Le ultime due vittorie italiane al Giro d’Italia portano la firma di due corridori della XDS-Astana: Christian Scaroni si aggiudicò la tappa di Brentonico dell’edizione 2025, il suo compagno Davide Ballerini ha rotto il digiuno tricolore sul traguardo di Napoli, in fondo a una tappa che doveva sorridere ai velocisti, ma ha riservato una… scivolosa sorpresa all’ultima curva.
Giro d’Italia, Davide Ballerini batte… il pavé di Napoli
Andiamo direttamente al finale: la 6ª tappa del Giro d’Italia (Capaccio/Paestum-Napoli, 141 km) era disegnata su misura delle ruote veloci del gruppo. Incluso Davide Ballerini che, tuttavia, è un uomo assai più adatto agli arrivi ristretti che agli sprint affollati.
Ciononostante, il 31enne canturino ha comunque sgomitato per posizionarsi bene in vista della rampa che conduce a Piazza del Plebiscito, di nuovo protagonista di un traguardo finale a 47 anni di distanza dalla prima (e fin qui) unica volta. Tutti si aspettavano i favoriti della vigilia: il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step), vittorioso nelle due volate disputate in Bulgaria, il redivivo olandese Dylan Groenewegen (Unibet ROSE Rockets) e l’italiano Jonathan Milan (Lidl-Trek), che attendeva questa tappa per riscattare le delusioni rimediate oltreconfine.
La scena madre si consuma a 400 metri dal traguardo: poche gocce di pioggia trasformano i sampietrini di Via Console in una saponetta. I primi a finire a terra sono proprio Milan e Groenewegen, che trascinano con sé altri 7-8 corridori e costringono tanti altri a rallentare. A quel punto, sono rimasti davanti in due: Ballerini e il belga Jasper Stuyven (Soudal), che avrebbe dovuto scortare Magnier sul rettilineo finale. L’atleta della XDS-Astana spinge a tutta forza sui pedali per scongiurare il tentativo di sorpasso dell’ex campione della Milano-Sanremo, che tenta di uscire sulla sinistra ma non ne ha più.
E così, Ballerini può festeggiare la sua seconda vittoria del 2026 e, soprattutto, il primo successo della carriera in un Grande Giro. Magnier chiude al 3° posto davanti all’australiano Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech) e al britannico Ben Turner (Netcompany INEOS). Altri tre italiani in top 10: 7° Luca Mozzato (Tudor), 8° Filippo Magli (Bardiani CSF 7Saber), 9° Enrico Zanoncello (Bardiani CSF).
Eulalio in maglia rosa alla vigilia del Blockhaus
In una giornata abbastanza tranquilla – caratterizzata dalla fuga di cinque uomini: gli italiani Mattia Bais (Polti VisitMalta), Martin Marcellusi (Bardiani CSF), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF) e Luca Vergallito (Alpecin) e il belga Edward Planckaert (Alpecin), che desisterà anzitempo – il portoghese Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) ha controllato comodamente la situazione e, di conseguenza, il trono del Giro dopo il beffardo 2° posto di Potenza.
Di conseguenza, nessuna novità nella generale: Eulálio in rosa con 2’51” sullo spagnolo Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG) e 3’34” su Scaroni. E i grandi favoriti? Venerdì dovranno necessariamente venire allo scoperto sul Blockhaus, il primo arrivo in salita della 109ª edizione. Il gigante abruzzese sarà il capolinea di una tappa lunga 244 chilometri, che salperà di buon mattino da Formia. Poco da segnalare nei primi 2/3 di corsa, che propone anche la scalata di Roccaraso prima di una lunga serie di saliscendi che precedono la scalata conclusiva. Il primo giudice di un Giro che attende il suo vero padrone.






















