L’Inter saluta il Mondiale per Club con la rovinosa sconfitta per 2-0 agli ottavi di finale contro la Fluminense e deve leccarsi le ferite. Nel post-partita sono volati gli stracci, con il capitano Lautaro Martinez in prima fila a chiedere la partenza di chi non crede nel progetto nerazzurro. E non sono mancate le repliche dei possibili diretti interessati.
L’Inter fuori agli ottavi, la decidono Cano ed Hercules
I nerazzurri cadono agli ottavi per 2-0 in quel di Charlotte contro la Fluminense e chiudono questa maledetta stagione a “zeru tituli”.
Non che le aspettative fossero altissime dopo la debacle in finale di Champions League contro il PSG, ma ci si aspettava decisamente un cammino più incisivo da parte degli uomini di Chivu in questa competizione. I brasiliani allenati dall’ex romanista Renato Portaluppi sfruttano la giornata no di molti degli interpreti in nerazzurro (Thuram, Bastoni, De Vrij, Darmian e Luiz Henrique tra tutti) e riescono ad agguantare i quarti di finale da giocare contro l’Al Hilal di Simone Inzaghi, giustiziere a sorpresa del Manchester City.
Dopo 2′, Flu già in vantaggio con la zampata di Germán Cano: l’argentino raccoglie il campanile causato dalla deviazione di Bastoni sul cross dalla destra di Arias e batte Sommer con un tocco volante ravvicinato sbucando alle spalle di Darmian. L’Inter reagisce e sfiora il pari all’11’ con la conclusione ravvicinata di Dimarco respinta dall’ottimo colpo di reni di Fabio, estremo difensore di 44 anni. La Fluminense non resta a guardare e sfiora il raddoppio alla mezz’ora: primo tentativo di Arias respinto da Sommer e tentativo di tap-in di Samuel Xavier che termina a lato. La Fluminense insiste e, al 39′, sembra trovare il raddoppio con il colpo di testa di Ignacio, ma il VAR annulla per il fuorigioco del difensore brasiliano al momento dell’assist vincente di Nené.
Terminato così il primo tempo, Thiago Silva e compagni premono per cercare il raddoppio che complicherebbe ulteriormente la partita dei nerazzurri. Tra il 57′ e il 61′, Sommer trema due volte: sul primo tentativo di Cano, il pallone sfiora soltanto il palo; su quello di Arias dalla distanza, invece, il portiere elvetico viene chiamato agli straordinari. Chivu cerca la scossa con i cambi e per poco non trova il pareggio. L’occasione colossale arriva al 69′: cross dalla destra di S. Esposito, sponda di Lautaro e colpo ravvicinato di De Vrij che, incredibilmente, non trova la porta.
Fabio si esalta per ben due volte su Lautaro, con quest’ultimo che colpisce anche il palo interno; Dimarco sfiora il palo su punizione; Carlos Augusto spara alto un rigore in movimento. La partita è maledetta e, infatti, il Fluminense troverà il gol del KO al 93′ con il rasoterra vincente di Hercules a fissare il 2-0 finale. Prima del triplice fischio, l’Inter sbatte sulla traversa con Dimarco e a festeggiare sono i brasiliani.
Lautaro durissimo: “Chi non vuole restare se ne deve andare”
La delusione per questa stagione non è facile da smaltire in casa Inter.
Lautaro Martinez, nel post-partita, si è lasciato andare a dichiarazioni molto forti, a testimonianza del clima molto rovente all’interno dello spogliatoio:
«In questa squadra devi volerci stare, nel posto in cui abbiamo portato l’Inter e dove dobbiamo continuare a farla stare. Non faccio nomi, ma ho visto tante cose che non mi sono piaciute. È stata una stagione lunga e faticosa, fatta di tanti colpi, siamo rimasti a zero titoli e dobbiamo ripartire al meglio l’anno prossimo. In questi ultimi cinque anni abbiamo vinto e dobbiamo essere un gruppo come nell’anno della seconda stella».
Il capitano nerazzurro non ha voluto fare nomi, ma il presidente Giuseppe Marotta si è sbottonato di più rivelando l’arcano:
«Interpreto le parole del capitano in maniera positiva. Si riferiva ad un concetto importante, quando un giocatore non ha più voglia di stare in una squadra, è giusto che vada. Non c’è nessuno che ha manifestato concretamente questa situazione. Forse si riferiva alla dinamica di Calhanoglu, la situazione verrà definita presto, con calma e lucidità. Ci parleremo per risolvere i problemi, il richiamo da parte di Lautaro trova condivisione nella società perché questo è lo spirito che ci può portare lontano».
Calhanoglu, non in gruppo a causa, ufficialmente, di un infortunio, ha replicato alle parole del compagno tramite un post sui suoi canali social:
«Ieri abbiamo perso. E fa male. L’ho vissuta con tristezza, non solo da calciatore, ma da persona che tiene davvero a questa squadra. Nonostante l’infortunio, subito dopo il fischio finale ho chiamato alcuni compagni per far sentire il mio sostegno. Perché quando ci tieni, è quello che fai. Quello che mi ha colpito di più, però, sono state le parole arrivate dopo. Parole dure. Parole che dividono, non uniscono. […] Rispetto ogni opinione, anche quella di un compagno, anche quella del presidente. Ma il rispetto non può essere a senso unico. […] Non ho mai tradito questa maglia. Non ho mai detto di non essere felice all’Inter. […] Il futuro? Lo vedremo. Ma la storia ricorderà sempre chi è rimasto in piedi. Non chi ha alzato di più la voce».
Le parole di Lautaro e la risposta di Calhanoglu fanno emergere fratture interne importanti che potrebbero segnare un punto di svolta per il futuro della squadra.
Visualizza questo post su Instagram



















