Nino Bibbia, Eugenio Monti, Paul Hildgartner, Gerda Weissensteiner, Gunther Huber, Antonio Tartaglia, Armin Zöggeler: i nomi che hanno fatto la storia degli sport da budello in Italia. A pochi giorni dalla cerimonia inaugurale di MilanoCortina 2026, facciamo il punto sugli azzurri di bob, skeleton e slittino. Che, a dispetto del fattore campo, affronteranno i Giochi olimpici invernali con ambizioni piuttosto contenute.
Bob, skeleton e slittino, tutto sugli azzurri
La cerimonia inaugurale dei Giochi di MilanoCortina 2026 si avvicina e, con essa, il via alle gare olimpiche. Dopo aver analizzato lo stato dell’arte dello sci alpino, dello sci di fondo e del biathlon, concentriamoci sugli azzurri che gareggeranno negli sport da budello (bob, skeleton, slittino), che assegneranno in tutto 11 titoli.
BOB – L’epoca d’oro del bob italiano è finita da tempo, anche per l’indisponibilità di una pista artificiale sulla quale allenarsi dopo la chiusura del budello di Cesana Pariol, che ospitò le gare di Torino 2006. Un’anomalia che dovrebbe essere terminata con la recente inaugurazione a Cortina d’Ampezzo della “Eugenio Monti“, oggetto di grandi polemiche per il danno ambientale generato dai lavori di costruzione.
Non è il caso di correre troppo e di ipotizzare scenari nefasti sul destino di questo impianto: ora è il momento delle gare. Ad ogni modo, la Nazionale italiana arriva all’Olimpiade di casa con aspettative tutto sommato moderate. Eppure, a differenza delle ultime edizioni olimpiche, schiereremo almeno un equipaggio competitivo: il bob a 4 guidato dal 31enne Patrick Baumgartner (con i compagni di ventura Eric Fantazzini, Robert Mircea e Lorenzo Bilotti), che ha conquistato un podio in Coppa del Mondo sulla pista “amica” di Igls e due quarti posti.
Un risultato che, da solo, non può però legittimare grandi speranze di medaglia: battere gli equipaggi tedeschi di Johannes Lochner e Francesco Friedrich è semplicemente impossibile. Tuttavia, un piazzamento a ridosso delle prime 5 posizioni sarebbe già confortante. Stesso discorso per il bob a 2 (Baumgartner-Mircea), che ha collezionato un 5° posto a Sigulda. Tuttavia, anche qui la concorrenza è davvero nutrita.
Aspettative di piccolo cabotaggio, infine, sia per i due equipaggi del bob a due femminile, sia per i monobob di Simona De Silvestro e Giada Andreutti, che proveranno a guadagnare un posto tra le migliori 20.
Bagnis e il mixed team i punti di forza dello skeleton azzurro
SKELETON – Non c’è dubbio che la Federazione italiana degli sport invernali ha svolto un ottimo lavoro con il piccolo ma tenace movimento dello skeleton: lo dimostrano i risultati delle ultime stagioni in Coppa del Mondo e il bronzo mondiale nella prova a squadre mista ai Mondiali di Altenberg 2020, conquistato da Mattia Gaspari e Valentina Margaglio, ambedue convocati per l’Olimpiade.
Tuttavia, l’uomo di punta del movimento azzurro sarà certamente il 27enne piemontese Amedeo Bagnis, che ha collezionato due secondi posti nelle gare di CdM disputate a St. Moritz nei primi giorni del 2026. Avvicinare la zona medaglie è assai difficile: i favori del pronostico sono per i britannici Matt Weston e Marcus Wyatt e per il cinese Yin Zheng. Almeno in teoria, gli azzurri potrebbero provarci con maggiori credenziali nella prova a squadre miste, in cui Bagnis dovrebbe gareggiare in coppia con la coetanea bergamasca Alessandra Fumagalli: i due sono saliti sul podio nella tappa disputata in Svizzera e hanno ottenuto un 5° posto a Cortina e un 6° a Lillehammer.
In campo femminile, l’Italia schiererà Fumagalli e Margaglio: la piemontese ha avuto un lampo a Winterberg (dove si è classificata 5ª), ma non ha più avvicinato la top-10 nel corso della stagione. La corsa alle medaglie sembra preclusa già in partenza: tra le favorite spiccano i nomi dell’austriaca Flock, della belga Meylemans e della tedesca Pfeifer.
Le slittiniste possono avvicinare il podio
SLITTINO – Tra gli sport da budello, lo slittino potrebbe essere l’unico ad avere una o più chances di salire sul podio. Fino a qualche stagione fa, avremmo assegnato la palma del favorito a Dominik Fischnaller – bronzo a Pechino 2022 – accostato (con troppa fretta) al suo mentore Armin Zöggeler. Certo: il palmarès è ricco (una Coppa del Mondo e un bronzo iridato), ma il 33enne altoatesino ha raccolto meno di quanto auspicato a inizio carriera. Alla sua quarta Olimpiade, Fisch si presenta con più dubbi che certezze: la stagione di CdM non è stata particolarmente brillante. Ed è difficile attendersi un guizzo in extremis. Anche perché è tornato sulla scena l’eterno Felix Loch, a caccia del suo terzo oro olimpico.
La prima alternativa, dunque, potrebbe essere il 26enne Leon Felderer, salito sul podio a Park City prima di Natale. Un exploit isolato che, in ogni caso, non legittima concrete speranze di medaglia.
Aspettative in ribasso anche per il doppio: la scena sarà dominata dagli equipaggi tedeschi (in testa Tobias Wendl e Tobias Arlt) e austriaci. Gli azzurri Ivan Nagler e Fabian Malleier – che pure hanno conquistato un podio negli Stati Uniti – partono nelle retrovie.
Molto diversa, invece, è la situazione al femminile. Riflettori accesi sulla 25enne altoatesina Verena Hofer, che ha concluso la campagna di Coppa con due podi (2ª nella propizia Park City, 3ª a Winterberg), e ancor di più sul doppio formato da Andrea Vötter e Marion Oberhofer, che ha chiuso la prima parte di stagione in crescendo con un 2° posto a Oberhof e un 3° a Sigulda. Insidiare le superpotenze della disciplina (leggi: Austria e Germania) sembra quasi impossibile, ma le azzurre hanno il vantaggio di gareggiare su una pista che conoscono come poche.
La staffetta può essere la sorpresa
Tuttavia, la staffetta, che ha regalato alla Nazionale l’unico successo dell’inverno (a Park City, ça va sans dire) e un 3° posto a Winterberg, è la competizione in cui l’Italia può provare a ottenere una medaglia. La composizione della squadra azzurra sarà decisa dopo le prove individuali e le gare di doppio, ma tre delle quattro caselle dovrebbero essere aggiudicate a Hofer, Vötter/Oberhofer e Nagler/Malleier. Resta da assegnare l’ultimo posto: il risultato del singolo maschile di sabato 7 e domenica 8 risolverà l’enigma in favore di Felderer o Fischnaller, entrambi saliti sul podio in staffetta, ma in tappe diverse.






















