I paragoni con i fenomeni dell’automobilismo potrebbero suonare persino blasfemi. Eppure, la supremazia di Andrea Kimi Antonelli sul circuito di Montecarlo legittima l’accostamento con i grandissimi. Del resto, cosa si può obiettare al 19enne bolognese, che ha conquistato sulla pista monegasca il suo quinto successo di fila in campionato?
Kimi Antonelli trionfa anche a Monaco
Molti continuano a sostenere che il Gran Premio di Monaco sia ormai anacronistico nell’epoca della Formula 1 ipertecnologica e vitaminizzata. Tuttavia, non c’è altra pista che misuri la grandezza di un campione. Casomai ce ne fosse stato bisogno, Andrea Kimi Antonelli ha dimostrato al mondo di essere il più degno candidato al titolo mondiale. Quella corona iridata che il motorsport italiano attende da 74 anni.
Prima di lui, soltanto due italiani avevano espugnato il Principato: Riccardo Patrese nel 1982 e Jarno Trulli nel 2004. Sia il padovano, sia l’abruzzese vinsero al termine di corse combattute e incerte fino all’ultima curva. Al contrario, Antonelli ha dominato la scena dal primo all’ultimo giro, nonostante una safety car e una bandiera rossa abbiano brevemente interrotto il suo monologo. Il suo capolavoro, però, è cominciato nell’ultimo turno di prove ufficiali, quando ha strappato la pole position all’olandese Max Verstappen (Red Bull) per soli 44 millesimi.
Già, Verstappen. Il quattro volte campione del mondo era annunciato alla vigilia come il rivale più credibile di Antonelli. E invece, la sua corsa è terminata dopo lo spegnimento dei semafori: un problema all’unità motrice lo ha lasciato immobile sulla griglia di partenza. Nonostante sia riuscito a mettere in moto la sua macchina, Verstappen non ha potuto fare altro che imboccare la via dei box per parcheggiare la sua Red Bull in garage dopo la prima tornata.
Un episodio che non toglie alcunché allo show del pilota della Mercedes: scattato come una scheggia dalla pole, Antonelli ha seminato fin dai primi giri le Ferrari del britannico Lewis Hamilton e del padrone di casa Charles Leclerc, in difficoltà nonostante abbia facilmente difeso la sua terza posizione. La penalizzazione inflitta a Hamilton per eccesso di velocità in pit lane riaccende le speranze di Leclerc, salito virtualmente al secondo posto, ma l’ingresso della safety car per un incidente senza conseguenze al canadese Lance Stroll (Aston Martin) consente al britannico di scontare la penalità e difendere il posto d’onore.
Leclerc finisce contro il muro al 65° giro, Russell
A questo punto, tutto sembra ormai deciso per il podio. Eppure, Montecarlo volta le spalle al suo figlio prediletto, che aveva peraltro manifestato tutta la sua insofferenza per la scelta del muretto di privilegiare Hamilton. Neppure il tempo di ripartire dopo la safety car che Leclerc sbatte contro il muro, complice un problema ai freni. L’uscita di Leclerc – innescata (anche) dalle condizioni dell’asfalto – obbliga la direzione di corsa a fermare il GP: bandiera rossa, due giri di riscaldamento dietro la SC e ripartenza da fermo per le ultime 8 tornate.
Prima dello stop, il copione era pressoché delineato: mentre il bolognese macinava giri veloci in serie, il compagno di squadra George Russell penava fino allo sfinimento alle spalle del francese Isack Hadjar (Red Bull): soltanto un passaggio anticipato ai box per il cambio gomme gli ha consentito di superare l’unica RB ancora in pista. Rimasto ai piedi del podio, Russell non ha però potuto evitare il doppiaggio del compagno di scuderia: se non è questo un segnale di superiorità…
Come se non bastasse, il britannico finisce nel mirino dei commissari per velocità elevata nella corsia dei box. Quando si concretizza la prima safety car, però, i meccanici non attendono i canonici 5″ prima di entrare in azione: drive through e gara definitivamente compromessa, poi conclusa ai margini della zona punti.
La lotteria del podio, però, è ancora aperta: Russell – ripartito dalla terza piazza – cede il passo al francese Pierre Gasly (Alpine), autore di un’ottima ripartenza. Peccato che l’esperto transalpino abbia anch’egli infranto i limiti di velocità: il 3° posto finale viene così aggiudicato a Hadjar, che ha preceduto la McLaren dell’australiano Oscar Piastri.
A proposito di McLaren: il campione del mondo Lando Norris ha salutato la compagnia dopo 46 giri per colpa del motore. Un’uscita di scena che suona come un passaggio di consegne ad Antonelli, sempre più padrone del Mondiale: 156 punti per l’emiliano, seguito da Hamilton (90 p.) e Russell (88 p.)
Le Frecce d’Argento primeggiano anche nella classifica costruttori: Mercedes a quota 244 p., Ferrari 165 p., McLaren 118 p.
Domenica prossima appuntamento a Barcellona
Il campionato del mondo di Formula 1 tornerà in scena nella prossima fine settimana: all’orizzonte c’è il Gran Premio di Catalogna. Il favorito è sempre lo stesso e ha un acronimo inconfondibile: AKA.






















