Sarà Catanzaro-Monza l’ultimo atto dei play-off di Serie B. Nelle semifinali di ritorno, il Monza riesce a superare l’ostacolo Juve Stabia per 2-1 grazie alla doppietta di Patrick Cutrone, mentre al Palermo non basta il 2-0 maturato al “Barbera” per ribaltare il 3-0 subito al “Ceravolo”. Domenica 24 maggio si giocherà il primo atto a Catanzaro, con il ritorno in Brianza programmato per venerdì 29 maggio. Il vincitore si guadagnerà l’ultimo posto rimasto per la promozione in Serie A.
Play-off Serie B: il Monza avanza in finale grazie a Cutrone
Il Monza, con grande sofferenza, centra la finale dei play-off di Serie B superando la Juve Stabia in semifinale grazie al 2-1 dello “U-Power Stadium”.
La doppietta di Cutrone in un finale di partita folle fa dormire sonni tranquilli a mister Paolo Bianco, soprattutto dopo la rimonta dell’andata a Castellammare di Stabia che ha fatto un’enorme differenza nel peso specifico del doppio confronto. I brianzoli risolvono una semifinale scorbutica e complicata, resa ancora più difficile del previsto dalla grande prova d’orgoglio offerta dalla Juve Stabia. La squadra di mister Ignazio Abate ha lottato con tutte le sue forze, nonostante gli enormi limiti della rosa, e ha conteso la qualificazione alla corazzata Monza fino all’ultimo secondo della gara di ritorno, uscendo da questi play-off a testa altissima.
Rispetto alla gara d’andata, i due tecnici hanno apportato alcune modifiche all’undici iniziale. Bianco punta su Delli Carri, Bakoune, Colombo, Colpani e Petagna dall’inizio, lasciando fuori Ravanelli, Lucchesi, Obiang, Hernani e Cutrone. Abate risponde rimpiazzando lo squalificato Diakite con Dalle Mura e inserendo Carissoni e Maistro per Ricciardi e Gabrielloni.
Dopo 12′, il Monza già spaventa la Juve Stabia: Confente risponde presente sul fendente di Colpani, ma deve arrendersi al tap-in di Dany Mota. Per fortuna del portiere stabiese, il portoghese era in posizione di offside. La risposta dei campani è affidata a Cacciamani, che al 14′ spaventa l’ex di giornata Thiam con una bordata dalla distanza alta di poco sopra la traversa.
Terminato sullo 0-0 un primo tempo piuttosto bloccato, il Monza cerca di aumentare i giri del motore per mettere in ghiaccio la qualificazione. Bianco inserisce subito Lucchesi, Cutrone ed Hernani per avere maggiore spinta e peso in avanti, mentre Abate punta su Zeroli, Burnete, Ricciardi e Pierobon per rendere più efficaci le ripartenze. Al 63′, Hernani spaventa Confente con un tentativo di gol olimpico ben sventato dal portiere scuola Chievo. La partita si sbloccherà solamente all’85’: spunto di Bakoune sulla destra che, saltati due avversari, serve in area Cutrone, il quale evita due difensori con due finte e batte imparabilmente Confente.
L’1-0 sembra chiudere il discorso, ma la Juve Stabia non molla l’osso e trova il pari al 90′ grazie a Burnete, abile nel ricevere palla in profondità dal subentrante Gabrielloni, saltare secco Ravanelli e spaccare la porta con un violento sinistro sul primo palo. Gli stabiesi si sbilanciano in avanti nel tentativo di centrare una rimonta clamorosa, con anche Confente a supporto in area, correndo rischi piuttosto importanti. Alvarez fallisce clamorosamente il match-point lanciato in campo aperto, ma al 96′ Cutrone chiude il discorso sorprendendo da centrocampo il portiere fuori dai pali. È il 2-1 definitivo che consegna la finale al Monza ed estromette la Juve Stabia dai play-off.
Il Catanzaro soffre, ma resiste: il Palermo, fermato dal palo e da Pigliacelli, non va oltre il 2-0
Niente “remuntada” per il Palermo. La squadra di Filippo Inzaghi non va oltre il 2-0 nel ritorno delle semifinali play-off al “Barbera” e, a causa del 3-0 subito in Calabria, cede il pass per la finale al Catanzaro.
