Tutti si aspettavano Andy Díaz Hernández, bronzo a Parigi 2024. E invece, la terzultima serata dei Mondiali di atletica di Tokyo ha regalato al triplista Andrea Dallavalle la più grande soddisfazione della carriera: un argento pesantissimo alle spalle di un grande campione come Pedro Pablo Pichardo.
Andrea Dallavalle argento mondiale a Tokyo
I Mondiali di Tokyo 2025 proseguono nel segno dell’azzurro: Andrea Dallavalle ha conquistato nel concorso di salto triplo la sesta medaglia della spedizione italiana in Estremo Oriente.
Il 25enne piacentino ha coronato la miglior gara della carriera con un argento che ha un peso specifico enorme non solo per l’eccezionale qualità della sua prestazione (5 salti su 6 sopra i 17 metri), ma anche perché ha obbligato il favorito della vigilia, il cubano di passaporto portoghese Pedro Pablo Pichardo, a superarsi per migliorare la misura del saltatore emiliano.
Entrato in finale con la 4ª misura (m 17.08), Dallavalle ha esordito con un balzo da 17 metri che lo ha subito collocato alle spalle del cubano Lázaro Martínez (17.16) e al già menzionato Pichardo (17.07). Tuttavia, l’atleta delle Fiamme Gialle è stato subito scavalcato dall’algerino Mohammed Triki, che si è issato al 3° posto provvisorio con il miglior salto della sua serata: 17.25 m.
Dopo un interlocutorio 16.93, Dallavalle ha continuato a esprimersi su un livello molto alto anche nella seconda metà della finale: 17.24 (a un centimetro dalla teorica medaglia di bronzo), 17.06 e 17.15. Nel frattempo, Pichardo si era portato in testa con un ottimo 17.55 nel secondo turno di salti, addirittura pareggiato al centimetro nella terza serie.
Tornato in pedana per l’ultimo assalto alle medaglie, Dallavalle si spinge fino a 17.64, il suo nuovo record personale. Triki si ferma a 17.23 e chiude 4°, Martínez colleziona un altro nullo ma sale comunque sull’ultimo gradino del podio. Tocca al campione olimpico di Tokyo 2020, che vola fino a 17.91. Abbiamo sognato davvero in grande, ma va benissimo lo stesso.
Diaz (frenato dalla pubalgia) chiude 6°
La pubalgia ha invece frenato Andy Diaz: il campione del mondo indoor si è classificato 6° con 17.19 al terzo tentativo. Una serata difficile per l’italo-cubano, che ha avuto seri problemi di rincorsa fin dalla prima sessione di salti, conclusa con un nullo. A seguire un 16.35 e il 17.19 che gli è valso l’accesso alla seconda parte di gara, in cui non ha però trovato le giuste sensazioni per migliorarsi. 16.93, un altro balzo non valido e 16.81: il mesto epilogo della sua gara, conclusa con una polemica innescata dal conterraneo Pichardo, che ha punzecchiato Diaz subito dopo aver vinto il titolo.
Palmisano ritirata nella 20 km di marcia
Nella notte italiana tra venerdì e sabato, si sono disputate le due gare di marcia sulla distanza classica dei 20 km. Malgrado abbia viaggiato in compagnia delle migliori per circa metà gara, Antonella Palmisano – argento nella 35 km – è stata costretta al ritiro dopo 13 km. Medaglia d’oro alla spagnola Maria Perez, già a segno sulla distanza più lunga. Le altre italiane: 15ª Alexandrina Mihai, 17ª Federica Curiazzi.
In campo maschile, infine, successo del portoghese Caio Bonfim. Il migliore degli italiani, Francesco Fortunato, ha chiuso al 16° posto. Fuori dai 30 sia Gianluca Picchiottino, sia Andrea Cosi, quest’ultimo azzoppato da tre proposte di squalifica.



















