La tradizione da una parte, la new wave degli sport invernali dall’altra: i Giochi di MilanoCortina 2026 sono il punto d’incontro delle culture sportive del passato, del presente e del futuro. A due giorni dalla cerimonia inaugurale, analizziamo la situazione degli azzurri in cinque discipline: snowboard, freestyle, salto con gli sci, combinata nordica e sci alpinismo, al debutto assoluto nel programma olimpico.
MilanoCortina 2026, gli azzurri da medaglia
Tra le 16 discipline del programma olimpico dei Giochi invernali di MilanoCortina 2026, una può davvero essere un serbatoio di medaglie per gli azzurri: lo snowboard.
SNOWBOARD – La Nazionale guidata da Cesare Pisoni ha letteralmente dominato la scena, collezionando la bellezza di 29 podi in Coppa del Mondo, 27 dei quali nel gigante parallelo. Quantità e qualità: niente di meglio per affrontare la sfida sulle nevi di Livigno. Il giorno dei giorni sarà domenica 8 febbraio, quando si assegneranno le medaglie del PGS, in cui l’Italia può davvero sbancare.
L’uomo-simbolo della squadra azzurra è l’eterno Roland Fischnaller, anni 46, che ha conquistato i PGS di Carezza, Scuol e Simonhöhe ed è salito sul podio nell’ultima gara di CdM a Rogla. Per una singolare combinazione, Capitan Fisch avrà alcuni dei suoi concorrenti più agguerriti in casa: Aaron March, una vittoria e 4 podi nel corso dell’inverno; Mirko Felicetti, anch’egli a segno nella stagione olimpica, in cui ha collezionato altri due piazzamenti da podio, e Maurizio Bormolini, che ha contribuito alla vendemmia azzurra con un successo e due podi.
Risultati alla mano, dunque, sarebbe clamoroso se l’Italia restasse ai margini del podio, anche se la concorrenza non può essere sottovalutata. Alcuni nomi in ordine sparso: gli austriaci Benjamin Karl e Andreas Promegger, il coreano Sangho Lee, lo svizzero Dario Caviezel.
Caffont e Dalmasso le carte più alte nel gigante parallelo
Anche la squadra femminile è espressione di quantità e qualità: 4 successi (3 dei quali in PGS) equamente ripartiti tra le bellunesi Elisa Caffont e Lucia Dalmasso, che hanno raggiunto il podio in 7 diverse occasioni. Se Dalmasso aveva già macinato successi nel massimo circuito, la sua compagna di squadra si è rivelata nel corso di questa stagione.
Entrambe si presenteranno a Livigno per accarezzare il sogno di una medaglia, ma la strada per arrivare fino in fondo è durissima. La grande favorita è naturalmente la ceca Ester Ledecká, che continua a surfare (e vincere) sulla tavola da neve nonostante abbia sistematicamente frequentato il giro delle gare veloci di sci alpino (dove conquistò un clamoroso oro olimpico a PyeongChang 2018, aggiudicandosi il super-g). Altrettanto pericolose sono l’austriaca Sabine Payer, la giapponese Miki Tsubaki e la svizzera Julie Zogg.
Lo snowboard cross arriva a fari spenti
Nelle ultime due edizioni dei Giochi invernali, lo snowboard cross ha conquistato due medaglie: prima l’oro di Michela Moioli, poi il bronzo nella prova a squadre conquistato dalla bergamasca in coppia con Omar Visintin. Tuttavia, i grandi risultati dei gigantisti hanno oscurato il settore cross, che pure ha trainato negli anni passati la crescita del movimento italiano. Gli unici due podi conquistati nel 2025/2026 portano la firma dell’olimpionica di PyeongChang e di Lorenzo Sommariva, che ha condiviso con la bergamasca il 2° posto nella gara a coppie di Cervinia.
