Chissà cosa avrebbe detto dei suoi connazionali Lord William Webb Ellis, l’inventore del rugby. Chissà dove sono finiti coloro che – in tempi più o meno recenti – avevano caldeggiato l’uscita dell’Italia dal Torneo delle 6 Nazioni. Se è impossibile entrare nella testa del reverendo inglese, possiamo ben immaginare dove siano finiti i sostenitori dell’Italexit a forma di ovale: sul carro dei vincitori. Già, perché gli azzurri hanno compiuto un’impresa sensazionale: sconfiggere per la prima volta nella storia l’Inghilterra, fin qui sempre vittoriosa nei precedenti 33 incontri giocati contro la nostra selezione.
Sei Nazioni, Italia da sogno: battuta l’Inghilterra
7 marzo 2026: un giorno indimenticabile per tutto lo sport italiano. L’Italia del rugby – descritta troppo frettolosamente come la Cenerentola delle Nazionali azzurre – si regala una notte di gloria senza precedenti, superando allo stadio “Olimpico” di Roma l’Inghilterra nella penultima giornata del Sei Nazioni.
23-18 per il XV allenato da Gonzalo Quesada, che ha costruito con i suoi ragazzi un capolavoro di tenacia e caparbietà, anche quando la partita sembrava inesorabilmente sfuggita di mano. Il primo successo di sempre sugli inglesi – sovrastati sul piano dell’intensità nell’ultimo quarto di partita, dopo aver avuto 8 punti di margine all’inizio del secondo tempo – è maturato in fondo a un lungo, silenzioso processo di crescita iniziato all’indomani del deludente Mondiale francese.
Si può dire con una certa soddisfazione che le tanto vituperate «sconfitte onorevoli» (e gli altrettanto famigerati cucchiai di legno) sono un ricordo del passato: l’Italia è una Nazionale rispettata, temuta e degna di appartenere all’élite della palla ovale. Non solo i risultati delle ultime 3 edizioni del Six Nations (che l’Italia potrebbe chiudere con 3 vittorie: ipotesi nient’affatto peregrina, visto che l’ultima avversaria sarà il Galles sempre sconfitto fin qui) ma anche le belle prestazioni nei test match con le squadre dell’emisfero australe, in testa il successo sull’Australia dello scorso novembre.
Menoncello grande protagonista
Ricostruiamo la notte magica dell'”Olimpico” dal principio: il XV d’Oltremanica parte a testa bassa, schiacciando l’Italia nella sua metà campo, ma la grande pressione produce risultati piuttosto risibili. Passata la prima ondata, gli azzurri sbloccano il tabellone al 21′: l’arbitro Ramos assegna un calcio di punizione per fuorigioco di Earl; Paolo Garbisi piazza il pallone in mezzo ai pali.
L’episodio scuote gli uomini del CT Borthwick, che passano in vantaggio al 26′ con Freeman, che sigilla una splendida azione al largo iniziata da Fin Smith, la cui trasformazione finisce fuori bersaglio. 3-5. L’Italia assorbe il colpo e restituisce il favore al 34′: Garbisi trova Menoncello, che manda fuori giri la difesa inglese per poi depositare il pallone in area di meta. Il numero 10 azzurro trasforma e porta i suoi sul 10-5.
A un passo dall’intervallo, però, i padroni di casa peccano di ingenuità: anziché blindare la mischia e buttare il pallone in touche, gli italiani cercano di avanzare con Lorenzo Cannone, che tuttavia perde il controllo dell’ovale. L’Inghilterra ribalta il campo con un calcio-passaggio raccolto da Roebuck, che conclude la sua corsa con la marcatura della momentanea parità. Da posizione defilata, Smith segna i punti del 10-12 con cui si concludono i primi 40′ di gioco.
Inghilterra poco proficua in superiorità numerica
Il colpo basso subito alla fine del primo tempo destabilizza l’Italia, che rimedia penalità ed errori in serie. L’uscita momentanea di Nicotera per un “in avanti” volontario sembra aprire scenari particolarmente nefasti. Tuttavia, dopo aver sprecato una comoda occasione per marcare la terza meta della serata, gli inglesi non riescono a sfondare: i due calci piazzati di Fin Smith allargano il divario (10-18) ma non chiudono la partita.
L’Italia non smette di crederci e cerca di assecondare il vento favorevole: Ramos – richiamato dal TMO – sanziona con un cartellino giallo un placcaggio alto di Underhill ai danni di Fischetti, assegnando un calcio di punizione che Garbisi converte in 3 punti preziosi. Poco più avanti, altro piazzato per l’Italia, innescato da un tenuto di Freeman: il mediano del Tolone trova la preziosa sponda del palo sinistro e accorcia ancora le distanze. 16-18 con 20′ scarsi da giocare.
Marin firma la meta decisiva
L’episodio decisivo, però, si verifica al 65′: uno dei giocatori di maggiore esperienza del XV inglese, Maro Itoje, viene punito con 10′ di stop per aver strappato in maniera irregolare il pallone dalle mani di Fusco. La doppia superiorità numerica mette troppa frenesia addosso agli azzurri, che rischiano seriamente il ribaltone avversario prima di confezionare al minuto 72 la meta della vittoria: Garbisi calcia per Ioane, che trova al largo Menoncello. Il tre quarti del Benetton Treviso serve a sua volta Marin, che s’invola con decisione verso l’area di meta inglese. Il 21-18 registrato dal tabellone viene ritoccato da un impeccabile Garbisi, sempre a segno su calcio piazzato.
Ristabilita la parità numerica, l’Inghilterra prova a scongiurare la sconfitta con una sortita di Underhill, placcato alla grande da Garbisi. Infine, uno splendido intervento di Michele Lamaro disinnesca l’estremo assalto degli inglesi a un passo dal gong. La magia è compiuta. E ha la forma di una palla ovale.




