I rosanero pagano il clamoroso blackout accusato nel primo tempo della gara d’andata, il quale ha indirizzato completamente il discorso qualificazione in favore dei giallorossi. C’è stata anche molta sfortuna per i siciliani, fermati dalla traversa di Rui Modesto all’andata e dal palo di Palumbo al ritorno, ma nel computo totale il Catanzaro di Alberto Aquilani ha meritato la qualificazione. Le Aquile sono state di gran lunga la squadra più continua a livello di prestazione e, in questa incandescente gara di ritorno, ha avuto il merito di resistere all’assalto e di proseguire il cammino sulla strada lastricata d’oro verso la Serie A. La rissa scoppiata in tribuna che ha visto coinvolti dirigenti del Catanzaro e tifosi del Palermo, però, non è stata una bella immagine e ha macchiato indelebilmente la serata di calcio del “Barbera”.
Tornando al campo, Inzaghi decide di cambiare modulo nella gara di ritorno passando dal 3-4-2-1 di Catanzaro al più pratico 4-3-3, con Johnsen a rilevare Mignani per rinforzare l’attacco. Aquilani, invece, conferma in blocco lo stesso undici vittorioso all’andata.
Il Palermo parte col piede giusto aprendo le marcature già al 2′: punizione di Palumbo, Antonini va a vuoto di testa e Pohjanpalo ne approfitta con l’incornata che vale l’1-0. Il Catanzaro non resta a guardare e subito va per tre volte vicino al pari: prima è Joronen a chiudere la porta al rasoterra di Pittarello; poi è Iemmello a sfiorare il palo lontano con il destro a giro; infine, è ancora il portiere finlandese decisivo in allungo sulla sventola dal limite di Pontisso. Nel frattempo, i rosanero, dopo il 16′, si ritroveranno già costretti a cambiare l’infortunato Peda per inserire Mignani al centro della difesa
Al 35′, il Palermo sembra aver trovato il pallone buono sul cross dalla destra di Le Douaron a cercare Pohjanpalo, ma Pigliacelli riesce a deviare quel tanto che basta in uscita alta da mettere fuori causa l’ex attaccante del Venezia.
Andati al riposo sull’1-0, nella ripresa Inzaghi si gioca subito le carte Vasic e Rui Modesto (perso anche Segre per infortunio) per avere maggiore peso offensivo, mentre Aquilani risponde con la freschezza dell’ex Di Francesco e Pompetti per avere maggiore pericolosità in contropiede. Al 48′, il Catanzaro inizia a tremare con il palo colpito da Palumbo in semi-rovesciata. È un chiaro segnale d’allarme che la formazione calabrese recepisce, ma fa fatica a porvi rimedio, tant’è vero che sarà Pigliacelli a salire in cattedra al 52′ sulla volée indirizzata all’angolino di Ranocchia.
Il Palermo è nel suo miglior momento, che però coincide anche con quello di Pigliacelli. L’ex portiere rosanero risulterà ancora decisivo quando, al 59′, chiude la porta a Johnsen con un grande riflesso con i piedi da distanza ravvicinata. Aquilani prova a sfruttare la verve di Di Francesco per chiudere la partita e l’esterno d’attacco quasi ci riusciva al 63′ con un destro a giro dal limite che Joronen ha sventato con un grande riflesso con la mano di richiamo. Di Francesco è ispiratissimo e, al 75′, manda a rete Favasuli che, però, spedisce il pallone in curva da ottima posizione. All’84’, ancora Di Francesco si lancia in campo aperto verso la porta dopo una topica di Palumbo a centrocampo, ma Mignani è decisivo nel deviare il passaggio diretto a Pittarello tra le braccia di Joronen.
Il Catanzaro non riesce a chiuderla e il Palermo punisce le indecisioni dei calabresi. Rui Modesto riaccende la fiamma delle speranze rosanero all’89’ trovando il colpo al volo vincente sul cross dalla trequarti di Ranocchia. Nel momento di maggiore forcing, però, Pierozzi si fa espellere al 93′ per un’entrataccia senza senso su Pittarello. È l’episodio che pone fine alla partita, che porta all’espulsione di Palumbo per proteste al triplice fischio e che consegna la qualificazione in finale al Catanzaro.





















