Equilibrio è la parola d’ordine delle semifinali d’andata di Coppa Italia. Il derby lombardo tra Como e Inter termina con uno 0-0 soporifero che rimanda l’intero discorso al ritorno di San Siro. Si salva l’Atalanta, andata sotto due volte contro la Lazio all’Olimpico, grazie alle zampate di Pasalic e Musah che inchiodano la partita sul 2-2. Nei giorni 21 e 22 aprile si conosceranno i nomi delle due finaliste.
Semifinali d’andata di Coppa Italia: Como e Inter non si fanno male
Il Como fa tesoro degli errori commessi in campionato nello 0-4 subito a San Siro e impone lo 0-0 all’Inter nelle semifinali di andata di Coppa Italia.
La squadra di Fabregas gioca una partita perlopiù di attenzione e di contenimento, sebbene sia riuscita a mantenere per larghi tratti il controllo della sfera. L’Inter, dal canto suo, ha badato a non prenderle quasi rinunciando ad attaccare, ma concedendo poco e nulla alla formazione lariana nonostante l’ampio turnover attuato. Lo 0-0 da sbadigli era l’unico risultato possibile e ciò ha rimandato il discorso qualificazione al ritorno di Milano, dove i nerazzurri godranno del fattore campo e, magari, di una mente più sgombra dagli impegni di campionato.
Fabregas decide di ruotare lo stretto necessario con Kempf indisponibile e Baturina non al meglio: difesa a tre con Diego Carlos al centro, coadiuvato da Jacobo Ramon e Smolcic, Caqueret confermato sulla trequarti e Nico Paz che ritorna titolare nella posizione di falso nueve dopo la panchina con il Lecce. Chivu, invece, opta per una ricca rotazione: Josep Martinez in porta, Acerbi al centro della difesa, Darmian e Carlos Augusto sulle fasce, ritorno dal 1′ per Chalanoglu e Diouf seconda punta al fianco di Esposito.
I ritmi sono blandi e spazio per occasioni grosse sembra non essercene. Il primo evento degno di nota avviene al 17′: lancio di Diego Carlos gestito in maniera goffa da Bisseck che si fa beffare da Caqueret, il francese mette Vojvoda in condizione di arrivare al tiro a tu per tu con Martinez, ma Carlos Augusto recupera alla grande. I lariani insistono e, al 36′, Martinez è costretto a sporcarsi i guanti sul tentativo dalla distanza molto insidioso di Nico Paz. I palloni lunghi mandano fuori giri la retroguardia nerazzurra e, da un rinvio di Butez, il Como si costruisce un’enorme palla-gol con Vojvoda al 42′, dove il kosovaro conclude sul fondo da buona posizione con il collo-esterno.
Dopo un primo tempo da spettatore non pagante, l’Inter decide di farsi vedere dalle parti di Butez al 46′: Darmian riceve palla sulla destra e tenta un tiro da posizione defilata che sbatte sul palo. La risposta del Como, però, si riassume nella migliore occasione di tutta la partita: cross basso dalla destra di Smolcic e tentativo di anticipo sul primo palo di Alex Valle che termina con una tragica conclusione ravvicinata sul fondo. Era il 49′ e, da allora, occasioni di una certa rilevanza non ne sono più arrivate, con l’Inter che conclude la partita con una lunga melina prima del triplice fischio. Se ne riparlerà ad aprile.
Lazio due volte avanti, ma ripresa da un’Atalanta infinita e piena di risorse
Decisamente su altri ritmi e toni si è disputata la seconda semifinale d’andata di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta.
Le due squadre, nella cornice di un Olimpico semi-deserto, regalano un 2-2 decisamente frizzantino, ma che fa più contenta la Dea rispetto ai biancocelesti. La squadra di Sarri deve mangiarsi le mani per non aver mantenuto per due volte il vantaggio, con il secondo maturato addirittura all’87’. L’Atalanta ha avuto il pregio di aver ripristinato subito la parità in entrambe le occasioni, riuscendo a far rimandare il discorso qualificazione alla partita di ritorno del New Balance Stadium.
Sarri, conscio del fatto che la Coppa Italia è praticamente l’unico modo possibile per raggiungere la qualificazione alle prossime coppe europee, schiera la sua Lazio con la formazione-tipo, sostituendo gli indisponibili Rovella e Basic con Dele-Bashiru e giocandosi la carta Maldini come falso nueve. Palladino, invece, deve fare a meno di De Ketelaere, Raspadori ed Ederson, ma deve anche far ruotare gli uomini: riposa Scamacca e spazio a Krstovic dal 1′ al centro dell’attacco.
Il montenegrino sembra riuscire a ripagare la fiducia del tecnico napoletano all’8′, ma il gol del vantaggio della Dea viene annullato per fuorigioco. La partita, dopo questa partenza, subisce una brusca fase di blocco, prima di riaccendersi al 41′: cross dalla sinistra di Bernasconi e sforbiciata un po’ masticata di Zappacosta che sbatte sulla traversa.
Terminato il primo tempo sullo 0-0, nella ripresa i ritmi aumentano in maniera repentina e a beneficiarne sarà la Lazio al 47′: scambio Maldini-Dele-Bashiru e scavetto del nigeriano a scavalcare imparabilmente Carnesecchi. È 1-0 Lazio alla prima vera palla-gol per i biancocelesti. La risposta degli orobici, però, è immediata: tentativo dal limite di Samardzic respinto da Provedel e tap-in vincente di Pasalic che vale l’1-1 al 51′.
La Lazio non ci sta e prova riportarsi nuovamente in avanti al 59′ con un piazzato dalla distanza di Taylor ben disinnescato da Carnesecchi in allungo. I biancocelesti, nel secondo tempo, sono decisamente un’altra squadra rispetto alla prima frazione e, all’87’, sembrano aver trovato il colpo risolutore: cross dalla sinistra di Nuno Tavares pasticciato da Pasalic e zampata vincente del subentrante Boulaye Dia che riporta in avanti la Lazio.
Partita finita? Tutt’altro. Anche l’Atalanta ha avuto le sue carte da giocare dalla panchina e sono quelle di Sulemana e Musah: il ghanese s’inventa sulla sinistra una grande giocata con cui evitare Marusic e serve all’accorrente centrocampista statunitense un gran pallone arretrato che l’ex Milan scaraventa in rete di potenza. È 2-2 all’89’ e il risultato non si schioderà fino al triplice fischio.


















