L’Italia ha battuto l’Irlanda del Nord a Bergamo per 2-0 grazie ai gol di Tonali e Kean e si guadagna la finale dei play-off qualificazione ai prossimi Mondiali contro la Bosnia-Erzegovina. I Dragoni sono riusciti ad avere la meglio sul Galles a domicilio grazie ai calci di rigore dopo l’1-1 materializzatosi ai supplementari. La finale che vale la qualificazione a USA-Messico-Canada 2026 si disputerà martedì 31 marzo alle ore 20:45 al “Bilino Polje” di Zenica.
Italia-Irlanda del Nord: cosa non ha funzionato e cosa bisogna correggere
La psicosi da mancata qualificazione ai Mondiali è ancora ben presente nel gruppo azzurro, ma alla fine, seppure con una prestazione tutt’altro che memorabile, l’Italia ha fatto il suo dovere contro l’Irlanda del Nord.
La squadra del ct Gennaro Gattuso ha raggiunto l’ultimo atto che precede la fase finale dei Mondiali di USA-Messico-Canada 2026 grazie al più classico dei 2-0. Dopo un primo tempo bloccato e ai limiti del soporifero, c’è voluto un secondo tempo con giri un tantino più alti per archiviare la pratica Irlanda del Nord, che è comunque rimasta in gara fino all’ultimo secondo.
Non era difficile immaginarsi il più tragico degli scenari, visti gli illustri precedenti con la Svezia a Milano e con la Macedonia del Nord a Palermo, ma questa volta gli azzurri non sono cascati nel tranello e hanno portato a casa risultato e qualificazione in finale.
Del primo tempo è difficile salvare qualcosa. Forse la partenza a razzo che poteva portare l’Italia a segnare due gol con Tonali e Dimarco, per il resto tanti minuti di nulla fino al colpo di testa di Bastoni e ai tentativi piuttosto sporadici di Kean e Retegui. A proposito di Retegui, l’attaccante è apparso tutt’altro che in forma: imbolsito e appesantito nella corsa, quasi goffo con il pallone tra i piedi. L’occasione clamorosa divorata in campo aperto in avvio di ripresa è esplicativa della situazione. Sarà perché il campionato saudita è fermo da un mese, ma le condizioni dell’italo-argentino ex Genoa e Atalanta preoccupano non poco in vista della finale.
Non hanno convinto più di tanto neanche Barella e Bastoni: il primo ci ha messo grinta e corsa, ma a livello qualitativo ha peccato non poco di concretezza; per quanto concerne il centrale difensivo, non è apparso a suo agio nel ruolo di centrale puro nella difesa a tre. Tutti elementi che Gattuso dovrà leggere e studiare in vista della finale con la Bosnia.
Tonali e Kean fanno esultare gli azzurri: la cronaca della partita
Italia-Irlanda del Nord è stata soprattutto una gara di nervi, piuttosto che una vera e propria partita di calcio.
Gli azzurri avevano tutto da perdere dopo le due ultime mancate qualificazioni, mentre i nordirlandesi sono arrivati a questo impegno con la testa sgombra e un sogno comunque da coltivare per puntare al miracolo.
Gattuso si gioca questa partita puntando sul 3-5-2. Davanti a Donnarumma, il trio difensivo composto da Mancini, Bastoni e Calafiori. A centrocampo, Locatelli agisce davanti la difesa, accompagnato da fidi scudieri del calibro di Sandro Tonali e Nicolò Barella. Sulle fasce agiscono Politano e Dimarco, mentre il tandem offensivo è composto da Kean e Retegui.
Il ct nordirlandese Micheal O’Neill, al contrario di quanto paventato alla vigilia, se la gioca con un arcigno 5-4-1. Il quintetto composto da Devlin, Hume, McNair, McConville e Spencer formerà la difesa davanti al portiere Pierce Charles. A centrocampo, cerniera a quattro con Price e Devenny sulle fasce, mentre al centro ruggiscono Galbraith e Shea Charles. Unica punta il “falso nueve” Donley per aggiungere un pizzico di imprevedibilità.
Il primo tempo non vive di grandi sussulti. Nei primi minuti, Charles deve tirare un sospiro di sollievo sul colpo di testa di Tonali uscito di un soffio. Successivamente, è bravo nel respingere il diagonale di Dimarco e fortunato nel trovare Hume pronto sulla sua respinta a negare il tap-in a Tonali. I primi 7′ lasciavano presagire tutt’altro tipo di partita da parte dell’Italia, poi l’Irlanda del Nord ha iniziato a prendere le misure e a sfruttare la mancanza d’idee degli azzurri per rischiare il minimo indispensabile.
Nel finale di tempo, un colpo di testa di Bastoni, un tentativo alto di Kean dal limite e una volée troppo debole di Retegui in area concludono un primo tempo scialbo.
Nella ripresa, gli errori dei nordirlandesi diventano la base su cui costruire la vittoria e che copre la mancanza di idee mostrata dagli azzurri. Non è un caso se, al 53′, è Devlin a lanciare a rete Retegui con un retropassaggio scriteriato e non Barella, che ci aveva provato qualche secondo prima senza successo. Fatto sta che l’attaccante dell’Al-Qadsiah si allunga goffamente il pallone e P. Charles lo beffa in uscita. Nonostante il gol mancato, è qui che arriva la vera svolta della partita.
1′ più tardi, Tonali sradica il pallone dai piedi di Galbraith sulla trequarti e lancia Kean in profondità, ma P. Charles è ancora attento sul diagonale dell’attaccante della Fiorentina e salva in calcio d’angolo. La partita verrà sbloccata al 56′: cross di Politano intercettato di testa da Price e respinta raccolta da Tonali, il quale fa partire un violento destro dal limite imprendibile per P. Charles. L’incantesimo è infranto ed è 1-0 Italia.
