Il nuoto italiano ha trovato la sua regina: Sara Curtis lancia un segnale fortissimo nella semifinale europea dei 50 dorso, ritoccando di due decimi il record mondiale che apparteneva all’australiana Kaylee McKeown. La forza di questo risultato è tale che rischia seriamente di oscurare la nuova, eccellente vendemmia di medaglie ottenute nella vasca parigina: un argento nella staffetta 4X100 donne – con la torinese ancora in evidenza – e i bronzi di Thomas Ceccon nei 200 dorso e di Benedetta Pilato nei 100 rana.
Sara Curtis stabilisce il record del mondo dei 50 dorso
Una prova di forza eclatante, che annuncia l’inizio di un dominio assoluto sul nuoto mondiale: Sara Curtis prenota la medaglia d’oro dei 50 dorso con tanto di record mondiale. 26″63, 23 centesimi in meno del crono fissato dall’australiana Kaylee McKeown nel 2023.
Dopo una subacquea al limite, Curtis ha sprigionato tutta la sua potenza, prendendo letteralmente a schiaffi l’acqua. Poi, un sussulto di gioia dopo aver visto con i suoi occhi il verdetto del tabellone. Inutile aggiungere che – con una prestazione del genere – la 20enne piemontese ha già prenotato la medaglia d’oro: la sua più accreditata rivale, la russa neutrale Alina Gaifutdinova, è distante quasi tre decimi.
E non è tutto, perché Curtis – a distanza di quasi un’ora e mezza – ha nuovamente strabiliato nella 4X100 stile libero, che ha conquistato la medaglia d’argento alle spalle dei Paesi Bassi. Il quartetto azzurro (Emma Virginia Menicucci in apertura, la fuoriclasse di origini nigeriane e Chiara Tarantino nelle frazioni centrali, la 15enne Alessandra Mao in chiusura) si difende nella prima frazione per poi mettere la freccia con Curtis, che lascia a Tarantino un buon margine di vantaggio. Dal canto suo, Tarantino subisce il ritorno della concorrenza, ma concede alla più giovane del gruppo l’opportunità di finalizzare. Com’era prevedibile, la primatista del mondo Marrit Steenbergen fa la differenza negli ultimi 100 metri di gara. Ciononostante, Mao resiste al ritorno delle russe neutrali e sigilla uno splendido argento, oltretutto con il record italiano: 3’33″19.
Impresa di Ceccon nei 200 dorso, Pilato sul podio dei 100 rana
Allargare gli orizzonti e mettersi continuamente in gioco: nel corso di questa stagione, Thomas Ceccon ha deciso di sfidare i suoi limiti, anche a costo di rimediare qualche dispiacere. Il 4° posto nei 50 dorso – non necessariamente la sua gara – ha destato rimpianti, ma al tempo stesso ha rafforzato le sue ambizioni per il futuro. Immaginare che potesse salire sul podio nella distanza più lunga, però, era inimmaginabile.
Il 25enne vicentino (oro olimpico dei 100 dorso a Parigi 2024) affronta dalla corsia esterna una gara a dir poco coraggiosa, rimanendo al comando per 150 metri prima di cedere al ritorno del favoritissimo Hubert Kos (oro in 1’53″08) e del greco Apostolos Siskos (1’53″81). La medaglia di bronzo, però, è un risultato di grandissimo valore, peraltro impreziosito dal nuovo primato nazionale: 1’53″96, quasi due secondi in meno dell’accredito che già gli apparteneva. Sensazionale, non c’è che dire.
Almeno in linea teorica, era lecito attendersi che Benedetta Pilato potesse strappare un posto sul podio dei 100 rana. Così com’era accaduto in semifinale, la 21enne tarantina affronta a tutta i primi 50 metri. Nella vasca di ritorno, però, esce fuori la britannica Angharad Evans, che domina la scena con 1’04″87. Testa a testa per l’argento favorevole all’irlandese Mona McSharry (1’05″41) con un piccolo margine su Pilato. Ad ogni modo, una bella soddisfazione per la ranista pugliese, la cui immagine era stata compromessa dal furto nel duty free dell’aeroporto di Singapore al termine dei Mondiali 2025. 8ª l’altra azzurra Lisa Angiolini.
Gli altri risultati
Ancora una finalista nel lungo pomeriggio di gare all’Olympic Aquatic Centre: la veterana Silvia Di Pietro è ottava nei 50 farfalla, vinti ancora una volta dalla leggenda svedese Sarah Sjöström davanti alla belga Roos Vanotterdijk e alla connazionale Sara Junevik. 7° posto per il 19enne napoletano Carlos D’Ambrosio nella spettacolare finale dei 100 stile libero vinta di stretta misura dal romeno David Popovici, che anticipa sulla piastra il russo neutrale Egor Kornev. Bronzo all’ungherese Kristof Milak.
400 misti donne favorevoli all’irlandese Ellen Walshe, che si impone sulla britannica Amalie Smith e sulla polacca Justina Kozan. 6ª Giada Alzetta, 8ª Anna Pirovano. Per chiudere, un altro piazzamento da iscrivere a bilancio: il 6° posto di Luca De Tullio negli 800 stile libero che hanno incoronato il tedesco Johannes Liebmann (con tanto di record europeo). Argento aggiudicato al connazionale Sven Schwarz, bronzo all’ungherese Zalan Sarkany.
Risultati dolceamari nelle semifinali: Christian Mantegazza è finalista dei 200 rana, mentre il bronzo dei 400 misti Alberto Razzetti è il primo degli esclusi dalla finale dei 100 farfalla. Stessa sorte per Costanza Cocconcelli nei 50 dorso dominati da Curtis. Fuori dai giochi, infine, Bianca Nannucci e Anna Chiara Mascolo nei 200 stile libero.






