L’impressione è che sia proprio questa la competizione in cui gli azzurri potranno muovere il medagliere. A livello individuale, invece, gli uomini potrebbero fare meglio delle donne: Visintin e Sommariva hanno entrambi assaporato la gioia della vittoria in Coppa del Mondo, ma serviranno prestazioni di eccellenza per battere i vari Grondin, Haemmerle e Lambert. Tra le donne, invece, Moioli dovrà vedersela con almeno 4 avversarie di livello assoluto: le francesi Trespeuch e Nirani-Pereira, l’australiana Baff e soprattutto la britannica Bankes.
Deromedis e Galli le punte nello ski cross
SCI FREESTYLE – Il freestyle parla la lingua dei giovani. E gli italiani ne sono tra i migliori interpreti. L’uomo di punta è certamente il 25enne trentino Simone Deromedis, campione del mondo di skicross a Bakuriani nel 2023. Certo: il fattore imprevedibilità può mandare tutti i sogni in malora, ma il freestyler azzurro ha raggiunto il picco di forma proprio alla vigilia dei Giochi, aggiudicandosi l’ultima gara di CdM in Val di Fassa. Oltre a Deromedis – che dovrà vedersela con il canadese Reece Howden e il tedesco Florian Wilmsmann – l’Italia potrebbe farsi avanti con Edoardo Zorzi (3° nella tappa di Val Thorens) e Dominik Zuech, 5° nella prima delle due gare fassane.
In campo femminile, invece, l’atleta da corsa sarà la 30enne lombarda Jole Galli, anch’essa vittoriosa nell’ultimo test preolimpico della Val di Fassa, dove si mise in luce per la prima volta nella passata stagione. La missione podio sarà comunque difficile e impegnativa: se la svedese Sandra Naeslund sembra inavvicinabile, le altre rivali (l’austriaca Ofner, la francese Berger, le svizzere Maier e Smith) potrebbero essere alla sua portata.
I fratelli Tabanelli, presente e futuro del freeski
Dai funamboli delle piste agli acrobati che si arrampicano fino in cielo: le specialità del settore Park&Pipe hanno rivelato una nuova generazione di campioni. In testa c’è la teen-ager bolognese Flora Tabanelli, 18 anni, campionessa del mondo in carica di Big Air e vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo di specialità. Un grave infortunio al ginocchio patito a novembre sembrava aver infranto il suo sogno olimpico, ma la freeskier emiliana ci sarà tanto nella prova a lei più cara, sia nello spettacolare Slopestyle.
Da un Tabanelli all’altro: il maggiore dei due fratelli, il 21enne Miro, può essere a tutti gli effetti considerato il pioniere del Big Air italiano per il semplice fatto di essere stato il primo a salire sul podio e il primo a vincere una competizione valida per la Coppa del Mondo. La stagione preolimpica non è stata all’altezza delle aspettative, ma il futuro è dalla sua parte.
L’Italia del salto con gli sci per l’onore
SALTO CON GLI SCI – Tra gli anni Novanta e Duemila, il movimento italiano del salto con gli sci ha raggiunto i migliori risultati della sua storia grazie al friulano Roberto Cecon, capace di conquistare successi e podi in Coppa del Mondo. Dopo di lui, non c’è stato il diluvio, ma una perdurante siccità, interrotta da qualche exploit di Sebastian Colloredo e Andrea Morassi.
Pur avendo avuto il privilegio di organizzare due edizioni dei Giochi d’inverno in vent’anni, l’Italia è rimasta nelle retrovie, specialmente nel settore maschile, dominato dai paesi di lingua tedesca e dai giapponesi. Nel lotto ci sarebbero anche i norvegesi, ma la Nazionale scandinava è stata clamorosamente ridimensionata dallo scandalo delle tute divampato nel corso degli ultimi Mondiali di Trondheim. L’obiettivo per gli azzurri (Giovanni Bresadola, il figlio d’arte Federico Cecon e Alex Insam) è l’ingresso nei primi trenta sia nella gara dal trampolino piccolo, sia nella competizione sul trampolino grande. Per il resto, buon divertimento: lo spettacolo a Predazzo sarà di livello eccelso.
