Siamo giunti al giorno del giudizio. Allo stadio “Bilino Polje” di Zenica, alle ore 20:45, Bosnia Erzegovina e Italia si giocheranno la qualificazione ai prossimi Mondiale di USA-Messico-Canada 2026 nella finale dei play-off. Entrambe le squadre non disputano la fase finale della Coppa del Mondo da Brasile 2014 e non vorrebbero mancare questa grande occasione. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questa importantissima partita da dentro o fuori.
Bosnia Erzegovina-Italia: Gattuso taglia Scalvini e ritrova Cambiaso
La partita di stasera a Zenica ha un’importanza troppo grande per entrambe le squadre.
L’Italia vorrebbe ritornare a disputare una fase finale del Mondiale dopo 8 anni di assenza per riprendere l’abitudine a partecipare alle grandi competizioni. Diversa la situazione della Bosnia Erzegovina, mai abituata a partecipare alle fasi finali di Mondiali o Europei che siano. Anzi, la selezione balcanica ha partecipato ad una sola edizione dei Mondiali (quella del 2014 in Brasile, l’ultima a cui hanno preso parte anche gli azzurri) e non si è mai qualificata alla fase finale degli Europei. Un appuntamento con la Storia, quello per la Bosnia Erzegovina, che potrebbe rappresentare un’insidia non da poco per l’Italia.
Il ct azzurro Gennaro Gattuso non vuole correre rischi inutili e fatali, ragion per cui non stravolgerà l’undici iniziale visto a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. Uno dei pochi cambiamenti registrati è la convocazione dello juventino Andrea Cambiaso in luogo del centrale difensivo dell’Atalanta Giorgio Scalvini. Nulla da fare, invece, per Gianluca Scamacca, il quale ha provato a recuperare in tempo di record dalla lesione all’adduttore che lo aveva costretto alla resa anche cinque giorni fa.
Nel 3-5-2 disegnato da Gattuso, dovrebbe esserci quasi una conferma in blocco degli stessi uomini di Bergamo. Gli unici ballottaggi registrati sono quelli di Esposito in attacco con un Retegui tutt’altro che brillante e di Cristante con Locatelli a centrocampo davanti la difesa. Quest’ultimo cambiamento dipenderà dall’approccio alla partita.
Gattuso in conferenza stampa: “Rispetto a Bergamo è cambiato poco”
Il ct dell’Italia Gennaro Gattuso sente non poco la responsabilità del momento storico delicato che sta attraversando il movimento calcistico nazionale.
Il tecnico calabrese, nella conferenza stampa della vigilia, ha toccato argomenti delicati e sa che quest’occasione non può essere sprecata. Soprattutto dopo due mancate qualificazioni consecutive che stanno condizionando non poco l’ambiente azzurro. A Zenica ci si giocherà tanto e tutto: «Rispetto a Bergamo è cambiato poco. Ci giochiamo tanto. Lo sappiamo io, il mio staff, i miei giocatori. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità, forti fisicamente. Ci vuole una grandissima Italia per riuscire a coronare il sogno di tornare ai Mondiali».
Il ct sa cosa serve per non mancare la qualificazione e sa cosa ha fatto fare la differenza quando l’Italia non partiva con i favori del pronostico: «Da parte nostra speriamo di non deludere i nostri tifosi: dobbiamo scendere in campo con voglia e veemenza. In passato siamo diventati campioni anche se non eravamo i più forti, ma abbiamo sempre messo in campo lo spirito patriottico: con questo abbiamo raggiunto risultati importanti e questo spirito non deve mancare».
La paura non è un sentimento che deve far parte dell’Italia, anche perché il primo tempo contro l’Irlanda del Nord aveva fatto preoccupare non poco: «Le partite sono difficili, soprattutto quando non puoi sbagliare, non puoi fallire. Poi puoi dire quel che vuoi ai calciatori. Loro vanno in campo e tatticamente l’altra sera abbiamo sbagliato. Noi sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. In sette mesi questa squadra, nell’annusare il pericolo, lavorare in maniera diversa, è migliorata. Preferisco in questo momento una squadra che stia bene in campo, che soffra meno, per essere meno bellini. Pensiamo al concreto».
