Nella giornata di oggi, sabato 15 novembre, sono iniziate le semifinali delle ATP Finals di Torino 2025. Nel singolare, Jannik Sinner sconfigge in due set l’australiano De Minaur e attende l’esito del match tra Alcaraz e Auger-Aliassime per conoscere il nome del suo avversario in finale. Nulla da fare, invece, per Simone Bolelli e Andrea Vavassori, costretti alla resa in due set dal duo composto dal finlandese Harri Heliövaara e dall’inglese Henry Patten.
ATP Finals, unbreakable Sinner: fa 13 contro De Minaur e vola in finale
Jannik Sinner centra la sua terza finale alle ATP Finals battendo con il parziale di 7-5, 6-2 l’australiano Alex De Minaur, in attesa del risultato dell’altra semifinale tra Carlos Alcaraz e Félix Auger-Aliassime.
Il tennista altoatesino ha sofferto più del previsto l’aggressività del numero 7 al mondo nel primo set, poi, con una forza mentale straordinaria, ha chiuso il discorso dilagando nel secondo. La chiave di volta del match, neanche a dirlo, è stata il servizio: 7 ace, 0 break concessi (una costante in questo torneo), 75% di prime con l’84% dei punti ottenuti. Inoltre, il dato che ha avuto una sua incisività è quello relativo ai break ottenuti: ben 3 e tutti di seguito, a cavallo tra il primo e il secondo set. Ora, i successi consecutivi nell’indoor sono diventati 30 per l’altoatesino, avvicinatosi a sole 2 lunghezze da Ivan Lendl.
De Minaur era riuscito a giocare alla pari per un’ora, ma il calo psicofisico accusato a cavallo tra i due set è risultato fatale per l’australiano, costretto ad arrendersi per la tredicesima volta in altrettanti incontri allo strapotere dell’altoatesino. Nonostante gli 8 ace conquistati al servizio, l’australiano, alla risposta, non è riuscito a sfruttare nessuna delle 4 palle-break. Un dato, questo, che ha fatto la differenza nel computo del risultato finale.
Nel primo set, De Minaur è riuscito a contrastare buona parte degli affondi di Sinner attraverso un gioco aggressivo sia sotto rete che da fondocampo. L’altoatesino ha trovato nel servizio e nel dritto le sue armi migliori, costringendo l’australiano a dare fondo a tutte le sue energie già nella prima frazione di gara. Sinner spesso si è trovato costretto sulla difensiva (tre palle-break annullate al secondo gioco), ma anche la difesa di De Minaur è stata abbastanza solida (cinque palle-break annullate tra primo, settimo e nono gioco). Alla fine, l’australiano cederà il servizio all’undicesimo gioco, dopo aver annullato altre due palle-break prima di arrendersi.
Dopo un’ora di battaglia, il secondo set diventa una formalità per l’altoatesino: due break al primo e al terzo gioco e partita già indirizzata sul 4-0. De Minaur riesce ad evitare il bagel vincendo due giochi al servizio, ma alla risposta non può nulla, vedendosi cancellata anche una palla-break.
Grazie lo stesso, Simone e Andrea: Heliövaara e Patten vanno in finale
Dopo aver compiuto l’impresa clamorosa di qualificarsi vincendo un girone molto più simile a quello dantesco, Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono costretti alla resa in semifinale.
Harri Heliövaara e Henry Patten, i numeri 4 al mondo, fermano la corsa del duo italiano verso la finale con il punteggio di 6-4, 6-3, interrompendo una favola meravigliosa.
La coppia anglo-finlandese è stata pressoché perfetta sia al servizio che in difesa, concedendo poco e niente ai due italiani. A fare la differenza anche la giornata no del duo azzurro: tanti gli errori commessi. Fatale è stato soprattutto il break subito al terzo gioco del primo set, facendosi rimontare un parziale di 30-0. Il primo set, infatti, ha visto la partita cambiare l’inerzia proprio in quel frangente, con Heliövaara e Patten che hanno iniziato a concedere poco e nulla al servizio, mettendo in ghiaccio il risultato. Nella seconda frazione, il duo anglo-finlandese ottiene altri due break al terzo (ribaltone dal 15-40) e al nono game (quello conclusivo, arrivando ad ottenere ben due match-point), chiudendo il discorso in meno di 40′.
Sconfitta amara, ma quanto mostrato da Bolelli e Vavassori, alla loro seconda partecipazione in assoluto alle ATP Finals, è andato ben oltre alle più rosee aspettative. Ragion per cui, c’è da togliersi il cappello per l’impresa compiuta dai numeri 7 al mondo, usciti a testa più che alta dal torneo.






















