Spagna-Argentina sarà la finale dei Mondiali 2026 di USA-Messico-Canada, mentre Francia e Inghilterra si giocheranno il gradino più basso del podio. Questi i verdetti decretati dalle semifinali, con una finale del tutto inedita e che vedrà protagoniste due squadre che parlano la stessa lingua. Quest’ultima coincidenza non accadeva da Uruguay 1930, quando la Celeste si contese (e vinse) la coppa proprio contro l’Albiceleste nella cornice del Centenario di Montevideo. Altro calcio e altri tempi. Delusione per transalpini e Tre Leoni, i quali si sono visti sfuggire la finale attraverso due suicidi tattici che hanno pregiudicato un cammino fino a quel momento perfetto.
Mondiali 2026: Spagna in finale con autorevolezza, Francia beffata
La Spagna è la kryptonite della Francia, ormai è un fatto assodato. Ad Arlington (Dallas), le Furie Rosse impongono la terza eliminazione consecutiva ai transalpini dopo quelle maturate agli Europei e in Nations League, centrando la seconda finale Mondiale della loro storia.
Il 2-0 degli uomini di De La Fuente ha reso più “umana” una corazzata del calibro della Francia, incappata in una giornata nera. Sicuramente la Spagna è stata superiore sotto l’aspetto tattico, ma anche tecnicamente le Furie Rosse hanno mostrato un’abilità nel palleggio importante. I Galletti sono ricascati negli storici errori che sono costati trofei già in tasca: superbia, supponenza e un eccesso di sicurezza nei propri mezzi che hanno avuto un effetto boomerang sulla squadra.
Il ct Didier Deschamps è salito sul banco degli imputati. La continua preferenza di Lucas Digne nei confronti di Theo Hernandez e una squadra fin troppo sbilanciata a livello tattico sono stati i pomi della discordia. Non è un caso che, in questi giorni, abbia fatto capolino la voce che vede Zinedine Zidane favorito come suo successore sulla panchina transalpina. La Spagna, invece, continua a far parlare di sé per la solidità della propria difesa (un solo gol subito e Unai Simon imbattuto per 6 partite), per l’incredibile organizzazione tattica mostrata e per un’abilità nel palleggio ormai consolidata come marchio di fabbrica. Protagonista assoluto il capitano Rodri, un giocatore ritrovato dopo i problemi fisici che lo hanno attanagliato nelle ultime stagioni.
De La Fuente, per questa partita, aveva puntato sulla conferma degli undici che tanto bene hanno fatto in questa fase ad eliminazione diretta. Con Nico Williams ancora non al meglio e Yeremy Pino indisponibile, confermato Álex Baena dall’inizio come esterno sinistro, mentre Fabian Ruiz e Pedro Porro vincono ancora il ballottaggio con, rispettivamente, Pedri e Llorente. Deschamps, invece, conferma l’assetto tattico del 4-2-3-1, con le uniche eccezioni di Tchouameni e Barcola al posto di Koné e Doué.
Nonostante un primo tempo molto bloccato, la Spagna troverà il modo di passare in vantaggio al 22′ grazie ad Oyarzabal. Digne compie un’ingenuità clamorosa su un cross innocuo di Cucurella colpendo Yamal in area in un tentativo di rinvio. Rigore solare che l’attaccante della Real Sociedad realizza con freddezza. Quinto gol per lui in questo Mondiale. Per la Francia pioverà pure sul bagnato quando Saliba si arrende ad un infortunio alla schiena, venendo rimpiazzato da Lacroix al 30′.
Prima dell’intervallo, un lampo per parte: al 38′, al termine di una splendida azione corale, Fabian Ruiz manca il tap-in vincente su assist di Yamal; al 41′, dall’altra parte, Unai Simon salvifico in uscita su Mbappé lanciato a rete.
Nella ripresa, Deschamps si gioca subito le carte Koné e Doué per Rabiot e Barcola, sconfessando in parte le scelte iniziali. Al 58′, però, la Spagna troverà già il raddoppio: scambio lungo Dani Olmo-Pedro Porro e conclusione vincente di quest’ultimo a beffare Maignan in uscita. Furie Rosse inarrestabili, che al 63′ vanno pure sul 3-0 con Lamine Yamal, ma il gol è annullato per fuorigioco millimetrico dell’attaccante del Barcellona. La Francia tenta una timida reazione affidata a Mbappé, con il numero 10 francese che, però, non riuscirà a perforare un Unai Simon sicuro.
Al triplice fischio, la Spagna festeggia la seconda finale Mondiale della sua storia, mentre la Francia spreca un’altra occasionissima alle battute finali di un torneo.
Argentina in finale di rimonta e di garra: Messi inventa e Fernandez e Lautaro concretizzano
L’Argentina fa sua la battaglia di Atlanta con l’Inghilterra e difenderà in finale contro la Spagna il titolo di campione del mondo conquistato 4 anni fa in Qatar.
