Dopo una maratona durata sette giorni, è terminata la prima giornata della fase a gironi del Mondiali 2026 di USA, Messico e Canada. Tra sorprese, record e prime volte storiche, ecco cosa ci hanno raccontato le prime 24 partite del torneo.
Mondiali 2026: i primi punti di Qatar e Canada, la prima volta di Curaçao
La partita inaugurale dell’Azteca di Città del Messico tra il Messico e il Sudafrica ha aperto le danze con dei dati importanti. El Tricolor si è imposto con un 2-0 netto che gli ha permesso di iniziare il cammino nel gruppo A nel migliore dei modi. Eppure, a saltare all’occhio non sono i gol di Quiñones e Raul Jimenez che hanno deciso la contesa, ma il dato dei cartellini rossi. Mai era successo che, nella partita inaugurale del Mondiale, venissero espulsi tre calciatori: Sithole e Zwane per i Bafana Bafana, Montes per i messicani.
Nello stesso raggruppamento, è partita forte anche la Corea del Sud, la quale è riuscita ad imporsi in rimonta per 2-1 sulla Repubblica Ceca. In quel di Zapopan (Guadalajara), Krejci aveva illuso la Repre con il gol del vantaggio, poi c’è stato il ribaltone firmato da Hwang In-beom e Oh Hyeon-gyu che ha portato tre punti in cascina fondamentali per i Taegeuk Warriors.
Tempi per le prime volte storiche nel gruppo B. Il Qatar e il Canada ottengono i loro primi punti nella fase finale di un Mondiale: gli Al-Annabi impattano in extremis la Svizzera a Santa Clara, andata avanti con Embolo su rigore, con l’autogol di Muheim; i Canucks, invece, stoppano a Toronto la Bosnia Erzegovina, passata avanti con Lukic, grazie al pari siglato da Larin. I due pareggi per 1-1 mantengono in perfetto equilibrio il raggruppamento.
Termina in parità anche il primo big-match di questo Mondiale tra Brasile e Marocco. A New York, entrambe le squadre inaugurano il gruppo C con un 1-1 che esalta i Leoni dell’Atlante, un po’ meno la Seleçao di Carlo Ancelotti. Proprio i nordafricani sbloccano la partita per primi con il pallonetto di Saibari, salvo poi farsi rimontare dalla perla di Vinicius. Ritrova la vittoria al Mondiale dopo 36 anni la Scozia che, archiviando la pratica Haiti per 1-0 a Foxborough grazie al gol di McGinn, sale in vetta solitaria nel girone.
Partono forte gli USA nella gara d’esordio del gruppo D. Gli Stars and Stripes fanno esultare il pubblico di Inglewood (Los Angeles) strapazzando per 4-1 il Paraguay. Mattatore della partita Folarin Balogun con una doppietta, con l’autogol di Bobadilla e la perla di Reyna a fare il resto. Inutile per l’albirroja il gol della bandiera realizzato da Mauricio. Bene in questa partita anche il milanista Christian Pulisic, il quale ha propiziato l’autogol e fornito un assist vincente.
Nell’altra partita del girone, blitz a sorpresa dell’Australia che, a Vancouver, batte per 2-0 la Turchia di Vincenzo Montella. I gol di Irankunda e Metcalfe inguaiano gli anatolici e permettono ai Socceroos di potersi giocare le proprie chance di qualificazione.
Il gruppo E inizia con una larga vittoria della Germania per 7-1 contro la cenerentola Curaçao in quel di Houston. I gol di Nmecha, Schlotterbeck, Musiala, Brown e Undav e la doppietta di Havertz piegano la resistenza della formazione caraibica, che comunque può festeggiare il primo gol realizzato nella fase finale di un Mondiale. Il pari momentaneo firmato dall’ex juventino Livano Comenencia, a dispetto del risultato finale, ha raccontato una bellissima storia di una piccola realtà che cerca di farsi spazio tra i grandi.
