Jannik Sinner scrive un’altra meravigliosa pagina del tennis italiano e mondiale. L’altoatesino numero 1 al mondo vince il Masters 1000 di Madrid battendo in finale il tedesco Alexander Zverev e diventa il primo tennista a vincere cinque tornei dei Masters 1000 consecutivamente. Un record che ha avuto inizio dal torneo di Parigi-Bercy dell’anno scorso e che ha trovato compimento con il filotto messo a segno nei primi tornei Masters 1000 della stagione. Inoltre, con la vittoria in terra spagnola, Jannik ha eguagliato il primato di Novak Djokovic, ovvero, quello della vittoria dei primi quattro tornei Masters 1000 consecutivamente.
Sinner da record nei Masters 1000: Madrid lo consegna alla storia
Sinner scrive un’altra meravigliosa pagina del tennis italiano e mondiale. L’altoatesino numero 1 al mondo vince il Masters 1000 di Madrid battendo in finale il tedesco Alexander Zverev e diventa il primo tennista a vincere cinque tornei dei Masters 1000 consecutivamente. Un record che ha avuto inizio dal torneo di Parigi-Bercy dell’anno scorso e che ha trovato compimento con il filotto messo a segno nei primi tornei Masters 1000 della stagione. Inoltre, con la vittoria in terra spagnola, Jannik ha eguagliato il primato di Novak Djokovic, ovvero, quello della vittoria dei primi quattro tornei Masters 1000 consecutivamente.
Sinner ha fatto sembrare tutto così facile che sembra quasi non ci sia più competizione con il resto del circuito senza Alcaraz. La larga e agevole vittoria su Zverev (la partita è durata solamente 58′) è la dimostrazione visiva del vuoto creatosi tra i primi due tennisti del ranking ATP e tutto gli altri. Lo stesso Zverev, dopo l’ennesima sconfitta contro l’altoatesino, ha affermato laconicamente questo dislivello nel post-partita: «Non è stata la mia migliore giornata, ma Jannik in questo momento è di gran lunga il migliore al mondo. Zero chance per quasi tutti noi».
Quello di Madrid è l’ottavo Masters 1000 differente vinto da Jannik (eguagliato Roger Federer), il nono in carriera. Inoltre, con la finale del Mutua Madrid Open 2026, il campione di Sesto Pusteria ha raggiunto l’ultimo atto in tutti i tornei dei Masters 1000. Un traguardo ragguardevole che lo spronerà sicuramente a cercare di vincere l’unico torneo della serie che manca nella ricca bacheca: gli Internazionali di Roma.
La cronaca della finale: Zverev mai in partita e Jannik ha vita facile
Sinner contro Zverev è una partita che raramente ha regalato colpi di scena eclatanti, soprattutto negli ultimi tempi.
Sascha arriva a questo ultimo atto reduce da otto sconfitte consecutive contro il campione di Sesto Pusteria, ma ha avuto il merito di approfittare dell’assenza dell’idolo di casa Carlos Alcaraz per giungere in fondo al torneo. Il tedesco è riuscito ad avere ragione nel corso della competizione di Navone, Atmane, Mensik, Cobolli e Blockx. Un cammino tutt’altro che banale. Di contro, Jannik ha dovuto superare gli ostacoli Bonzi, Møller, Norrie, Jodar e Fils per raggiungere l’atto finale.
La partita è stata completamente a senso unico: Sinner ha ottenuto la bellezza di 51 punti sui 74 totali, con un’incidenza del 69%. 19 tiri vincenti contro 5 errori gratuiti rafforzano ulteriormente il dominio incontrastato dell’altoatesino, il quale ha rasentato la perfezione. Ancora una volta, il servizio è stata l’arma in più: 93% dei punti ottenuti sul 74% di prime entrate, con resa del 50% sulla seconda, il tutto contornato da 8 ace. Nemmeno alla risposta Jannik ha dato scampo, ottenendo 4 break e lasciando Sascha impotente.
Il primo set inizia con un Jannik dal piglio aggressivo, il quale si porta immediatamente sul 5-0 con due break vinti e soltanto lo scatto d’orgoglio di Zverev al sesto gioco ha evitato un clamoroso bagel.
Nel secondo set, Sascha prova a riprendersi dopo i primi 25′ di gioco terminati sul 6-1, ma la situazione non migliora affatto. Certo, il primo gioco vinto a 0 al servizio dal tedesco sembrava presagire una frazione di gioco più combattuta, ma la realtà è ben diversa. Sinner ribalta tutto portandosi sul 3-1, ottenendo il terzo break della partita al terzo gioco. La svolta arriva al settimo gioco, quando Jannik ottiene il quarto break che gli vale il 5-2. Ciò gli permette di archiviare la pratica al servizio e allungare la striscia vincente con Zverev a 9 successi.





