Gattuso capisce che è arrivato il momento di chiudere la pratica e inserisce Gatti ed Esposito al posto dell’ammonito Bastoni e di un impalpabile Retegui. Proprio l’attaccante dell’Inter, al 66′, trova un nuovo pertugio per lanciare in profondità Kean, il cui destro sul primo palo viene ben sventato da P. Charles. Al 73′, Dimarco batte un calcio d’angolo interessante che Esposito prolunga sul secondo palo per l’accorrente Calafiori, ma è Hume a salvare con un grande intervento di testa. L’Italia insiste come un tamburo battente, mentre O’Neill prova a sbilanciarsi inserendo tre punte dalla panchina: Smyth, Reid e Magennis.
L’Irlanda del Nord trema ancora al 79′, quando Barella trova lo spazio per il cross dalla destra e per poco Kean non faceva cadere giù la New Balance Arena con una rovesciata ad alto coefficiente di difficoltà fuori di pochissimo. È il preludio al secondo gol azzurro che arriverà all’80’: Tonali trova una grande palla dopo un rimpallo e pesca Kean in area, il quale mette giù con il destro, evita il ritorno di McNair e, col sinistro, incrocia rasoterra dove P. Charles non può arrivare. È il 2-0 che libera l’Italia e condanna all’eliminazione una modesta Irlanda del Nord.
La Bosnia-Erzegovina sarà l’avversario in finale degli azzurri: eliminato il Galles ai rigori
Se da una parte l’Italia non ha avuto particolari problemi ad eliminare l’Irlanda del Nord, dall’altra l’equilibrio è stato più marcato e la Bosnia-Erzegovina ha avuto bisogno dei calci di rigore per avere ragione del Galles.
Al “Cardiff City Stadium” di Cardiff, la nazionale gallese di Craig Bellamy non riesce ad approfittare del fattore campo e si fa cogliere alla sprovvista da una Bosnia-Erzegovina ricca di talento ed entusiasmo. Dal punto di vista atletico, il Galles è sembrato di gran lunga superiore, ma i balcanici hanno saputo reggere l’urto e hanno confezionato un blitz d’antologia per guadagnarsi la finale da giocare in casa contro l’Italia.
Il vantaggio firmato dalla perla di Daniel James, fantasista in forza al Leeds United con un passato nella sponda rossa di Manchester, sembrava il preludio ad un successo annunciato. Alla fine, Sergej Barbarez pesca dalla panchina l’asso Kerem Alajbegovic e quest’ultimo, 18enne in forza al Red Bull Salisburgo, confeziona l’assist da calcio d’angolo per il pareggio di Dzeko a 4 giri d’orologio dal triplice fischio. Già, proprio quell’Edin Dzeko scaricato a gennaio senza troppi complimenti dalla Fiorentina allo Schalke 04, capolista della Zweite Bundesliga. 40 anni compiuti 10 giorni fa, ma ancora con tanta voglia di guidare la Nazionale gialloblù al secondo Mondiale della sua storia dopo Brasile 2014, di cui lui e l’atalantino Kolasinac sono gli unici reduci.
Dopo l’1-1 dei 120′ di gioco, arriva il momento dei rigori. I tiri dal dischetto, come si sa, sono una lotteria e Nikola Vasilij, portiere del St. Pauli, diventa l’eroe della serata parando il rigore decisivo a Neco Williams. Nel frattempo, a chiudere la contesa, ci pensa ancora il ragazzino terribile Alajbegovic che, con la freddezza del veterano, spiazza Darlow per il 4-3 e manda la sua Nazionale in finale. La RAI ha catturato il momento in cui Vicario e Dimarco si lasciavano andare ad una timida esultanza al momento della realizzazione del bosniaco. Ci ha pensato Gattuso nella conferenza stampa post-partita a riportare i ragazzi con i piedi per terra: «Abbiamo fatto un passettino, adesso abbiamo un Everest da scalare».
Che Bosnia-Erzegovina troverà l’Italia martedì a Zenica dopo l’Irlanda del Nord? Sicuramente una squadra superiore alla modesta selezione in verde, specialmente dal punto di vista tecnico. Il ct Sergej Barbarez, storico attaccante dell’Amburgo nei primi anni 2000, sistema la squadra con un pratico 4-4-2 tradizionale.
Davanti al portiere Nikola Vasilij, una difesa con due terzini puri ed esperti come Amar Dedic del Benfica e Sead Kolasinac dell’Atalanta. Al centro, agiranno il centrale difensivo del Sassuolo Tarik Muharemovic (tra i migliori in campo nella trasferta di Cardiff) e Nikola Katic, compagno di squadra di Dzeko nello Schalke 04.
A centrocampo, la cerniera centrale è composta da due centrocampisti puramente difensivi come il mediano del Pafos di origini croate Ivan Sunjic e l’ex romanista Benjamin Tahirovic, ora in forza al Brøndby. Sulle fasce, invece, spazio per due giocatori molto rapidi e tecnici come Esmir Bajraktarevic del PSV Eindhoven ed Amir Memic del Viktoria Plzen, con possibilità di vedere a partita in corso Kerem Alajbegovic sull’out di sinistra. In attacco, infine, al fianco del capitano Edin Dzeko, il suo erede designato Ermedin Demirovic, esperto attaccante in forza allo Stoccarda.
Bosnia-Erzegovina che avrà a che fare con due assenze importanti in difesa, come quelle del sampdoriano Dennis Hadzikadunic e del centrale dello Sporting Braga Adrian Leon Barisic. Una partita sicuramente da non sottovalutare, anche perché, nel catino del “Bilino Polje” di Zenica, i bosniaci hanno promesso l’Inferno.



