Nel frattempo, si sta consolidando il gruppo-squadra, cosa che nel recente passato era venuta un po’ a mancare: «Siamo diventati un gruppo durante la mia gestione: all’inizio prendevamo sempre gol, a volte anche evitabili, ed eravamo fragili. Ora siamo molto cresciuti. Oggi è venuto in aereo qua con noi Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, a Bergamo è venuto Zaccagni, Vicario è con noi… Sentivo dire in passato che della Nazionale non importava molto e invece è il contrario ora. Mi auguro per questi ragazzi che raggiungano l’obiettivo perché lo meritano. Anche se le cose andranno male, potrò dire loro solo grazie, ma faccio gli scongiuri e spero non succeda».
Tornando sulla discussa esultanza di Dimarco: «Siamo stati stupidi noi a farci male da soli, ma queste sono stupidate. La Bosnia è una squadra fisica che sa fare male. Lo sappiamo noi e lo sa anche Barbarez, c’è grande rispetto da parte nostra. Barbarez era un buon attaccante, ama il poker e so che è un allenatore preparato, che entra nell’anima dei giocatori».
Infine, le considerazioni sulle condizioni del “Bilino Polje”: «Non dobbiamo pensare a quello. È un alibi. Se il campo è brutto lo è per entrambi, la partita bisogna giocarla. Se pensiamo al campo, alla tribuna… No, è da deboli. L’ho visto il campo e può andare. Io ho fatto un anno qui vicino, so bene cosa vuol dire. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l’Hajduk. Sinceramente anche se fosse stato brutto possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro».
Il possibile XI iniziale della Bosnia Erzegovina tra polemiche, dubbi e ballottaggi
La Bosnia Erzegovina non riserverà un’accoglienza da Re agli azzurri. Le polemiche accese dall’esultanza di Dimarco catturata dalle telecamere della RAI nel post-partita di Bergamo hanno acceso polemiche che hanno contribuito ad esacerbare gli animi in vista di stasera.
Le dichiarazioni di Tarik Muharemovic («Andiamo a dare una lezione a questi italiani che verranno a Zenica. Temiamo solo Dio, vogliamo mangiarci gli italiani e divorarci chiunque verrà lì») e dell’ex gloria di Roma e Juventus Miralem Pjanic («L’Italia ha esultato dopo la sconfitta del Galles? Non capisco sinceramente perché… La Bosnia li aspetta a braccia aperte. Vedremo come andrà a finire») non hanno raffreddato i bollenti spiriti. Ci ha pensato il capitano Edin Dzeko a rasserenare gli animi: «L’esultanza di Dimarco e altri dopo i rigori di Cardiff? Nessun problema, anch’io non volevo giocare con l’Italia. Al giorno d’oggi con i social serve intelligenza, perché ogni cosa può scivolare da un’altra parte. Ci vuole attenzione. Tutti abbiamo visto cosa è successo, e tutto viene ingigantito, però è normalissimo. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto: ma di che parliamo? Non ci sono problemi».
Il ct Sergej Barbarez ha anche esposto dei chiarissimi piani-partita: «Non abbiamo un solo piano, le partite cambiano: se segniamo un gol parcheggiamo il bus davanti alla porta, se prendiamo un gol lo mettiamo da un’altra parte». Insomma, ci sono tutti i presupposti per una partita tirata, nervosa e incandescente.
La Bosnia Erzegovina è arrivata a giocarsi questo spareggio con l’Italia con tanto da guadagnare e niente da perdere. I balcanici sono arrivati a questi spareggi dopo aver chiuso al secondo posto con 17 punti il Gruppo H di qualificazione davanti a Romania, Cipro e San Marino e dietro alla sola Austria. Successivamente, è arrivato il successo a Cardiff ai rigori contro il Galles che ha permesso ai Dragoni di ottenere la qualificazione alla finalissima dei play-off con gli azzurri.
Rispetto alla trasferta in terra britannica, tanti sono i dubbi di formazione che tormentano il ct Barbarez per il suo 4-4-2. Dedic e Kolasinac sono stati recuperati e saranno regolarmente in campo a comporre la difesa insieme a Muharemovic e Katic. Conferma in porta per Vasilij, mentre a centrocampo potrebbero esserci dei cambiamenti importanti. Sulle fasce, Bajraktarevic e Memic sono insidiati dagli scalpitanti Hadziahmetovic e Alajbegovic (quest’ultimo decisivo in Galles con assist e rigore finale), mentre al centro Gigovic potrebbe rilevare un Tahirovic non al meglio per affiancare Sunjic. In attacco, pochissimi dubbi: Dzeko e Demirovic dovranno perforare la porta difesa da Donnarumma e condurre la Bosnia Erzegovina al secondo Mondiale della sua storia.




















