Si è conclusa la prima fase a gironi dei Mondiali 2026 di USA-Messico-Canada. Sono state decretate le ultime qualificazioni e le ultime eliminazioni, con la scena conquistata completamente dalle otto migliori terze del lotto. Ecco gli ultimi risultati della terza e ultima giornata dei gironi.
Mondiali 2026: la volta buona di Sudafrica, Bosnia Erzegovina e Costa d’Avorio
Il gruppo A ha regalato una delle qualificazioni più sorprendenti di questa ultima giornata: il Sudafrica. In pochi avrebbero scommesso sui Bafana Bafana dopo l’esordio tutt’altro che esaltante contro il Messico, eppure i gialloverdi sono riusciti a superare per la prima volta la fase a gironi. L’1-0 nello scontro diretto di Guadalupe (Monterrey) contro la Corea del Sud firmato da Maseko ha scritto una delle più belle pagine della storia del calcio sudafricano. Incredibile, a sua volta, l’eliminazione dei Taegeuk Warriors, i quali non sono rientrati nel novero delle migliori terze.
Tutto troppo facile, invece, per il Messico. Il 3-0 di Città del Messico rifilato alla Repubblica Ceca ha consegnato al Tricolor il primato del girone a punteggio pieno, oltre ad aver condannato la Repre all’eliminazione. A fare notizia non sono stati i gol realizzati da Mateo Chávez, Quiñones e Fidalgo, ma la passerella finale dedicata a Memo Ochoa. Il portiere messicano, subentrato al 77′ a Rangel, ha disputato i suoi ultimi minuti in Nazionale e della sua carriera, salutando il proprio pubblico e il calcio giocato dopo 23 anni di onorata carriera tra i professionisti. Inoltre, questa dell’Azteca è stata anche l’ultima partita con la nazionale della Repubblica Ceca per Patrik Schick.
Altra qualificazione di importanza storica è stata quella della Bosnia Erzegovina nel gruppo B. A Seattle, i Dragoni battono per 3-1 il Qatar in un drammatico match da dentro o fuori e ottengono il passaggio ai sedicesimi come una delle migliori terze. I gol di Alajbegovic e Mahmic e l’autogol di Abunada propiziato da Dzeko pongono fine all’avventura mondiale degli Al-Annabi, a cui non è bastato il gol di Al-Haydos per scampare all’eliminazione.
Fa suo il primato, invece, la Svizzera. A Vancouver, gli elvetici battono i padroni di casa del Canada per 2-1 grazie alle firme di Vargas e Manzambi, nuovamente decisivi. Promise David ha provato a riaccendere la speranza dei Canucks, ma il suo gol non è bastato ad evitare la perdita del fattore campo per i sedicesimi.
Nel gruppo C, la Scozia saluta la competizione. La sconfitta per 3-0 a Miami contro il Brasile ha negato agli scozzesi il ripescaggio tra le migliori terze. Di contro, la doppietta del solito Vinicius e il gol di Matheus Cunha sono valsi il primato del girone alla Seleçao.
Secondo posto, invece, per il Marocco, a cui non è bastata la vittoria per 4-2 di Atlanta contro Haiti per agganciare la vetta. Grenadiers due volte avanti con l’autogol di Bono propiziato dal tacco di Joseph e Isidor e due volte raggiunti da Hakimi e Saibari, prima del sorpasso dei Leoni dell’Atlante firmato da Rashimi e Yassine nella ripresa. Con questo gol, Saibari è diventato il primo calciatore africano a segnare nelle prime tre gare della fase finale della Coppa del Mondo.
Era praticamente formalità la qualificazione a braccetto nel gruppo D di Australia e Paraguay. Con lo 0-0 di Santa Clara (San Francisco), Socceroos e Albirroja staccano il biglietto per i sedicesimi da, rispettivamente, seconda e terza forza del raggruppamento.
Nella passerella finale di Inglewood (Los Angeles) tra Stati Uniti e Turchia, i biancorossi salutano il Mondiale con un onorevole 3-2 ai danni degli Stars and Stripes. I gol di Arda Güler, Barış Yilmaz e Kaan Ayhan non cancellano l’amarezza dell’eliminazione prematura, ma almeno non lascia la squadra di Montella a mani completamente vuote. A segno inutilmente, invece, per gli statunitensi Trusty e Berhalter.
Storica qualificazione anche quella della Costa d’Avorio nel gruppo E. Dopo tre tentativi infruttuosi tra il 2006 e il 2014, gli Elefanti ottengono la qualificazione da seconda classificata grazie al successo per 2-0 su Curaçao a Philadelphia. La doppietta di Pepé consegna alla formazione africana i meritatissimi sedicesimi di finale ed elimina la cenerentola caraibica.
