Andata dei play-off di Champions League da dimenticare per le italiane. La Juventus di Spalletti, a Istanbul, viene rimontata e travolta dal Galatasaray con un 5-2 veramente pesante e difficile da ribaltare. Non è andata meglio all’Atalanta, battuta per 2-0 al Signal Iduna Park dal Borussia Dortmund e anch’essa costretta al miracolo al ritorno. Sconfitta beffarda, infine, per l’Inter, battuta per 3-1 sul campo del Bodø/Glimt e uscita malconcia per via degli infortuni di Lautaro Martinez e Zielinski.
Champions League, Juventus ribaltata dal Galatasaray: ci vuole il miracolo
La Juventus esce malconcia dall’Ali Sami Yen (o RAMS Park, come dir si voglia) di Istanbul, travolta dalla rimonta esondante del Galatasaray, e vede allontanarsi gli ottavi di finale.
La squadra di Luciano Spalletti, dopo aver ribaltato il vantaggio iniziale dei turchi nel primo tempo, ha disputato una ripresa tutt’altro che all’altezza della situazione e, dopo l’espulsione del subentrante Cabal per doppia ammonizione, è crollata sotto i colpi della formazione allenata da Okan Buruk. Tanti sono stati gli errori a livello difensivo per i bianconeri, tra improvvide costruzioni dal basso e sbandate vere e proprie, con i turchi che hanno approfittato delle clamorose défaillances per far loro la partita. Ora, per ribaltare il 5-2 in favore dei turchi, è richiesto uno sforzo importante nel ritorno dell’Allianz Stadium che potrebbe anche non bastare.
Spalletti aveva deciso di affidarsi ad un attacco rapido e brevilineo composto da Conceiçao, Yildiz e McKennie per cogliere di sorpresa in contropiede la retroguardia giallorossa. Di contro, Okan Buruk, dopo aver fatto un pesante turnover contro l’Eyupspor in campionato, ha puntato tutto sull’estro di Lang, Akgun e Yilmaz a sostegno di Osimhen, con Sané, Icardi e Gundogan che partono dalla panchina.
Dopo 15′, Galatasaray già in vantaggio: rimessa laterale improvvida di Cambiaso a mettere in difficoltà Yildiz, il quale perde palla sulla pressione alta di Lang e, a beneficiarne, sarà Gabriel Sara con la conclusione vincente dal limite che s’infila nell’angolino. Nel primo tempo, la retroguardia giallorossa soffre terribilmente le ripartenze della Juve e i bianconeri ne approfittano per ribaltare la situazione. Tra il 16′ e il 32′, Koopmeiners realizza la sua doppietta: nella prima occasione è bravo a ribadire in rete la respinta di Cakir sul primo colpo di testa di Kalulu; nella seconda, sfrutta al meglio il cioccolatino offertogli da McKennie in profondità per mettere imparabilmente il pallone sotto l’incrocio dei pali. Nel frattempo, la Juve perde Bremer per infortunio, sostituito da Gatti.
Terminato così il primo tempo, Spalletti opta per l’inserimento di Cabal al posto dell’ammonito Cambiaso (il quale salterà il ritorno per squalifica) per limitare le scorribande di Yilmaz. Neanche a dirlo, al 49′ è proprio un tiro di Yilmaz respinto da Di Gregorio a propiziare il tap-in vincente di Lang che vale il 2-2.
La Juve va in bambola e il Galatasaray cinge d’assedio l’area bianconera. Al 60′, Davynson Sanchez salta più in alto di tutti sulla punizione di Gabriel Sara e firma il sorpasso dei giallorossi. Lo svantaggio getta ancora di più nello sconforto la Juve, la quale rimarrà in 10 al 67′ per l’espulsione di Cabal per una trattenuta su Yilmaz. Buruk si gioca la carta Sané per chiudere i conti e il gol del 4-2 arriverà al 75′: pasticcio incredibile tra Thuram e Kelly, con Osimhen che ruba palla e libera Lang per la più facile delle doppiette.
Il gol che chiuderà i conti arriverà all’86’ con il subentrante Boey, bravo nello sfruttare la sponda vincente di uno scatenato Osimhen con un violento diagonale infilatosi all’angolino.
Troppo Borussia Dortmund per l’Atalanta: 2-0 per i gialloneri e qualificazione in salita per la Dea
Un’Atalanta innocua e difensivamente fragile soccombe al Signal Iduna Park contro il Borussia Dortmund con un 2-0 che non ammette discussioni.
