Sinner-Zverev sarà la finale di Wimbledon 2026. L’altoatesino spazza via in tre set la leggenda serba Novak Djokovic e centra la seconda finale consecutiva sull’erba londinese. Finalmente, abbiamo rivisto il Sinner pre-pausa: micidiale negli scambi, insormontabile alla battuta, cinico nei momenti chiave della partita. Un plauso a Nole, il quale ha giocato un torneo di altissimo livello a 39 anni.
Wimbledon 2026: Sinner si prepara alla difesa del titolo
Uno Jannik Sinner straripante ritorna in auge dopo le difficoltà iniziali e centra la seconda finale consecutiva nel torneo di Wimbledon. Il 6-4, 6-4, 6-4 rifilato al numero 8 al mondo e storico specialista della superfice Novak Djokovic è una dimostrazione di forza enorme da parte dell’azzurro.
Avevano destato preoccupazione le prime uscite post-pausa, dove l’altoatesino era apparso imballato, in difficoltà col dritto e decisamente impreciso. Quanto visto fino a pochi giorni fa è stato spazzato via da una semifinale giocata in maniera impeccabile. Djokovic era in fiducia dopo la sudata vittoria in cinque set contro Auger-Aliassime, ma la differenza di valori vista quest’oggi all’All England Club è stata esemplificativa sullo stato di forma attraversato da Sinner.
L’italiano ha dominato la partita dall’inizio alla fine: il dritto ha funzionato che è una meraviglia (soprattutto negli scambi più combattuti), il servizio era semplicemente opprimente (1 sola palla-break concessa in tutta la partita) e dominio costante degli scambi (40 colpi vincenti e 15 errori non forzati). Il dati al servizio di Sinner sono fenomenali: 16 ace, 0 doppi falli, prima di servizio entrata il 65% delle volte con resa dell’88% dei punti e 61% dei punti alla seconda.
Nell’ultimo confronto giocatosi a Melbourne, Djokovic riuscì a spuntarla di mestiere approfittando del servizio fiacco di Sinner. Questa volta, il serbo poteva fare ben poco, stritolato nella morsa dell’azzurro come accaduto nella semifinale dell’anno scorso di Wimbledon. Il confronto odierno ha avuto quasi una funzione di passaggio di consegne tra i due mostri sacri, simboli entrambi di due generazioni differenti di tennisti.
Cronaca della partita: Sinner è un muro, Djokovic senza vie d’uscita
Già nel primo set, Jannik mette le cose in chiaro. Djokovic non riesce mai a contendersi una palla-break con l’italiano (serve & volley impeccabile di Sinner), mentre, al contrario, il serbo rischia grosso a causa dell’imprecisione dei suoi tiri. La svolta arriva al nono gioco, quando Sinner piazza il break che indirizza il parziale in suo favore.
Nel secondo set, il leit-motiv non cambia. Djokovic annulla egregiamente tre palle-break, prima di crollare nuovamente al settimo gioco concedendo il secondo break all’avversario. Il vantaggio verrà consolidato da Jannik con un gioco da tre ace consecutivi, prima della chiusura a zero del decimo gioco.
Il terzo e ultimo set parte con il botto. Sinner strappa già il servizio a Djokovic al primo gioco, dopo che il serbo gli aveva annullato in precedenza tre palle-break. Il parziale sembra compromesso, ma Djokovic non intende mollare. Il serbo prima annulla una palla-break al terzo gioco, poi si crea la possibilità per il break al quarto gioco. Sinner riesce abilmente ad uscire fuori ad questa situazione annullando la palla-break e portando a casa il gioco con due ace e uno smash vincente. Sinner chiuderà il discorso in 2 ore e 20 minuti portando a casa l’ultimo servizio a zero.
Il numero uno al mondo approda per la seconda volta consecutiva in finale dello Slam londinese e difenderà il titolo contro Alexander Zverev. Il tedesco, detentore del Roland Garros, è reduce dall’agevole vittoria in tre set contro la grande sorpresa di questa edizione, l’inglese Arthur Fery.





