Qualificazione thrilling anche per l’Ecuador. La Tricolor batte in rimonta per 2-1 a East Rutherford (New York) la Germania capolista, venendo ripescata tra le migliori terze. Tedeschi in vantaggio con Sané in apertura (gol molto contestato per un presunto fallo di Pavlovic su Vite in principio di azione), poi la rimonta dei sudamericani firmata da Angulo e Plata che permette loro di superare la fase a gironi 20 anni dopo l’ultima volta (Germania 2006).
Il miracolo di Capo Verde, fracaso Uruguay, Senegal e Svezia avanti col fiatone, l’Egitto beffa l’Iran
Il gruppo F vede la qualificazione della Svezia nel novero delle migliori terze. Gli scandinavi pareggiano in rimonta per 1-1 ad Arlington (Dallas) contro il Giappone, con Elanga a regalare il passaggio del turno ai suoi rimontando il vantaggio nipponico siglato da Maeda. L’esterno d’attacco di origini camerunensi, tra l’altro, aveva erroneamente pensato di aver segnato un gol inutile a fine partita, salvo ravvedersi dopo l’avvertimento dei compagni. La brutta notizia per gli svedesi, però, è arrivata lo stesso: l’infortunio muscolare occorso ad Isak Hien è molto grave e ciò ha determinato la fine prematura del suo Mondiale.
Vittoria da primato, invece, quella dell’Olanda. Gli Oranje non hanno problemi a Kansas City nel battere per 3-1 la Tunisia fanalino di coda grazie ai gol di Brobbey e Van Hecke e all’autogol di Skhiri propiziato da Dumfries. Le Aquile di Cartagine salutano la competizione segnando il gol della bandiera con Mastouri. Ambiente olandese comunque uscito scosso per il dramma che ha colpito Cody Gakpo, con la compagna che ha perso il figlio durante la gravidanza.
Qualificazione storica per l’Egitto ed eliminazione beffarda per l’Iran nel gruppo G. Nell’infuocato scontro diretto tra Faraoni e Team Melli andato di scena a Seattle, gli africani impongono l’1-1 agli asiatici, superando per la prima volta nella loro storia la fase a gironi. Ai nordafricani è bastato il gol di Saber per chiudere il discorso, nonostante il pari firmato da Rezaeian. Iran che ha i suoi enormi rimpianti in almeno tre episodi: il rigore sbagliato da Taremi (grande parata di Shobeir), il gol del vantaggio annullato dal VAR a Khalilzadeh per fuorigioco millimetrico e la traversa di Ezatolahi all’ultimo respiro. Veramente una campagna sfortunata per la squadra del ct Amir Ghalenoei, già vessata da importanti problematiche extra-campo.
Tutto troppo facile, invece, per il Belgio. Il 5-1 di Vancouver sulla Nuova Zelanda consegna ai Diavoli Rossi primato del girone e qualificazione ai sedicesimi. La doppietta di Trossard e i gol di De Bruyne, Lukaku e Saelemaekers estromettono gli All Whites dal torneo, a cui non è servito il gol della bandiera di Just per accendere la fiammella della speranza.
Si è fatta la Storia nel gruppo H. Il pareggio per 0-0 a Houston tra Capo Verde e Arabia Saudita e la contemporanea vittoria della Spagna per 1-0 a Zapopan (Guadalajara) contro l’Uruguay firmata Alex Baena ha consegnato una storica qualificazione ai sedicesimi per gli Squali Blu. La formazione di Bubista, seconda classificata con 3 punti frutto di altrettanti pareggi, ha ottenuto la seconda piazza che le ha permesso il passaggio del turno. Con questo storico risultato, il piccolo arcipelago africano è diventato il Paese più piccolo ad aver ottenuto la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta. Una storia che le conferisce il titolo di sorpresa principale dei Mondiali 2026.
Uruguay e Arabia Saudita, invece, salutano mestamente la competizione, mentre la Spagna ha vinto il raggruppamento con 7 punti. Le Furie Rosse recriminano, però, per l’infortunio che ha posto fine al Mondiale di Yeremy Pino. Eliminazione cocente e polemica, invece, quella della Celeste, non rientrata nel novero delle migliori terze in un girone tutt’altro che impossibile. I continui caos interni al gruppo, con il ct Bielsa diventato inviso ai senatori, ha sollevato un vero e proprio vespaio. L’ennesimo errore di Muslera, gli infortuni occorsi alla vigilia a De Arrascaeta e a Ronald Araújo e le mancate convocazioni di Torreira, Suarez e Nandez hanno incrinato la serenità del gruppo. L’espulsione nel finale di partita di Canobbio e l’intervista nervosa nel post-partita del tecnico Bielsa (con il cambio di Valverde parecchio contestato) hanno messo il punto esclamativo su questa disastrosa spedizione.
