscossa di Jannik: l’altoatesino alza il muro e realizza la bellezza di 7 punti consecutivi (contornati da 4 mini-break) che portano alla conclusione del tie-break sul 7-4.
Per la prima volta, Jannik Sinner vince il Masters 1000 di Indian Wells, mettendosi a -2.140 punti da Alcaraz nel ranking ATP.




