Vittoria importante anche quella della Costa d’Avorio a Philadelphia, che la spunta in extremis per 1-0 sull’Ecuador. Il match-winner per gli Elefanti è stato l’ex atalantino Amad Diallo subentrato dalla panchina.
La favola di Capo Verde, prove di forza per Francia, Norvegia e Svezia
Non è iniziato bene il Mondiale dell’Olanda, raggiunta sul 2-2 dal Giappone in quel di Arlington (Dallas). Nella prima del gruppo F, non sono bastati agli Oranje i gol di Van Dijk e Summerville per vincere la resistenza dei Samurai Blu, usciti indenni grazie alle firme di Nakamura e Kamada.
Travolgente, invece, la Svezia in quel di Guadalupe. Il 5-1 con cui gli scandinavi hanno annichilito la Tunisia ha consegnato loro la testa del girone. I gol di Isak, Gyökeres e Svanberg e la doppietta di Ayari hanno condannato il ct dei tunisini Sabri Lamouchi all’esonero. Il gol della bandiera realizzato da Rekik non poteva bastare per recuperare la partita, ma neanche poteva salvare la panchina traballante del tecnico francese. A partire dalla seconda partita contro il Giappone, in panchina siederà il francese Hervé Renard, ex ct dell’Arabia Saudita tra le altre.
Nel gruppo G, anche il Belgio inciampa. I Diavoli Rossi non vanno oltre l’1-1 contro l’Egitto a Seattle, anche se possono tirare un sospiro di sollievo per la sconfitta evitata. Al vantaggio di Ashour, ha risposto Lukaku causando l’autogol del pari definitivo di Hany.
Nonostante condizioni ambientali ostili e il fronteggiamento di situazioni ai limiti del surreale, l’Iran a Inglewood barcolla ma non molla contro la Nuova Zelanda. Il Team Melli impatta sul 2-2 contro gli All Whites, rimontando la doppietta di Just con i gol di Rezaeian e Mohebi. L’esultanza di quest’ultimo, dove ha mimato degli spari in tribuna, ha fatto molto discutere. Il giocatore ha smentito significati precisi derubricando il tutto come “gesto spontaneo”, anche se il dubbio resta. Molti hanno giudicato il gesto come risposta alle contestazioni dei contestatori del regime islamico, ma risposte certe non ve ne sono.
Bellissima la storia raccontata nel gruppo H, con il pari che Capo Verde ha imposto alla Spagna campione d’Europa. Lo 0-0 di Atlanta è significato il primo storico punto raccolto dagli Squali Blu all’esordio assoluto nel torneo ed ha elevato ad eroi nazionali il 40enne portiere Vozinha e il difensore centrale Pico Lopes. Quest’ultimo, nato e cresciuto in Irlanda, era già diventato noto ai più per aver ricevuto la prima convocazione in Nazionale nel 2019 su LinkedIn.
Non vanno oltre il pari anche Uruguay e Arabia Saudita per 1-1 in quel di Miami. I sauditi erano riusciti a sbloccare la partita grazie all’acuto di Al-Amri, prima di cedere nel finale all’assalto della Celeste concretizzato dal pari di Maxi Araújo.
Nel gruppo I, c’è stato il secondo big-match dei Mondiali 2026. La Francia vice-campione in carica, al termine di una partita sofferta, esce vittoriosa dal confronto di New York contro il Senegal. Il 3-1 finale porta le firme di Mbappé (doppietta) e Barcola, mentre per i Leoni della Teranga il gol della bandiera è stato messo a segno dal giovane Mbaye. Ad oggi, è lui il marcatore più giovane di questa edizione con i suoi 18 anni e 5 mesi.
Non si è fatta attendere la risposta della Norvegia, che a Foxborough ha annichilito con un secco 4-1 un Iraq molto volenteroso. La doppietta di Haaland, il gol di Østigård (il primo in questa edizione di un giocatore del campionato italiano) e l’autogol di Aymen Hussein rendono inutile il pari momentaneo proprio dello stesso Hussein.
