Jannik Sinner scrive un’altra pagina straordinaria di Storia del tennis italiano. L’altoatesino non solo sconfigge nella finale del Masters 1000 di Montecarlo lo spagnolo Carlos Alcaraz e ritorna numero uno del ranking ATP, ma centra il Season First Triple, ovvero, la vittoria dei primi tre tornei del Masters 1000 consecutivamente. Un’impresa, quest’ultima, riuscita solamente a Novak Djokovic. Inoltre, questa di Jannik è la seconda vittoria in assoluto in un torneo giocato sulla terra rossa. Un successo che mancava dal 250 di Umago del 2022 e che ha sfatato questo tabù che perdurava da 4 anni.
Sinner fa Season First Triple e torna numero uno al mondo
Si sa quanto, nel mondo dello sport, sia difficile ottenere sia la botte piena che la moglie ubriaca. Jannik Sinner è riuscito in questa straordinaria impresa ottenendo sia il primo posto del ranking ATP che l’ambitissimo Season First Triple.
L’altoatesino ha scritto una pagina indelebile nella Storia del tennis tricolore battendo il numero uno uscente, Carlos Alcaraz, nella finale del Masters 1000 di Montecarlo, dove lo spagnolo era il campione uscente. Non solo ha ottenuto questo prestigioso traguardo vincendo un torneo sulla superfice a lui meno congeniale (la terra rossa, non a caso è il secondo successo in carriera su questa superficie), ma è entrato a far parte di una cerchia esclusiva di eletti che hanno vinto i primi tre tornei del Masters 1000 consecutivamente nella stessa stagione: lui e Novak Djokovic.
Motivo d’orgoglio sicuramente per il campione di Sesto Pusteria essere riuscito in una prodezza che era riuscita, finora, ad un solo tennista e, per giunta, nel lontano 2015. Un qualcosa di talmente straordinario che nemmeno un campionissimo del calibro di Carlos Alcaraz è riuscito ad impedire.
Il 7-6, 6-3 imposto da Sinner nella finale di Montecarlo ha di fatto certificato il momento totalmente contrapposto attraversato dai due tennisti in questa fase della stagione. Il murciano, dopo le vittorie iniziali dell’Australian Open e del Qatar Open 500, sembrava lanciatissimo verso una stagione dominante. Le cose sono cambiate dopo Indian Wells, quando Alcaraz ha ceduto di schianto a Medvedev in semifinale e Sinner riusciva ad ottenere il primo torneo stagionale. Da lì è iniziata l’ascesa dell’altoatesino e il crollo fisico ed emotivo del murciano.
Alcaraz, dopo la tanto fugace quanto deludente apparizione di Miami, era ritornato tirato a lucido sulla terra rossa, raggiungendo la finale dopo aver eliminato Baez, Etcheverri, Bublik e l’idolo di casa Vacherot, approfittando delle eliminazioni precoci di Cobolli, Musetti e De Minaur sul suo lato del tabellone. Dal canto suo, Sinner ha fatto il suo in maniera egregia riuscendo ad avere ragione di Humbert, Machac (il quale ha interrotto a 37 la striscia di set vinti consecutivi nei tornei del Masters 1000 da Jannik), Auger-Aliassime e, ancora una volta, Alexander Zverev.
Ora l’altoatesino si fermerà per ricaricare le pile in vista dei tornei Masters 1000 di Madrid e Roma e del Roland Garros, mentre Alcaraz riprenderà la corsa al primo posto del ranking già a partire dall’ATP 500 di Barcellona, dove affronterà ai sedicesimi il finlandese numero 119 al mondo Otto Virtanen.
La cronaca della finale: Jannik fa sua una partita molto complicata grazie ad una risposta efficace
Il risultato della finale sembrava aperto a qualsiasi esito, ma mai ci saremmo sognati di trovare un Sinner così dominante nonostante un servizio non ottimale: 0 ace e 2 doppi falli, con il 51% delle prime da cui ha ottenuto il 66% dei punti, a cui ha posto rimedio con una resa del 65% sulle seconde. Alcaraz aveva provato a tenere testa all’italiano con 3 ace, ma anche lui ha avuto problemi con un servizio alquanto difettoso: 5 doppi falli (alcuni decisamente pesanti), 58% delle prime da cui ha ottenuto il 58% dei punti e resa sulle seconde del 56%.
Per quanto concerne il saldo tra tiri vincenti ed errori non forzati, il dato è interessante. Sinner ha offerto un saldo negativo, con 13 vincenti e 38 gratuiti (mai così male i questa stagione nei Masters 1000). Alcaraz, da questo punto di vista, non ha fatto meglio: 20 vincenti e ben 45 gratuiti. Di base, il saldo negativo di entrambi è in perfetta parità (-25), con lo spagnolo che ha messo a segno più tiri vincenti, ma ha anche sbagliato di più rispetto all’azzurro.
Alla fine la partita si è decisa alla risposta: 3 break vincenti per Sinner contro i 2 di Alcaraz, con l’italiano che è riuscito a far valere questa statistica anche nel tie-break del primo set con 2 minibreak vinti a 1 sullo spagnolo.
Le 2 ore e 15 minuti di partita, condizionate da un vento molto fastidioso, sono iniziate con un primo set molto equilibrato. Sia Alcaraz che Sinner ottengono un break a testa nei primi quattro giochi, con l’italiano che ne sfiora un secondo già al quinto gioco, ma lo spagnolo è bravissimo ad annullargli la palla-break. La partita prosegue senza esclusione di colpi, con Sinner che ha la nuova opportunità di un break al nono gioco, ma la spreca malamente con un dritto incrociato completamente fuori misura.
Dopo 1 ora e 5 minuti combattuti, il set viene deciso al tie-break. Nonostante una frazione di gioco dove Sinner ha messo dentro il 38% di prime al servizio, l’azzurro riesce a portare a casa il set con un soffertissimo 7-5, tirando un sospiro di sollievo sul doppio fallo decisivo di Alcaraz.
Nel secondo set, invece, la partita sembrava proseguire sulla falsariga del primo, con entrambi i contendenti che ottengono un break a testa nei primi sei giochi. Sinner ha sprecato 2 palle break nel quarto gioco, salvandone altrettante nel primo. Un equilibrio che va avanti a suon di errori e break concessi (2 a testa). La svolta decisiva arriva all’ottavo gioco: l’altoatesino ottiene il terzo e ultimo break della partita approfittando del doppio fallo dello spagnolo sul 40-30 che gli ha permesso di affondare il colpo decisivo al deuce. Questa situazione lo pone sul 5-3 alla battuta e l’italiano la sfrutta in pieno chiudendo il match con una prima di servizio perfetta.
Jannik è di nuovo numero uno al mondo nel ranking ATP, portandosi a +440 punti di vantaggio su Alcaraz. L’azzurro, con il successo di Montecarlo, ha vinto l’ottavo torneo Masters 1000 della sua carriera (il primo sulla terra rossa, superando i 7 di Alexander Zverev ed eguagliando lo stesso Alcaraz), eguagliato Novak Djokovic con il Season First Triple ed eguagliato Rafa Nadal nel record di tornei Masters 1000 vinti consecutivamente (entrambi a 4, calcolando anche il torneo di Parigi-Bercy della scorsa stagione). Semplicemente un fenomeno.





