Nel gruppo I, il Senegal stacca in extremis il biglietto per i sedicesimi e si aggiunge a Francia e Norvegia nella top 32. I Leoni della Teranga, praticamente con le spalle al muro, travolgono a Toronto l’Iraq con un perentorio 5-0 e, grazie alla differenza reti, vengono ripescati come ultima migliore terza. A segno per i senegalesi Pape Gueye (doppietta), Diatta, Ismaïla Sarr e Iliman N’Diaye.
Il match valido per il primo posto del raggruppamento tra Francia e Norvegia se lo aggiudicano i transalpini. Il 4-1 di Foxborough (Boston) con cui la squadra di Deschamps (assente in panchina per la morte della madre) ha travolto i norvegesi in ampio assetto da turnover è stata l’ulteriore dimostrazione di forza dei favoriti numero uno alla vittoria del torneo. La tripletta di Dembelé e il gol di Désiré Doué certificano il primato dei Bleus, nonostante il gol norvegese di Aasgaard. C’è stata gloria anche per il milanista Mike Maignan, che ha parato un rigore a Strand Larsen.
RD Congo da applausi, Messi macina nuovi record, avanti anche Croazia, Ghana, Austria e Algeria
Il gruppo J vede ancora una volta protagonista Lionel Messi. La Pulga, con il gol su punizione che è valso il 3-1 finale dell’Argentina sulla Giordania a Dallas, è diventato l’unico giocatore nella storia dei Mondiali ad aver realizzato gol per 7 partite consecutive. A segno per l’Albiceleste sono andati anche Lo Celso e Lautaro Martinez su calcio di rigore, rendendo vano il gol degli Al-Nashama realizzato da Al-Tamari.
Un pareggio annunciato, invece, quello di Kansas City tra Austria e Algeria. Il movimentato 3-3 finale non ha cambiato la sostanza, sebbene abbia aggiunto un minimo di pathos alla partita. Fennec che sembravano riuscire a portare a casa la partita con il gol di Belghali e la doppietta di Mahrez maturata al 94′, ma i gol di Arnautovic e Sabitzer e il pareggio al 96′ del neo-entrato Kalajdzic consegnano la qualificazione anche al Team come seconda forza del girone. Algeria, invece, qualificata come una delle migliori terze a scapito dell’Iran.
Gerarchie ben definite anche nel gruppo K. La Colombia vince il raggruppamento grazie allo 0-0 strappato al Portogallo in quel di Miami. Rimpianti per la mancata vittoria finale tutti di marca Cafeteros, con il gol-vittoria annullato a Davynson Sanchez per un fuorigioco millimetrico rilevato dal VAR. Lusitani costretti alla seconda piazza.
Storica qualificazione ai sedicesimi di rimonta per l’RD Congo. I Leopardi battono per 3-1 l’Uzbekistan ad Atlanta grazie alla doppietta di Wissa e al gol di Mayele, ribaltando il vantaggio iniziale dei Lupi Bianchi firmato da Shomurodov. Il risultato finale estromette gli asiatici dal torneo, mentre gli africani passano per la prima volta la fase a gironi venendo ripescati tra le migliori terze.
Il gruppo L consegna le ultime qualificate ai sedicesimi: Inghilterra, Croazia e Ghana. I Tre Leoni mettono al sicuro il primato del girone battendo per 2-0 a New York il Panama già eliminato con i gol di Bellingham e Kane.
Discorso diverso invece per Croazia e Ghana. I Vatreni battono per 2-1 le Black Stars a Philadelphia, conquistando così la seconda piazza del raggruppamento. Decisivi in tal senso i gol messi a segno da Petar Sucic e Vlasic, i quali hanno vanificato il momentaneo pari ghanese firmato da Luckassen. Ghana che comunque può festeggiare il passaggio del turno in qualità di una delle migliori terze.
I sedicesimi di finale: tutti gli accoppiamenti
Di seguito, ecco gli accoppiamenti che hanno determinato i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026:
Germania – Paraguay
Francia – Svezia
Sudafrica – Canada
Olanda – Marocco
Portogallo – Croazia
Spagna – Austria
USA – Bosnia Erzegovina
Belgio – Senegal
Brasile – Giappone
Costa d’Avorio – Norvegia
Messico – Ecuador
Inghilterra – RD Congo
Argentina – Capo Verde
Australia – Egitto
Svizzera – Algeria
Colombia – Ghana






