La squadra di Palladino, dopo aver accarezzato la qualificazione diretta agli ottavi di finale di Champions League nella League Phase, incappa nella terza sconfitta europea in altrettante uscite del 2026 e vede allontanarsi sempre di più la qualificazione. La Dea ha pagato dazio con una difesa troppo lenta e macchinosa, fin troppo esposta alla velocità degli interpreti offensivi in giallonero, dando loro campo libero per sprigionare tutto il potenziale a disposizione.
Eppure, nonostante gli infortuni in attacco che hanno falcidiato gli orobici (De Ketelaere e Raspadori tra tutti), i presupposti per uscire da Dortmund con un risultato positivo c’erano tutti. I gialloneri erano privi di gran parte della difesa titolare (Süle e Schlotterbeck) e delle sue alternative (Mané ed Emre Can), con Bensebaini adattato a braccetto e il giovane esordiente Luca Reggiani a comandare la retroguardia insieme ad Anton. La Dea ha pagato una difesa nel primo tempo troppo lenta per contrastare i velocisti della formazione tedesca, con Kolasinac e Djimsiti che hanno faticato parecchio nel contenere le sfuriate di Guirassy e Beier in campo aperto.
L’equilibrio della partita viene rotto dopo soli 3′: azione di contropiede prolungata del Borussia, con Beier che libera Ryerson al cross dalla destra per lo stacco aereo vincente di Guirassy. 1-0 e quarto gol in Champions League per l’attaccante franco-guineano. L’Atalanta tenta la reazione, ma si traduce in due potenziali occasioni in contropiede non sfruttate da Zalewski. Dopo un colpo di testa alto di Anton, al 42′ il Borussia sigla il raddoppio: Nmecha lancia in profondità Guirassy, il quale brucia in velocità Djimsiti sulla sinistra e serve a Beier il comodo pallone del 2-0 con cui si andrà a riposo.
Nella ripresa, Palladino si gioca la carta Hien al posto di Djimsiti per cercare di limitare la velocità e la potenza di Guirassy. La mossa funziona, anche se, tra le due squadre, sarà il Dortmund ad andare vicino al gol con una girata di Brandt alta di pochissimo. Il 2-0 finale impone la Dea a cercare il miracolo in vista del ritorno al New Balance Stadium.
Gloria per il Bodø/Glimt: l’Inter cade 3-1 e ora gli ottavi sono a rischio
Mercoledì sera di Champions League amaro per l’Inter. I nerazzurri crollano per 3-1 sul sintetico dell’Aspmyra Stadion contro il Bodø/Glimt e rischiano di salutare anzitempo la competizione.
I vice-campioni d’Europa, giunti nel Circolo Polare Artico con una formazione interessata da un ampio turnover, si fanno cogliere di sorpresa dalla pimpante ed elettrica formazione norvegese, la quale in casa aveva già ottenuto il prezioso scalpo del Manchester City. A preoccupare Chivu non è solo la sconfitta maturata in Norvegia, ma anche le condizioni di Lautaro Martinez e Zielinski, usciti malconci al termine della contesa. Tutte cose che non faranno dormire sonni tranquilli al tecnico romeno in vista del match di ritorno a San Siro di settimana prossima.
Chivu aveva deciso di giocarsela lasciando inizialmente a riposo Bisseck, Dimarco, Luis Henrique, Zielinski e Thuram per fare spazio ad Acerbi, Darmian, Carlos Augusto, Mkhitaryan ed Esposito. La mossa ha funzionato fino ad un certo punto: al 20′, Bodø già in vantaggio con Fet, abile nello sfruttare la sponda di Høgh per bucare centralmente la difesa nerazzurra e infilare Sommer. L’Inter reagisce con veemenza e troverà il gol del pari al 30′ con Esposito, bravo nello sfruttare un rimpallo in area tra Bastoni e Sjovold per battere imparabilmente Haikin.
L’Inter crea molto per cercare il sorpasso, con Carlos Augusto a mancare la porta di pochissimo con un diagonale al fulmicotone e con Lautaro Martinez che colpisce il palo a porta praticamente sguarnita. Alla fine, però, a trovare i gol-partita sarà il Bodø tra il 61′ e il 64′: l’ex milanista Hauge firma il sorpasso con una sassata terminata sotto la traversa ispirata da Høgh; infine, è lo stesso Høgh a chiudere i giochi depositando in rete il comodo assist di Blomberg.
Nel finale, l’Inter ha avuto l’occasione con Thuram per rendere meno pesante il passivo, ma il francese ha spedito in curva l’ottimo suggerimento di Sucic. Recuperare i 2 gol di svantaggio a San Siro non sarà impresa impossibile, ma l’Inter dovrà essere più cinica e solida per ribaltare una bella realtà come il Bodø/Glimt.





















