Dopo 36 vittorie consecutive e 23 anni d’attesa, l’Italia batte la Turchia per 3-2 e diventa campione del mondo nel volley femminile. Julio Velasco mette la classica ciliegina sulla torta a culminare un ciclo strepitoso di vittorie partito con due Nations League e un oro olimpico. Vittoria sofferta quella delle azzurre contro le campionesse in carica, forti di una Vargas in formato monstre, ma alla fine ha prevalso la forza del gruppo in un tie-break straripante.
Italia-Turchia: il capolavoro mondiale di Velasco
Da Bangkok a Bangkok è passato un anno, due mesi e 15 giorni. Questo è il lasso di tempo che ha permesso al ct italo-argentino Julio Velasco di creare una macchina da guerra, dalla Nations League vinta il 23 giugno 2024 contro il Giappone fino ad arrivare al trionfo mondiale di oggi contro la Turchia, datato domenica 7 settembre 2025.
Un ciclo straordinario iniziato in punta di piedi, con la ricostruzione dei cocci lasciati dalla gestione di Davide Mazzanti (tra cui le rotture con Paola Egonu e Monica De Gennaro), e che ha portato a due trionfi nella Nations League, un oro olimpico e, ora, una Coppa del Mondo. Un ciclo che ha reso le ragazze dell’Italvolley letteralmente ingiocabili con 36 vittorie consecutive, quattro trofei e il primo posto nel ranking FIVB. Tutto ha girato per il verso giusto: dalle strategie difensive al turnover, fino ad arrivare ad un attacco atomico condotto dalla coppia esplosiva Paola Egonu-Ekaterina Antropova.
L’avversario odierno, la Turchia, oltre ad essere campione del mondo in carica, disponeva di un’artiglieria di tutto rispetto composta da una mostruosa Melissa Vargas e dalla capitana Eda Erdem. Solo la campionessa di origine cubana finalizza l’80 per cento delle manovre offensive della selezione allenata dal ct Daniele Santarelli (32 punti per lei contro i 22 della Egonu). Il muro composto da Myriam Sylla, Anna Danesi e Sarah Fahr ha sofferto non poco le cannonate della Vargas, anche per via delle scorie della partita contro il Brasile, ma è stato al tie-break, con l’aggiunta della Antropova nel momento topico del match, l’Italia è riuscita a prendere il largo per suggellare un successo mondiale che mancava da 23 anni.
Già, l’ultima affermazione ai Mondiali risaliva al 2002. Si giocava in Germania, il ct era Marco Bonitta e c’erano Elisa Togut, Francesca Piccinini, ed Eleonora Lo Bianco a svolgere il ruolo di trascinatrici contro gli Stati Uniti. Altri tempi.
Cronaca della partita: Vargas, Erdem e Özbay spaventano le azzurre: Egonu, Fahr e Sylla decisive
Il primo set inizia con un equilibrio costante tra le due compagini, che rispondono punto su punto. Egonu e Vargas iniziano il loro duello personale trovando i varchi giusti nella difesa avversaria, mentre De Gennaro e Örge cercano di limitare i danni in ricezione.
La Turchia rende difficile il compito a rete della azzurre grazie alla regia raffinata dell’alzatrice Cansu Özbay, la quale diventa sempre più imprevedibile e coinvolge non solo la Vargas, ma anche Aydin, Erdem e Karakurt a turno per sfondare il muro azzurro. Danesi, Fahr ed Egonu spesso si fanno infilare e nemmeno gli ingressi della Antropova riescono a sovvertire il trend. Fortuna vuole che Karakurt abbia una ricezione difettosa e che Sylla e Nervini riescano a dare il giusto supporto a De Gennaro nelle retrovie. Sarà proprio la Nervini a far chiudere il primo set sul 25-23 trovando un punto sudatissimo al termine di uno scambio interminabile.
Il secondo set, invece, vede la Turchia prendere il largo grazie ad una Melissa Vargas scatenata in attacco e ad una Gizem Örge superlativa in ricezione. Il muro azzurro non funziona quasi mai, mentre alle turche riesce veramente qualunque cosa. Il set vede le ragazze di Santarelli chiudere con il pantagruelico parziale di 25-13. L’Italia, praticamente, non è mai tornata in campo dopo la pausa.
Nel terzo set è prevista la scossa da parte dell’Italia, la quale infatti arriva con il raggiungimento del +5 di gap sull’11-6. La Turchia non demorde e riesce a rifarsi sotto sempre affidandosi ai siluri della Vargas, alle veloci di Erdem e al muro vincente della Günes. Le turche riescono ad annullare tre set-point, ma non possono nulla contro una straripante Egonu che mette la firma sugli ultimi 5 punti delle azzurre per chiudere sul 26-24.
Il quarto set sembra quasi seguire la falsariga del secondo, con una Turchia scatenata grazie ad una travolgente Vargas e ad un muro azzurro che scricchiola. Velasco le prova tutte, anche gli inserimenti di Orro e Giovannini a irrobustire muro e ricezione, ma per vie centrali la Turchia ha vita facile. Karakurt e Ayidin di rivelano valide scudiere della Vargas e le fast-ball di Erdem sono illeggibili per la difesa azzurra, grazie anche all’ottimo lavoro di Özbay a rete. Il set termina 25-19 per la Turchia, con le azzurre che hanno limitato un passivo che aveva toccato il -8. Si decide tutto al tie-break.
La partenza non è delle migliori, con la Egonu che regala due punti alla Turchia, ma ci pensano Sylla e Orro a ristabilire la parità. Si combatte punto su punto fino al 7-7, poi arriva la svolta che non ti aspetti: la Vargas spreca il suo turno al servizio battendo fuori e da lì l’Italia inizia a prendere il largo. Velasco tira fuori la Egonu per far posto alla Antropova e da lì l’Italia tira fuori la frazione di partita perfetta: la Fahr alza il muro, la Giovannini non spreca un turno in battuta e la Antropova dà manforte in difesa insieme alla Sylla e alla Orro. La Turchia non riesce più a passare e sarà un muro vincente di Fahr su Erdem a decretare la vittoria del tie-break per 15-8 e la consegna del secondo titolo mondiale all’Italia.



