Messi raggiunge Klose, vola l’Inghilterra, male CR7, l’esultanza liberatoria di Queiroz
La partita inaugurale del gruppo J vede protagonista l’Argentina campione in carica. Il 3-0 rifilato dall’albiceleste all’Algeria in quel di Kansas City ha scritto un’altra meravigliosa pagina di questo sport. Leo Messi, con la sua tripletta, ha raggiunto a quota 16 gol il tedesco Miroslav Klose, diventando il miglior marcatore all-time della fase finale dei Mondiali. Tutto questo alle porte dei 39 anni di età. Semplicemente un giocatore infinito.
Il risultato finale non ha fatto piacere sicuramente al portiere degli algerini Luca Zidane, impallinato sotto lo sguardo del padre Zinedine e autore anche di una prestazione non all’altezza.
La risposta dell’Austria non si è fatta attendere, con la vittoria per 3-1 a Santa Clara contro l’esordiente Giordania. I gol di Schmid e Arnautovic (appena diventato il cannoniere austriaco più anziano ad andare in gol in un Mondiale con i suoi 37 anni) e l’autogol di Al-Arab piegano la resistenza dei mediorientali. Grande festa comunque per gli Al-Nashama per il primo gol realizzato ad un Mondiale, quello del momentaneo pareggio firmato da Ali Olwan.
C’era grande attesa per la risposta di Cristiano Ronaldo agli affondi di Mbappé e Messi. Purtroppo per il Portogallo, però, la partita con l’RD Congo non è stata il trionfo che ci si poteva aspettare. L’1-1 imposto dai Leopardi ai lusitani nella gara inaugurale del gruppo K giocatasi a Houston ha fatto capire che sì, c’è un problema eccome per il ct Roberto Martinez e soci. Al vantaggio fulmineo di Joao Neves, ha risposto Wissa prima dell’intervallo. Dopo un primo tempo da spettatore non pagante, CR7 nella ripresa ha avuto anche un paio di palloni buoni per segnare il gol-partita. La lucidità e la freddezza, però non sono più quelle dei tempi migliori. Anche l’ingresso di Rafael Leão non è stato impattante come sperato e ora la situazione non lascia presagire nulla di buono.
Buona la prima, invece, per la Colombia, che ha battuto per 3-1 a Città del Messico l’esordiente Uzbekistan di Fabio Cannavaro. I gol di Muñoz, Luis Diaz e Campaz stendono la volenterosa compagine asiatica, la quale aveva pure trovato il momentaneo pareggio con il gol di Fayzullaev. Quello del fantasista dell’İstanbul Başakşehir è il primo realizzato dai Lupi Bianchi in un match dei Mondiali.
Chiude la rassegna il gruppo L. L’Inghilterra fa suo il big-match di Arlington contro la Croazia con un 4-2 molto convincente. La doppietta di Kane e i gol di Bellingham e Rashford piegano la resistenza dei Vatreni, i quali erano riusciti per due volte a pervenire al pareggio con Baturina e Musa. Quello di Baturina è stato il primo gol al Mondiale di un giocatore del Como. I Tre Leoni, con questa prestazione, si candidano seriamente per la vittoria del titolo che manca dal 1966.
Esordio vincente anche per Carlos Queiroz sulla panchina del Ghana. Le Black Stars superano Panama per 1-0 sotto la pioggia di Toronto. A firmare il gol-vittoria al 95′ è stato il centrocampista classe 2006 del Nordsjaelland Caleb Yirenkyi. Al triplice fischio, persino un allenatore esperto e misurato come Queiroz non è riuscito a trattenersi da una corsa emozionante sotto il settore occupato dai tifosi ghanesi per ringraziarli. Le emozioni del calcio davvero non hanno età.






















