Sua madre balla sugli spalti. Lei, invece, sembra quasi incredula. Due gare, due record del mondo per Sara Curtis. Che, per inciso, è anche la nuova campionessa d’Europa dei 50 dorso. Il primo titolo di una carriera che ha ufficialmente preso il volo.
50 dorso, oro europeo e record per Sara Curtis
Una ragazza di 19 anni con il ghiaccio nelle vene e un sorriso largo così: Sara Curtis ha già prenotato un posto nell’élite dello sport italiano e internazionale. E il titolo continentale conquistato nei 50 dorso serve semplicemente a certificare ciò che gli addetti ai lavori già sapevano: siamo al cospetto di un fenomeno.
Sì, perché l’atleta piemontese di origini nigeriane ha confermato anche in finale di avere qualità superiori alla media. A differenza della semifinale, la subacquea era stata buona ma non eccezionale. E la russa Alina Gaifutdinova (poi rimasta giù dal podio) si era persino illusa di poter quantomeno avvicinare l’azzurra nei primi 25 metri. Poi, nella seconda metà di gara, Curtis si è trasformata in un aliscafo ed è diventata imprendibile. Anche per la straripante Curtis del giorno prima: 26″56, nuovo record del mondo. Argento alla francese Mary-Ambre Moluh – staccata di mezzo secondo – bronzo alla britannica Lauren Cox (27″15).
Dopo aver stupito chi ancora non la conosceva, Curtis è pronta a ripetersi anche sulla distanza doppia. Con la naturalezza e l’incredulità di una ragazza che non ha compiuto ancora vent’anni e ha appena cominciato a dare del tu alla gloria.
Gli altri risultati
Una sola medaglia – tanto annunciata quanto memorabile – in una giornata altrimenti in chiaroscuro per il movimento italiano. L’altro finalista di giornata, l’emergente Christian Mantegazza, si classifica 6° nei 200 rana vinti dal britannico Filip Nowacki, che si lascia alle spalle l’olandese Caspar Corbeau e l’austriaco Luka Mladenovic. Molto bravo Carlos D’Ambrosio, che prenota un biglietto per la finale (e un possibile alloro) dei 100 stile libero con il 4° tempo di accredito: 1’45″38. Così com’era accaduto nei 200 dorso che lo hanno portato fino al bronzo, Thomas Ceccon si guadagna la finale della distanza più breve con l’ultimo tempo disponibile. Out il primatista italiano Michele Lamberti.
Poca fortuna per le azzurre: Lisa Angiolini è la prima delle escluse dalla finale dei 200 rana donne con il crono di 2’24″68. Più indietro la compagna di Nazionale Anna Pirovano. Stessa sorte nei 100 farfalla per Anita Gastaldi, fuori dalle migliori 8 per soli 6 centesimi. Al contrario, Simona Quadarella – oro negli 800 sl – si assicura senza difficoltà un posto nella finale dei 1500 m con il miglior riscontro cronometrico: 16’05″28.
La delusione più grande della giornata, però, è l’esclusione clamorosa (ma non così inaspettata, risultati alla mano) della staffetta 4X100 stile libero uomini dal gioco delle medaglie. Il quartetto italiano (Alessandro Miressi, Manuel Frigo, Lorenzo Ballarati, Leonardo Deplano) chiude addirittura all’11° posto ed è spettatore della finale vinta dall’Ungheria davanti ai russi neutrali e alla Croazia.
Spettacolo nei 100 farfalla
Ad ogni modo, la quarta giornata degli Europei parigini ha proposto almeno un’altra gara di livello assoluto: la finale dei 100 farfalla, vinta dall’ungherese Kristof Milak con il nuovo record europeo (49″48) davanti al francese Maxime Grousset e allo svizzero Noè Ponti. Infine, la ceca Barbora Seemanova si è imposta nei 200 stile libero sull’olandese Marrit Steenbergen e sulla britannica Freya Colbert.






















