Jannik Sinner trionfa a Wimbledon nella finale contro Carlos Alcaraz e diventa il primo italiano a trionfare all’ultimo atto sull’erba londinese in 138 anni di storia del torneo. A 23 anni, dopo una squalifica di tre mesi e le beffarde finali perse sulle terre rosse di Roma e Parigi, Jannik torna a sorridere contro lo spagnolo e ottiene il quarto titolo negli Slam in carriera. Una vittoria importante anche in chiave ranking ATP: ora le basi per poter mantenere la prima piazza fino a fine stagione ci sono.
Wimbledon 2025: Sinner ribalta Alcaraz e scrive la Storia
Quando Diego Armando Maradona segnò il gol con la mano nel match dei Mondiali di calcio del 1986 tra Argentina e Inghilterra valido per i quarti di finale, il fenomeno albiceleste giustificò il gesto tecnico parlando di “mano de Dios“.
Difficile fare ironia spicciola sul dramma sportivo vissuto da Grigor Dimitrov nel match vinto da Jannik Sinner per forfait del bulgaro agli ottavi di finale di Wimbledon, però è innegabile che questo momento faccia da archetipo per il cosiddetto “effetto farfalla“. “Piccole variazioni nelle condizioni iniziali di un sistema possono portare a grandi e imprevedibili cambiamenti nel suo comportamento a lungo termine“, così recitava la teoria del meteorologo e matematico Edward Norton Lorenz per spiegare la sensibilità del clima alle minime perturbazioni. Chi avrebbe immaginato che, da quello scampato pericolo, Sinner avrebbe trovato la forza per piegare in finale, in rimonta e in quattro set il bicampione in carica del torneo Carlos Alcaraz? Soprattutto pensando agli ultimi precedenti in terra rossa che aveva portato a cocenti sconfitte per il campione di Sesto Pusteria contro il murciano.
Questa volta, però, Jannik ha deciso di fare le cose per bene: ha imparato dalle lezioni impartitegli e ha fatto terra bruciata tra Shelton, Djokovic e, infine Alcaraz, trovando la prima affermazione allo Slam per eccellenza. 4-6, 6-4, 6-4, 6-4: non una grande fantasia con i parziali, ma è una vittoria dal sapore di storia, perché mai nessun tennista azzurro era arrivato a tanto in 138 anni di Wimbledon. Jasmine Paolini e Matteo Berrettini ci andarono vicini, ma il terzo tentativo targato Jannik Sinner è stato quello vincente.
La cronaca della partita: 10 giochi tra paura ed equilibrio, poi scatta la scintilla
Sul “Centrale” di Wimbledon, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si affrontano per la tredicesima volta, la terza in stagione, per contendersi lo Slam londinese.
Il bilancio, impietoso, recita 8-4 per il murciano, con le ultime due affermazioni arrivate consecutivamente nelle finali di Roma e Roland Garros. Il primo set, infatti, sembra ricordare i tristi fantasmi di Parigi: l’altoatesino, avanti sul 4-2 e con un break ottenuto al quinto gioco, crolla subendo due controbreak all’ottavo e al decimo gioco, capitolando sul 6-4. Sinner fa fatica sulla prima di servizio, sbaglia molto negli scambi e sembra incredibilmente teso. Di contro, ad Alcaraz sembra riuscirgli praticamente tutto: il punto finale del decimo gioco con una palla corta di rovescio a una mano e in corsa è una meraviglia che merita applausi a scena aperta.
L’inizio di secondo set, però, vede un Jannik voglioso di invertire la tendenza: vince subito il break al primo gioco, amministra (seppur con fatica, rischiando l’immediato controbreak) i primi due servizi e cerca di limitare un Alcaraz molto insidioso al servizio (15 ace, dato tutt’altro che banale). Dalla seconda metà del set, Sinner riesce a sbloccarsi mentalmente e vince il decimo gioco inanellando tre tiri uno migliore dell’altro, pareggiando i conti.
Nel terzo set, Sinner sembra aver trovato la quadra e Alcaraz non riesce più ad incidere con il serve and volley come fatto nei primi due set. Il numero uno al mondo gestisce ritmi e tempi di gioco, inizia a sbagliare meno negli scambi e a diventare più solido al servizio, trovando continuità sia nelle prime di servizio che nei colpi sotto rete. Il break decisivo, Sinner lo trova al nono gioco, sfruttando alla grande la possibilità di chiudere il set al servizio per passare in vantaggio.
Il quarto e ultimo set prosegue quasi sulla falsariga di quello precedente: il quarto e ultimo break Jannik lo trova al terzo gioco, incanalando subito la partita verso la chiusura. Sinner rischia molto all’ottavo gioco, quando annulla due palle-break allo spagnolo e centra la rimonta che fa da punto di svolta della partita. All’ultimo gioco, Alcaraz riesce ad annullare soltanto un match-point, prima della resa sul servizio vincente di Jannik. È tutto vero: Sinner è campione di Wimbledon. Mai nessun italiano era arrivato a tanto in 138 anni di storia del torneo. Ed è tutto meritato. Alcaraz, dopo due vittorie consecutive, è costretto ad abdicare: Londra ha un nuovo Re e parla italiano.




















