Da Tokyo (2020+1) a Tokyo (2025), l’atletica italiana è sempre benvenuta nella capitale del Giappone. Anche se l’Olimpiade di quattro anni fa resterà irripetibile per mille ragioni, il debutto dell’Italia ai Mondiali è stato davvero esaltante: due argenti con Antonella Palmisano e Nadia Battocletti e un bronzo con Leonardo Fabbri.
L’Italia subito sul podio ai Mondiali di Tokyo
Un, due, tre: un esordio da ricordare per l’Italia ai campionati mondiali di Tokyo, che si sono aperti con due medaglie d’argento e un bronzo.
La trasferta nell’Estremo Oriente si è aperta nel segno di Antonella Palmisano: l’olimpionica della 20 km di marcia (che, ad onor del vero, si disputò a Sapporo) è tornata sul podio in una grande rassegna internazionale, classificandosi 2ª nella 35 km vinta dalla spagnola Maria Perez.
In compagnia delle migliori fin dal via, la 34enne tarantina resta a contatto con Perez e l’ecuadoriana Paula Milena Torres fino al km 23, quando la campionessa del mondo in carica – benché gravata di un cartellino giallo – si invola verso il titolo. Dal canto suo, Palmisano tiene sotto controllo il ritorno della sudamericana, momentaneamente sorpassata dalla cinese Li Peng prima di tornare in corsa per il bronzo. 2h’42’24” il crono della pugliese, che ha preceduto Torres di 20″. Le altre italiane: 11ª Milena Colombi, 17ª Eleonora Anna Giorgi.
Battocletti d’argento nei 10.000 metri
Da una campionessa di tenacia all’altra: Nadia Battocletti ha riconfermato l’argento olimpico di Parigi 2024, chiudendo la finale dei 10.000 metri subito alle spalle della keniana Beatrice Chebet, che la batté anche allo Stade de France nell’estate del 2024.
La prova più lunga del programma su pista entra nel vivo dopo il 5° chilometro, quando le due favorite della vigilia allungano in compagnia delle etiopi Ejgayehu Taye e Gudaf Tsegay e dell’altra keniana Agnes Jebet Ngetich. Dopo alcuni giri di studio, l’andatura sale prepotentemente nell’ultimo chilometro: persa per strada Taye, la trentina resta nella scia delle rivali fino a metà dell’ultima tornata, quando Chebet allunga sulla concorrenza. Battocletti si libera brillantemente di Ngetich (che conquisterà poi il bronzo) e Tsegay, tallonando fino all’ultimo la numero 1 della distanza. La figlia d’arte – campionessa europea in carica dei 5.000 e dei 10.000 – ha stabilito anche il nuovo primato nazionale con il crono di 30’38″23. 19° posto per l’altra italiana in gara, Elisa Palmero.
Fabbri di bronzo nel getto del peso
Un’altra conferma, infine: Leonardo Fabbri – argento a Budapest 2023 – colleziona il secondo alloro iridato della carriera nel getto del peso. Il suo bronzo (con la misura di 21,98 m) suscita qualche motivo di rimpianto, anzitutto per i risultati stagionali del toscano, che aveva avvicinato i 23 metri ai campionati italiani di inizio agosto. In seconda battuta, non c’è dubbio che il suo grande rivale, lo statunitense Ryan Crouser, si sia espresso ben al di sotto delle sue potenzialità: il 22.34 che è valso la medaglia d’oro era ampiamente alla portata del toscano.
Fatto sta che Fabbri ha comunque portato a casa un bronzo di grande valore, con cui ha confermato di essere uno dei migliori interpreti al mondo della specialità. Dopo una qualificazione abbastanza tra le righe (20.95), Fabbri ha debuttato in finale con un discreto 21.26. La svolta nella seconda sessione di lanci: 21.83 e 2° posto provvisorio alle spalle di Crouser. La sensazione è che il 28enne fiorentino ne avesse per fare molto di più. E la conferma è arrivata nella terza serie, ma il suo lancio da 22 metri e spiccioli è finito fuori settore. Ciononostante, l’azzurro ha trovato la forza per migliorarsi: 21.94 m, poi eguagliato dal neozelandese Tom Walsh.
Sembrava che l’argento fosse in tasca, anche in virtù della seconda miglior misura. Tuttavia, il finale ha dispensato una sorpresa inaspettata: il messicano Uziel Muñoz – fino a quel momento 5° – ha scavalcato entrambi con un lancio da 21.97. Tre centimetri per prendersi l’argento e scalzare dal podio Walsh, che ha concluso con un anonimo 21.03.
L’altro italiano iscritto al concorso del peso, Zane Weir, si è arenato in qualificazione.
Iapichino fuori dalla finale del lungo, Jacobs in semifinale nei 100 m
La prima serata per l’Italia ai Mondiali di Tokyo ha rasentato la perfezione, ma non è stata perfetta. Già, perché nessuno avrebbe scommesso sull’eliminazione di Larissa Iapichino dalla finale del salto in lungo. La figlia d’arte – vincitrice due settimane fa della Diamond League – ha concluso la qualificazione al 15° posto con 6.56 m, 4 centimetri in meno dell’egiziana Esraa Owis, l’ultima a strappare il biglietto per la finale.
Una nota, infine, per un altro degli olimpionici di Tokyo: Lamont Marcell Jacobs ha conquistato un posto nella semifinale dei 100 metri piani con il 3° tempo (10″20) nella penultima batteria. Al di là del modesto risultato cronometrico, il bresciano di origini texane ha ammesso ai microfoni di Rai Sport che la sua prestazione è stata completamente negativa. Difficile ipotizzare un guizzo nelle semifinali, che si disputeranno nel primo pomeriggio (ora italiana) di domenica.





















