Per favore, diteci che non stiamo sognando e che è tutto vero: in poco meno di un’ora, l’Italia dello slittino conquista il secondo oro della sua Olimpiade, aggiudicandosi in rimonta (ma con pieno merito) il titolo nel doppio maschile con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner.
Doppietta da brividi, slittino d’oro nel doppio maschile
Un brivido dopo l’altro: l’Italia conquista il suo quarto oro olimpico per merito di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, che imitano le colleghe Andrea Vötter e Marion Oberhofer, aggiudicandosi il titolo del doppio maschile. Un alloro che mancava da Lillehammer 1994, quando il binomio formato da Kurt Brugger e Wilfred Huber replicò il trionfo di Paul Hildgartner e Walter Plaikner a Sapporo 1972.
Che l’aria fosse buona lo si era intuito fin dalla prima manche, in cui i due slittinisti altoatesini hanno avvicinato il primato provvisorio: 52″499, 17 millesimi in più del sorprendente binomio statunitense formato da Marcus Mueller e Ansell Haugsjaa, che precedeva a sua volta gli austriaci Thomas Steu e Wolfgang Kindl di appena 3 millesimi. Più indietro, invece i favoritissimi equipaggi tedeschi: quarti Toni Eggert e Florian Müller, quinti i leggendari Tobias Wendl/Tobias Artl, tre ori olimpici consecutivi da Soči 2014 a Pechino 2022.
La rimonta si concretizza nella seconda manche
Dunque, tutto aperto in vista della seconda discesa sulla “Eugenio Monti” di Cortina d’Ampezzo. Che riserva subito un brivido: Wendl/Artl sono protagonisti di una performance di grande qualità (52″593), che vale il primato provvisorio. La sfida in famiglia con Eggert/Müller non ha storia: il secondo binomio tedesco scala di un posto in classifica e lascia ai Tobi’s la porta aperta per il podio.
Subito dopo, ecco Rieder e Kainzwaldner. Che evitano di un soffio l’impatto con il muretto di destra in fase di spinta. Da quel momento in poi, però, i due veterani altoatesini filano via che è un piacere, disegnando traiettorie perfette sia nei rettilinei, sia nelle curve. Il cronometro è amico degli italiani: il bronzo è al sicuro con il miglior tempo di manche, 52″587.
Ora tocca agli altri: Steu/Kindl viaggiano alla grande nella prima metà del budello, ma subiscono il ritorno dei rivali, che accendono la freccia a ridosso delle ultime curve e lasciano gli austriaci a 68 millesimi. Il più grande punto interrogativo, però, sono gli statunitensi Mueller/Haugsjaa. Che, dopo aver limitato i danni in partenza, cadono in errore a metà pista, perdendo progressivamente velocità. Un errore in corrispondenza dell’ultima parabolica li esclude addirittura dal giro delle medaglie, regalando a Wendl/Artl l’ultima gioia della carriera. Una sensazione che si incrocia con quella degli azzurri: mai vittoriosi in Coppa del Mondo, ma baciati dalla dea Olimpia.






















