C’è stato un tempo in cui gli italiani remavano assieme al capovoga di tutti noi, Gian Piero Galeazzi. Merito dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale, ma anche di un’ineguagliabile generazione di fuoriclasse, di cui faceva parte anche Davide Tizzano. Il presidente della Federazione italiana canottaggio è morto nella sua casa di Napoli a 57 anni.
È morto Davide Tizzano
Fianco a fianco con le leggende, prima da atleta, poi da dirigente: Davide Tizzano è stato un monumento del canottaggio e dello sport italiano. Anche per questo, è doloroso volgere i verbi al passato per parlare del bicampione olimpico napoletano, scomparso nel pomeriggio di lunedì a 57 anni.
Figlio di Partenope, Tizzano scopre il remo all’età di 11 anni. Qualche anno di apprendistato al centro federale di Piediluco (Terni), da sempre il cuore pulsante del canottaggio tricolore, poi l’esordio in Nazionale maggiore ai Mondiali di Jongköping, in Svezia, anno 1984. Medaglie su medaglie nelle categorie giovanili, compreso un oro iridato juniores a Roudnice (Repubblica Ceca) nel 1986.
Il tempo corre in fretta così come la carriera di Tizzano. Che esordisce ai Giochi olimpici di Seul 1988 e – in cordata con Agostino Abbagnale, Gianluca Farina e Piero Poli – vince l’oro nel 4 di coppia. L’argento ai Mondiali 1989 di Bled (Slovenia) resta per lungo tempo il suo ultimo successo in campo internazionale: il rematore napoletano abbandona il canottaggio per dedicarsi a tempo pieno alla vela. Un’altra storia d’amore densa di soddisfazioni: a bordo del Moro di Venezia, Tizzano vince nel 1992 la Louis Vuitton Cup per poi contendere (senza successo) la Coppa America all’equipaggio di America3.
Dai campi di regata al mare aperto (e ritorno): un anno prima dell’Olimpiade di Atlanta 1996, Tizzano torna a dedicarsi al canottaggio. La scelta è premiata da un altro oro nel doppio, ancora con Agostino Abbagnale.
Era il presidente della Federcanottaggio
A questo punto, il napoletano non ha altro da chiedere all’agonismo. Il mondo del canottaggio, però, ha ancora bisogno di lui. E Tizzano intraprende un brillante percorso dirigenziale che lo porterà a essere team manager dell’otto azzurro, capo delegazione della Nazionale nella rassegna olimpica di Rio de Janeiro 2016, presidente del comitato regionale campano e vicepresidente della Federcanottaggio. Infine, dopo i Giochi di Parigi 2024, la corsa elettorale che lo porterà al comando della FIC in luogo di Giuseppe Abbagnale. L’ultimo colpo di remo di una vita ricchissima – in cui ha fatto in tempo a partecipare anche a un’altra Coppa America con Mascalzone Latino – stroncata prematuramente da una grave malattia.
Alla moglie Roberta e ai figli Giuseppe Leone, Rossana e Vittoria le condoglianze della direzione e della redazione di ItaliaSport24.


















