Un Jannik Sinner da record fa suo anche il Masters 1000 di Miami. L’altoatesino ha battuto in finale con i parziali di 6-4, 6-4 il ceco Jiri Lehecka, allungando la striscia di set vinti consecutivi (battuto il record di Novak Djokovic) a 34 e ottenendo il prestigioso Sunshine Double, ovvero la vittoria dei primi due tornei del Masters 1000. Per il campione di Sesto Pusteria si prospetta addirittura la possibilità di ottenere il Season First Triple al Masters 1000 di Montecarlo, impresa riuscita solamente a Djokovic.
Sinner da record a Miami: 34 set consecutivi vinti e Sunshine Double
Jannik Sinner non smette di stupire. Dopo il successo di Indian Wells, l’altoatesino riesce a vincere anche il Masters 1000 di Miami per la seconda volta in carriera dopo il successo del 2024, ottenendo il settimo sigillo nei tornei Masters 1000 ed entrando nella cerchia ristretta di tennisti che sono riusciti a fare Sunshine Double.
L’impresa di vincere Indian Wells e Miami consecutivamente era riuscita solamente a Roger Federer, Novak Djokovic, Andre Agassi, Pete Sampras, Marcelo Rios, Michael Chang e Jim Courier. Tutti nomi che hanno scritto pagine indelebili del tennis mondiale e, tra questi, si è aggiunto anche quello del campione italiano di Sesto Pusteria.
Il successo in finale per 6-4, 6-4 contro il ceco numero 14 al mondo Jiri Lehecka ha permesso al numero 2 del ranking ATP di incrementare anche il suo record di set vinti consecutivi nei Masters 1000 a 34, superando di 10 lunghezze il record di 24 messo a segno da Novak Djokovic. Una striscia iniziata al torneo di Parigi-Bercy della scorsa stagione e che ancora non accenna a fermarsi. Tre tornei dei Masters 1000 consecutivi vinti a cavallo di due stagioni diverse, un “triplete” riuscito solamente a Novak Djokovic e a Rafa Nadal nella storia del gioco.
Eppure questa serie di record ha rischiato seriamente di non concretizzarsi nel corso di questa edizione del torneo. Il percorso non è stato affatto semplice per Sinner: dopo i successi piuttosto agevoli contro il bosniaco Damir Dzumhur e il francese Corentin Moutet, l’idolo di casa Alex Michelsen aveva fatto sudare le proverbiali sette camicie a Jannik, costringendolo ad un faticoso successo per 7-5, 7-6. Successivamente, sono arrivate le vittorie contro Francis Tiafoe e Alexander Zverev (con un secondo set molto combattuto) a suggellare l’arrivo all’ultimo atto.
Lehecka, dal canto suo, era arrivato in finale sfruttando un tabellone molto agevole, anche se la ciliegina sulla torta del suo percorso resta la vittoria agli ottavi di finale in tre set contro lo statunitense Taylor Fritz. Alcaraz, invece? Eliminato al secondo turno dallo statunitense numero 42 al mondo Sebastian Korda, spianando la strada verso la finale proprio a Lehecka. Un’eliminazione precoce, tra l’altro, che ha permesso a Sinner di accorciare ulteriormente sullo spagnolo nella corsa al primo posto del ranking ATP (-1190 punti).
L’altoatesino, volendo, potrebbe puntare ad ottenere anche il Season First Triple sulla terra rossa di Montecarlo (impresa ad oggi riuscita solo a Nole Djokovic), anche se lo stesso numero 2 al mondo ha aperto alla possibilità di rinunciare al Masters 1000 monegasco per non arrivare troppo stanco al Roland Garros.
La cronaca della finale: un Jannik essenziale basta e avanza nonostante la pioggia
La pioggia è stato un leitmotiv costante in questa edizione del Masters 1000 di Miami. La finale non è stata da meno, con l’inizio posticipato di 90 minuti e la successiva interruzione di 95 minuti maturata al primo gioco del secondo set per una nuova precipitazione.
A dispetto di tutte queste variabili e difficoltà, Jannik Sinner è riuscito a mantenere la concentrazione sull’obiettivo e a domare un Lehecka molto combattivo e volitivo in due set. Una vittoria tutt’altro che scontata, vista la prestazione non esattamente eccezionale offerta dal numero 2 al mondo, ma che è arrivata con voglia e con grinta.
Un’ora e mezza di partita in cui Sinner è riuscito a mettere a segno solamente 2 palle-break sulle 18 ottenute, ma che sono bastate e avanzate per archiviare la pratica Lehecka. Punto di forza del campione di Sesto Pusteria è stato sicuramente il servizio: 10 ace e 92% dei punti ottenuto sul 65% di prime, il tutto nonostante un dato poco invidiabile sulle seconde, attestatesi sul 45%. Il numero 2 al mondo ha avuto il merito di essere stato anche più concreto rispetto al suo avversario: 22 tiri vincenti contro i 16 di Lehecka, con una differenza sostanziale nel saldo per via degli errori gratuiti (19 per Jannik, 28 per Lehecka).
Nel primo set a fare la differenza è stato proprio il servizio: Sinner ha contrastato il serve & volley del ceco puntando esclusivamente sulle prime di servizio, in modo da indebolirlo alla risposta. Lehecka ha contribuito a mantenere la partita in equilibrio attraverso una difesa arcigna al servizio, annullando diverse palle-break al campione italiano. L’equilibrio, però, s’infrange già al terzo gioco, quando Jannik riesce ad approfittare delle tre palle-break a disposizione per inchiodarne una al deuce. Il vero momento sliding-doors, però, è stato al gioco successivo, quando Jannik riesce ad annullare tre palle-break a Lehecka e compie una rimonta stratosferica con 5 tiri vincenti consecutivi. Nei successivi giochi, l’altoatesino ha cercato un secondo break per chiudere la contesa, facendosi annullare due palle-break al nono gioco, prima risolvere il set al decimo gioco al servizio.
Il secondo set, invece, inizia con la partita interrotta sul 30-15 per Sinner al primo gioco a causa dell’acquazzone che si è abbattuto sull’Hard Rock Stadium. Dopo 95′ di interruzione, la partita riprende con la difesa del servizio da parte di Lehecka. Sinner non sfrutta 5 palle-break, diventando più nervoso del solito (tanti i tiri sbagliati in questa fase della partita) e più sofferente al serve & volley del ceco. Dopo 8 giochi passati a metà tra la sofferenza e l’equilibrio, Jannik svolta al nono gioco, dove ottiene il secondo e ultimo break della partita approfittando di due erroracci di Lehecka al servizio sul 30-30. Il momento di gloria arriverà al decimo e ultimo gioco, in cui l’altoatesino annienta le speranze di un Lehecka ormai mentalmente uscito dal campo e chiude la pratica per ottenere il primo Sunshine Double e il secondo Masters 1000 di Miami della sua carriera.




















