Terza giornata della fase campionato dell’Europa League poco felice per le italiane. La Juventus non va oltre il pari in casa contro il Rennes al termine di una partita molto nervosa, ma protesta per il gol-vittoria annullato a Lucumí per fuorigioco dubbio. Di tutt’altro tenore la partita del Milan, travolto dal Bournemouth nella trasferta in terra inglese e penalizzato dall’espulsione ingenua di Maignan.
Europa League: Juventus di pareggio con il Rennes, ma protesta
Il momento attraversato dalla Juventus non è facile. In campionato la squadra di Spalletti arranca, ma in Europa League prosegue il suo cammino nella fase campionato da imbattuta.
I bianconeri vengono fermati sul 2-2 dai francesi del Rennes al termine di una partita poco brillante, ma non mancano le proteste. Il gol-vittoria annullato nel finale a Lucumí grida vendetta sulla possibilità che la posizione del colombiano fosse attiva al momento del rinvio sbagliato del difensore dei francesi. I dubbi persistono, ma ciò che conta è che i bretoni siano usciti indenni dall’Allianz Stadium e che la Juventus sia stata accompagnata negli spogliatoi dai fischi dei suoi tifosi.
Spalletti aveva deciso di dare una sterzata alla sua squadra apportando cambiamenti importanti rispetto alla brutta sconfitta con la Lazio. Passaggio dal 4-2-3-1 al più pratico 3-5-2, con la coppia Kolo Muani-Woltemade a guidare l’attacco. Nell’undici inizale, Lucumí, Kalulu, Sarr, Alajbegovic e Nico Gonzalez hanno fatto posto a Kelly, Gatti, Cambiaso, Koopmeiners e Woltemade. Franck Haise ha risposto disponendo il suo Rennes in maniera più accorta rispetto a quello uscito sconfitto sul campo del Paris FC. Passaggio dal 4-3-3 al 5-3-2, con Ait-Boudlal, Nagida, Rongier, Camara, Dia e Al-Taamari a prendere il posto di Frankowski, Szymanski, Cisse, Blas, Lepaul e Soumare.
La Juventus parte fortissimo, tanto da sbloccare la partita già al 5′ con Celik. Il terzino turco, ben innescato in profondità da Woltemade, non ha problemi nel battere Samba in uscita e portare in vantaggio i bianconeri.
La risposta del Rennes è immediata e, al 15′, la parità è già ristabilita da Al-Taamari, puntuale a sfruttare la sponda vincente di Reynolds per prendere il tempo a Gatti e battere imparabilmente Vicario. La Juventus, però, non ha intenzione di cedere e già al 19′ sfiora il secondo vantaggio con Gatti, ben innescato dal cross di Koopmeiners, ma Samba compie un prodigio e salva in angolo.
I bianconeri continuano ad attaccare e sfiorano ancora il vantaggio al 29′ con una doppia occasione di McKennie. Lo statunitense prima viene fermato dall’ottimo riflesso di Samba e poi, sulla ribattuta, colpisce il palo a porta praticamente sguarnita. Il Rennes si riaffaccia dalle parti di Vicario al 30′ con una splendida volée di Nagida ben bloccata dal portiere bianconero.
Ciò farà da preludio al sorpasso dei francesi al 43′: Kelly respinge con un braccio in area il tentativo dalla distanza di Nagida. Rigore ineccepibile che l’ex Salernitana e Lazio Boulaye Dia trasforma senza problemi per il 2-1 Rennes.
Andati all’intervallo con questo punteggio, Spalletti rivede qualcosina in vista della ripresa. Kalulu e Nico Gonzalez rilevano Celik e Gatti, con la squadra ridisegnata con un più offensivo 4-3-1-2. L’avvio di secondo tempo non è facile per la Juve, con Vicario costretto a chiudere la porta ad uno scatenato Al-Taamari al 53′. La svolta per la Juve giungerà al 67′: Camara intercetta ingenuamente col braccio una sponda di Douglas Luiz. Rigore anche per i bianconeri che Woltemade trasformerà per il 2-2.
