L’oro non è ancora arrivato – e non sarebbe una sorpresa se non arrivasse fino alla fine dei Mondiali. Tuttavia, il nuoto italiano conferma di essere in ottima salute anche nella rassegna di Singapore, dove sono arrivati 4 argenti e un bronzo nelle prime tre giornate tra le corsie.
4 argenti e un bronzo ai Mondiali di Singapore
Un risultato dopo l’altro, il Mondiale di nuoto a Singapore ha dato risposte eccellenti al movimento azzurro, che si conferma in prima fila dopo la campagna olimpica di Parigi.
La serie vincente è iniziata domenica con un clamoroso argento nella 4X100 stile libero: il quartetto formato da Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo si è tolto la soddisfazione di battere gli Stati Uniti nella rincorsa al posto d’onore, poi conquistato con il nuovo primato italiano (3’09″58). Titolo all’Australia.
Dopo aver partecipato alla staffetta azzurra, Ceccon si è ripetuto anche nelle gare individuali: il bronzo nei 50 farfalla è arrivato in fondo a una gara di grande qualità, in cui ha conteso il titolo al francese Maxime Grousset e allo svizzero Noè Ponti per poi centrare il bronzo con 22″67, un centesimo in meno del crono che gli è valso la corona iridata nel 2023.
Tuttavia, il vicentino ha firmato il suo personale capolavoro nei 100 farfalla, la specialità in cui ha conquistato l’oro olimpico a Parigi. Dopo una partenza sottotono, che lo ha addirittura relegato in fondo alla classifica, il nuotatore delle Fiamme Oro è stato autore di una strepitosa rimonta che lo ha avvicinato al titolo mondiale. Molti pensavano che il suo vero rivale fosse il russo autorizzato Kliment Kolesnikov, poi respinto dalla vasca di Singapore. E invece, è spuntato l’outsider sudafricano Pieter Coetze, che ha toccato per primo la piastra in 51″90, 5 centesimi in meno di Ceccon.
Martinenghi e Quadarella, di argento in argento
Nick e Tom: una coppia perfetta per un telefilm degli anni Settanta. Uno imprescindibile dall’altro, quando c’è da nuotare verso la gloria. La magia di Parigi non si è ripetuta, ma entrambi si sono confermati nell’élite del nuoto mondiale. Tre medaglie Ceccon, una Nicolò Martinenghi: il bresciano – campione olimpico dei 100 metri – è stato bruciato negli ultimi metri della finale iridata dal cinese Qin Haiyang, già vittorioso ai Mondiali di Fukuoka 2023, dopo aver fatto gara di testa fin dal tuffo iniziale.
A proposito di argenti che pesano: una splendida Simona Quadarella ha arricchito la collezione di allori azzurri nei 1500 metri stile libero. Se la fuoriclasse statunitense Katie Ledecky ha dimostrato ancora una volta di essere la più grande interprete del mezzofondo di ogni epoca, la romana si è superata contro un’avversaria di spessore come l’australiana Lani Pallister, seminandola a metà gara prima di involarsi verso il nuovo primato europeo (15’31″79). Niente male per Quadarella, salita sul podio mondiale per la sesta volta di fila. Un affare per pochi (Gregorio Paltrinieri e Federica Pellegrini avevano fatto altrettanto). Per brevità, si fanno chiamare campioni.



















