Le prestazioni nella cronometro individuale e nella staffetta mista non erano state peregrine: Elisa Longo Borghini si è superata nella prova in linea dei Mondiali di ciclismo a Montreal, in Canada. La 35enne piemontese ha rincorso con coraggio e tenacia quella maglia iridata che le è sempre sfuggita, riaprendo più volte una corsa che sembrava compromessa. La sua caccia non è stata vana ed è stata ripagata da una medaglia di bronzo che lascia persino spazio a un pizzico di dispiacere. Ad ogni modo, per com’è andata questa stagione, la numero 1 del ciclismo femminile di casa nostra non può avere rimpianti: ha dato tutto, come sempre.
Montreal 2026, Longo Borgh ini ancora sul podio
Prima ancora della lunga ed estenuante prova in linea, il Mondiale di Elisa Longo Borghini era stato decisamente gratificante: il 4° posto nella cronometro individuale – a soli 5″ dal bronzo – è stato il miglior viatico per affrontare il resto della settimana iridata, proseguita con l’oro nella staffetta mista e terminata con un bronzo di grande spessore nella gara in linea, disputata sulla distanza-monstre (per il settore femminile) di 180 km.
Poche emozioni per la prima metà di gara, che proponeva un lungo tratto in linea senza difficoltà prima dell’ingresso nel circuito finale. Lo scenario cambia a poco meno di 100 km dall’arrivo: una maxicaduta toglie dai giochi alcune delle potenziali favorite, dalla mauriziana Kimberley Le Court-Pienaar alla neozelandese Niamh Fisher-Black, senza dimenticare la spagnola Paula Blasi. Di punto in bianco, la rosa delle favorite si riduce di netto. E la Nazionale olandese – arroccata intorno alla vincitrice dell’ultimo Tour de France, Demi Vollering – prende l’iniziativa con decisione, mettendo alla frusta le rivali francesi (in corsa con la giovanissima Celia Géry) e italiane, al servizio di Elisa Longo Borghini.
Vollering prende l’iniziativa nel corso del terzultimo giro
La prima delle tre salite del percorso stuzzica Vollering, che passa all’attacco quando il contachilometri segna -37 al traguardo. Longo Borghini prova a seguire la fuoriclasse dei Paesi Bassi, ma è costretta a desistere in vista della cima per poi accodarsi a un ristretto gruppo inseguitore, di cui fanno parte la svizzera Marlen Reusser – oro a cronometro – le francesi Juliette Berthet, Celia Géry e Maëve Squiban, l’altra olandese Puck Pieterse e le polacche Katarzyna Niewiadoma-Phinney e Dominika Włodarczyk.
Vollering sfrutta i veti incrociati tra le avversarie (e l’ottimo lavoro di interdizione di Pieterse) per accumulare un margine prossimo al mezzo minuto. Dopo un giro e mezzo a tutta, però, la campionessa della FDJ United-Suez va in crisi sull’ultimo strappo, prestando il fianco al ritorno di Longo Borghini e Niewiadoma, poi raggiunte da Reusser e Berthet. Il quintetto al comando procede a passo regolare fin sul rettilineo d’arrivo, dove prende l’iniziativa l’azzurra della UAE ADQ.
L’azzurra prova ad anticipare i tempi all’inizio dell’ultima tornata
Un attimo di incertezza tra le inseguitrici consente a Longo Borghini di guadagnare una decina di secondi ai piedi della prima rampa. La sua azione, però, si appesantisce proprio com’era accaduto due giri prima. Ne approfittano Vollering e Niewiadoma per rifarsi sotto e staccare l’azzurra che, da quel momento in avanti, avrà sempre a tiro le prime due, ma non riuscirà mai a chiudere. Non solo: ELB deve resistere al ritorno di Reusser, che ha allungato nel frattempo su Berthet.
Finale entusiasmante: l’olandese e la polacca affrontano davanti il rettilineo finale in costante ascesa, seguite a poca distanza da Longo Borghini e Reusser. Le due di testa aspettano gli ultimi 150 metri per lanciare lo sprint: Niewiadoma sembra avere lo spunto migliore per vincere, ma Vollering esce fuori nel finale e vince la resistenza della rivale, peraltro frenata da un crampo negli ultimi metri. Dal canto suo, Longo Borghini regge l’urto ed eguaglia i bronzi conquistati a Valkenburg 2012, Imola 2020 e Zurigo 2024. Quattro volte sul podio in 14 anni: la miglior definizione di longevità.
Quarta medaglia azzurra in Canada
La spedizione azzurra ha così conquistato il suo quarto alloro iridato dopo l’oro nella mixed relay e gli argenti di Filippo Ganna e Nicolas Milesi nelle cronometro degli Elite e degli Under-23, cui si è aggiunto il 2° posto di Matilde Rossignoli nella prova in linea delle juniores.






















