Impresa straordinaria per l’Italia nella sciabola maschile a squadre ai Mondiali di scherma. Il team azzurro composto da Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre ha conquistato l’oro (il secondo in questa spedizione) nella disciplina battendo in finale l’Ungheria campione d’Europa in carica per 45-37. Una vittoria, questa, che mancava da 10 anni.
Italia d’oro nella sciabola maschile a squadre: Ungheria battuta
Una vittoria liberatoria quella dell’Italia nella sciabola maschile a squadre. Gli azzurri non trionfavano in questa disciplina ai Mondiali di scherma da Mosca 2015, quando il team composto da Luca Curatoli, Enrico Berré, Aldo Montano e Diego Occhiuzzi sconfisse la Russia padrona di casa per 45-36.
Tante sono le similitudini con quella vittoria, a partire dalla presenza nel team di Luca Curatoli. Il già bronzo individuale in questi Mondiali di Tbilisi, ora come allora, è risultato decisivo nel computo finale portando a compimento l’assalto decisivo (tralasciando la prestazione maiuscola di Michele Gallo). Inoltre, anche in quell’occasione l’Italia veniva da un lungo digiuno nella competizione: 20 anni di attesa da L’Aia ’95.
L’avversario di Tbilisi era uno di quelli ostici: la temibile Ungheria capitanata dal tre volte oro olimpico Aron Szilagyi. Insieme a lui, validi scudieri del calibro di Krisztián Rabb (già due volte campione europeo a squadre e argento olimpico), Nikolász Iliász (cinque medaglie tra Europei e Mondiali) e Csanad Gemesi (16 medaglie tra Olimpiadi, Europei e Mondiali). Insomma, un vero e proprio dream team che, solo nelle ultime due edizioni degli Europei, aveva portato a casa due ori. La vittoria del team azzurro composto da Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre contro questi cannibali della competizione per 45-37 sottolinea alla perfezione la portata di questa impresa.
Il percorso intrapreso dalle due squadre per arrivare alla finalissima è stato tutt’altro che banale. L’Italia, situata nella parte alta del tabellone, ha dovuto avere ragione di Thailandia (45-29), Germania (45-39), Polonia (45-28) e Giappone (45-36) per giungere all’ultimo atto. L’Ungheria, invece, ha superato ostacoli del calibro di Emirati Arabi Uniti (45-18), Georgia padrona di casa (45-36), Cina (45-34) e Romania (45-40) per puntare a replicare la vittoria di Genova.
Cronaca della gara: Curatoli sigla l’assalto decisivo e mette la firma sull’impresa
Partenza di fuoco della contesa con subito il confronto tra i due uomini migliori: Curatoli contro Szilagyi. L’italiano va sotto per 2-5 nel primo assalto e l’ungherese piazza subito un successo importante. La situazione non migliorerà nel secondo assalto, con Neri che soccombe sotto le stoccate di Rabb. Il parziale ora è di 4-10, con l’Ungheria avanti sul +6.
La scossa al team azzurro la darà il salernitano Michele Gallo al terzo assalto, il quale riuscirà a portare la contesa sul 15-14 travolgendo il malcapitato Gemesi con l’eloquente parziale di 11-4. L’Ungheria cerca di correre ai ripari schierando nuovamente Szilagyi, questa volta contro Neri. La mossa si rivela vincente: l’Ungheria ritorna avanti chiudendo sul 20-17. L’Italia, da +1, passa a -3. Per il quinto assalto in pedana ci sale Curatoli, il quale vince il duello con Iliász e porta l’Italia nuovamente avanti sul 25-22 (8-2 il parziale messo a segno dal napoletano). Il turno per salire sulla pedana ora è di Gallo e Rabb. Il salernitano è in uno stato di grazia e permette all’Italia di allungare sul +5 chiudendo l’assalto sul 30-25.
A questo punto arriva la prima volta di Torre in duello con Gemesi. Lo schermidore livornese tiene botta e permette agli azzurri di allungare sul +6 chiudendo sul 35-29. L’Italia è lanciatissima e punta tutto su un Gallo straripante per mettere la museruola a Szilagyi. Il salernitano compie un ulteriore capolavoro portando gli azzurri sul +10: è 40-30. L’ultimo assalto azzurro viene affidato a Curatoli, fronteggiato da Rabb. L’ungherese accorcia quanto può (sette stoccate vincenti), ma il veterano napoletano gestisce bene e porta a casa le cinque stoccate decisive che valgono la vittoria dell’oro per 45-37. Semplicemente la “partita perfetta”.



