Il 2-1 in rimonta degli uomini di Leo Scaloni sui Tre Leoni permette all’Albiceleste di centrare la settima finale mondiale della sua storia, la seconda consecutiva. Una partita certamente scorbutica e molto fallosa, ma che l’Argentina ha portato a casa con merito grazie ad un secondo tempo straripante dove, oltre ai due gol, ci sono stati anche due pali e diversi interventi miracolosi di Pickford. L’Inghilterra ha pagato dazio con la giornata no di Kane e Bellingham e la tattica fin troppo rinunciataria del ct Thomas Tuchel a vantaggio acquisito, con un baricentro abbassatosi già durante l’ora di gioco e gli ingressi di Konsa, Burn e O’Reilly che hanno, di fatto, certificato la rinuncia al contropiede nella fase più concitata del match.
L’Argentina ha continuato a macinare gioco ed è stata l’unica tra le due squadre a cercare di proporre con continuità, trovando la chiave di volta per scardinare la difesa inglese soltanto nei minuti finali. Protagonista assoluto, neanche a dirlo, è stato Leo Messi. La Pulga, persino in una gara con pochi lampi, è riuscito a trovare altri due assist vincenti che hanno consentito all’Albiceleste di poter difendere il titolo nella finale di East Rutherford (New York).
Tuchel aveva deciso di affidarsi a James, Spence e Rogers dall’inizio al posto di Konsa, O’Reilly e Madueke per puntare maggiormente sulla fisicità. Scaloni, di contro, ha sacrificato De Paul in favore di Giuliano Simeone per avere maggiore velocità e rapidità in contropiede.
Nel primo tempo la partita è bloccata: gli argentini la mettono tutta sul piano della garra e dell’agonismo e gli inglesi cascano presto alle provocazioni non tirando indietro la gamba. Il clima infernale in campo produce soltanto un’occasione importante a testa: al 33′, Stones di testa manca il bersaglio grosso sulla punizione di Rice; al 38′, Enzo Fernandez dà l’illusione del gol con una conclusione da fuori area a sfiorare la traversa.
Conclusosi sullo 0-0 un brutto primo tempo, nella ripresa l’Argentina cerca di fare di più la partita controllando possesso del pallone e spazi. Al 47′, Pickford è bravissimo a chiudere la porta a Julian Alvarez lanciato a rete e fa da preludio al successivo vantaggio inglese. Al 55′, infatti, Rice raccoglie un rinvio corto di Tagliafico e allarga per Rogers sulla destra, il quale trova il traversone vincente per la zampata di Gordon sul secondo palo. 1-0 Inghilterra e finale Mondiale più vicina per gli inglesi.
L’Argentina non demorde, ma l’Inghilterra si difende con le unghie e con i denti. Spence è decisivo al 57′ quando ferma Simeone lanciato a rete da un ispiratissimo Enzo Fernandez, mentre Pickford compie un prodigio al 69′ sul colpo di testa di Nico Gonzalez, subentrato a Paredes dalla panchina. Scaloni inserisce anche De Paul, Montiel e Otamendi per poter puntare maggiormente sui cross e aumentare il peso offensivo. Di contro, Tuchel irrobustisce la difesa con Konsa, Burn e O’Reilly per contrastare il gioco aereo argentino.
L’Argentina insiste e, al 75′, sbatte sul palo con Mac Allister di testa su assist di De Paul. L’ex Udinese è ispiratissimo e 1′ più tardi chiama ancora il centrocampista del Liverpool al colpo di testa, ma questa volta è Pickford a dire di no in due tempi. Gli attacchi si fanno più insistenti e il muro eretto dall’Inghilterra inizia scricchiolare. Al 77′, Messi inventa una scucchiaiata geniale per il colpo di testa di Nico Gonzalez uscito fuori di un soffio, mentre all’84’ Enzo Fernandez impegna Pickford con un insidioso tiro dalla distanza.
Le prove per il gol finiranno qui e il giocatore di movimento più anziano ad aver mai giocato una semifinale Mondiale decide di salire in cattedra. Messi batte un calcio d’angolo corto scambiando palla con De Paul e poi libera Enzo Fernandez per la conclusione vincente da fuori area. 1-1 all’85’ e partita nuovamente in equilibrio. Nel frattempo, Scaloni si era giocato anche la carta Lautaro Martinez al posto di Tagliafico e sarà proprio l’interista a diventare decisivo al 92′. Mac Allister colpisce il palo con un rasoterra dal limite, Messi recupera palla sulla respinta vincendo il duello con Spence e s’inventa un cross dalla destra con il destro che il Toro non può non sfruttare di testa per il sorpasso definitivo.
Tuchel rivede un attimo i piani e cerca di rimediare in extremis con gli ingressi di Rashford e Toney dalla panchina, ma è troppo tardi. L’Argentina festeggia la qualificazione in finale esponendo anche uno striscione dedicato alle isole Malvinas/Falkland, mentre l’Inghilterra è condannata alla finale di consolazione per la terza volta negli ultimi 36 anni.
Il programma delle finali
Di seguito ecco il programma delle finali dei Mondiali 2026 di USA-Messico-Canada. Si tornerà in campo sabato 18 luglio per la finale del 3°/4° posto di Miami tra Francia e Inghilterra, mentre domenica 19 luglio a East Rutherford (New York) ci sarà la finale per il titolo tra Spagna e Argentina.
18 luglio, ore 23 italiane, Hard Rock Stadium di Miami
Francia – Inghilterra
19 luglio, ore 21 italiane, MetLife Stadium di East Rutherford (New York)
Spagna – Argentina





