In campo femminile, invece, la Nazionale schiererà un’atleta di buona caratura: la 22enne Annika Sieff, che ha coronato il suo sogno olimpico dopo aver lasciato la combinata nordica, ingiustamente esclusa dal programma olimpico dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro tra le atlete e il Comitato olimpico internazionale (alla faccia della parità di genere, se permettete). La fiemmese ha sistematicamente galleggiato tra le migliori 20 in tutte le tappe di CdM. E, se non ci saranno passaggi a vuoto, potrà fare altrettanto anche sui trampolini di casa.
Combinata, Pittin all’ultima recita
COMBINATA NORDICA – Saltare e sciare in tecnica libera: i combinatisti sono maestri di fatica e di tenacia. E anche di pazienza: da tempo circola la voce di una possibile esclusione della combinata nordica dai Giochi olimpici. Per intanto, a MilanoCortina ci sarà ancora, anche se l’affare sarà ancora una volta ristretto ai paesi di maggiore tradizione. In qualche caso, sarà addirittura una questione di famiglia: l’Austria può contare sui fratelli Rettenegger, a cui la Norvegia oppone i fratelli Oftebro.
E l’Italia? C’è stato un tempo in cui le tute azzurre erano grandi protagoniste nei principali appuntamenti iridati e olimpici. Merito del friulano Alessandro Pittin, il primo (e finora unico) ad aver vinto una gara di Coppa del Mondo, una medaglia mondiale e un alloro olimpico (bronzo a Vancouver 2010 nella Gundersen dal trampolino piccolo). Quando era stabilmente al vertice della disciplina – Anno Domini 2012 – un grave incidente in allenamento gli ha tolto la sicurezza e la qualità che esprimeva nei segmenti di salto, quasi sempre decisivi nell’andamento delle gare.
Costa da top-10?
Pur essendo rimasto uno dei migliori fondisti del circuito, Pittin non è più riuscito a replicare gli splendidi risultati di inizio carriera. Nella seconda metà degli anni Dieci, sembrava che potesse prenderne il posto il corregionale Samuel Costa, anch’egli capace di macinare un paio di podi in Coppa del Mondo. Tuttavia, il declino tecnico della Nazionale ha inghiottito anche lui, al punto che Costa aveva addirittura deciso di abbandonare l’agonismo prima di ripensarci, giusto in tempo per la scadenza olimpica.
Se le gare di Predazzo e Tesero saranno una degna passerella di fine carriera per Pittin, Costa coltiva la speranza di avvicinare le prime 10 posizioni nelle due gare individuali e di conquistare una posizione di pregio nella prova a coppie, che disputerà insieme con Aaron Kostner. Una medaglia, però, è fuori portata.
La novità dello sci alpinismo
SCI ALPINISMO – Un paio di sci, le pelli di foca, corde e piccozze: gli arnesi del mestiere di ogni scialpinista. Un’attività sportiva esigente e spettacolare come poche altre, che avrà l’onore di debuttare a MilanoCortina. Tre gare in programma: le sprint (maschile e femminile) e la staffetta mista. L’atleta di punta della Nazionale è certamente Giulia Murada, che ha collezionato tre piazzamenti sul podio in Coppa del Mondo. Figlia d’arte, la 28enne valtellinese non ha nascosto il suo obiettivo: vincere l’oro olimpico. Risultati alla mano, le rivali più pericolose dovrebbero essere le francesi Margot Ravinel ed Emily Harrop, a cui potrebbe aggiungersi anche l’altra azzurra Alba De Silvestro.
L’atleta bellunese sarà probabilmente impegnata anche nella staffetta mista con il veterano azzurro Michele Boscacci, che ha guadagnato il biglietto per le gare di Bormio grazie al 2° posto ottenuto proprio in questa specialità a Solitude Mountain, che ha ospitato la tappa inaugurale della stagione.
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