Il tedesco si scatena, mancando per centimetri la doppietta tra il 71′ e il 75′. Il gol-vittoria la Juve lo avrebbe trovato all’88’ con il neo-entrato Lucumí in mischia, ma il fuorigioco attivo del colombiano al momento della sponda di McKennie invalida la segnatura. Dubbi sulla decisione, visto che nasce da un errore derivato da una giocata volontaria di Mayenda.
Al triplice fischio, la Juventus mantiene l’imbattibilità europea salendo a quota 7 punti e tenendo a distanza proprio il Rennes in classifica. L’insidiosa trasferta in terra olandese sul campo dell’AZ Alkmaar dirà di più sulla solidità della Juve in formato europeo.
Disastro Milan: sconfitto 3-0 dal Bournemouth e Maignan espulso
Prima sconfitta esterna per il Milan nel suo cammino in Europa League. La squadra di Ruben Amorim viene annichilita per 3-0 dalla matricola Bournemouth al “Vitality Stadium”, incappando nella seconda sconfitta su tre partite giocate.
In questo derby rossonero europeo (le maglie rossonere delle Cherries sono uno storico omaggio al club meneghino), le due squadre si sono scambiate di blasone per una notte. Il Milan è apparso in totale imbarazzo, oltre che in balia completa dell’avversario. Due rigori con annessa espulsione imperdonabile di Mike Maignan hanno posto fine ad una partita mai realmente iniziata. Molto faranno discutere le scelte di formazione attuate dal tecnico portoghese, sicuramente influenzate dai forfait recenti di Chukwueze e Gonçalo Ramos. Ci sono, però, modi e tempi per sperimentare e, alla decima uscita stagionale, vedere ancora giocatori fuori ruolo o non integrati nei meccanismi tattici della squadra inizia a diventare frustrante.
Amorim aveva deciso di affrontare questa trasferta inglese con il solito 3-4-3, ma facendo riposare Gila, Modric, Pulisic e Rabiot contemporaneamente rispetto alla partita con l’Atalanta. A questo si aggiungono le assenze forzate di Chukwueze e Gonçalo Ramos per infortunio. Ragion per cui, ecco Tomori a completare il terzetto difensivo, Jashari in cabina di regia, Estupiñan laterale a sinistra con conseguente spostamento a destra di Moreira, Hutchinson e Loftus-Cheek esterni d’attacco a supporto di Cisse. Marco Rose risponde passando dal 4-1-4-1 vittorioso col Sunderland ad un più spavaldo 4-4-2. Di Gregorio, Diakite, Gannon-Doak e Kluivert sostituiscono Petrovic, Smith, Cook e Rayan.
La partita finirà in archivio dopo appena mezz’ora. All’8′, l’ex romanista Justin Kluivert porterà avanti i suoi realizzando il rigore procurato da Evanilson per mani in area di De Winter. Al 32′, Tavernier firmerà il raddoppio sempre dal dischetto per una manata di Maignan ai danni di Adams su situazione da corner che è costato il rosso diretto al portiere francese. Eppure, l’ex portiere del Lille aveva contribuito a mantenere in partita i suoi prima dell’espulsione con un paio di interventi decisivi su Christie e Gannon-Doak.
Il secondo tempo scorre senza particolare sussulti. Il Bournemouth gestisce agilmente il doppio vantaggio, mentre il Milan non riesce a cambiare marcia nemmeno dopo gli ingressi in campo di Rabiot e Bartesaghi. Le Cherries troveranno il terzo gol all’84’ con la punizione vincente del neo-entrato Adli, agevolata dall’apertura della barriera.
Una sconfitta cocente per i rossoneri, chiamati a riscattare questa debacle già nel prossimo match casalingo contro gli ungheresi del Ferencvaros.






















