Un personaggio carismatico, come tutti coloro che hanno frequentato i parquet tra i Settanta e gli Ottanta, l’età dell’oro del basket tricolore: Marco Bonamico – scomparso nella notte tra domenica e lunedì all’età di 68 anni – appartiene di diritto alla leggenda dei canestri.
È morto l’ex cestista Marco Bonamico
Due scudetti, due Coppe Italia, un oro europeo, un argento olimpico: c’è chi farebbe l’impossibile pur di esibire un simile curriculum ai posteri. Anche e soprattutto per questo, il basket italiano deve essere eternamente grato a Marco Bonamico, morto all’ospedale Bellaria di Bologna, dov’era ricoverato da alcuni giorni. Aveva 68 anni.
Genovese di nascita, si avvicinò alla pallacanestro dopo aver praticato il pugilato in gioventù. La trafila nel settore giovanile della Virtus Bologna – la squadra che gli ha regalato le maggiori soddisfazioni della carriera – poi l’esordio in prima squadra con Dan Peterson nella stagione 1975-76, conclusa con lo scudetto.
Le Due Torri sono state il filo conduttore della sua carriera: non solo la Virtus – con cui centrò la doppietta scudetto-Coppa Italia nel 1984, l’anno della stella cucita sulle canotte bianconere, e vinse un altro trofeo nazionale nel 1989 – ma anche una breve parentesi in maglia Fortitudo. Tiratore di razza e di stazza, per quasi un ventennio Bonamico ha girato i palazzetti della Penisola: Siena, Milano, Napoli, Forlì e infine Udine, dove ha chiuso con l’agonismo nel 1995.
Un argento olimpico e un oro europeo in bacheca
Il bianco, il nero e l’azzurro: i tre colori-simbolo della vita del Marine (il suo soprannome così fedele alle sue origini di mare). Che, con la maglia della Nazionale, vestita per 151 volte, ha scritto due capitoli memorabili della storia dei canestri di casa nostra: un argento olimpico a Mosca 1980 dietro agli inarrivabili sovietici e la medaglia d’oro ai campionati europei di Nantes 1983, dove gli uomini allenati da Alessandro Gamba sconfissero in finale la Spagna.
Finita la sua carriera da giocatore, Bonamico si è diviso tra il microfono – fu seconda voce del basket in Rai per tutti gli anni Duemila al fianco di Franco Lauro, con cui condivise l’avventura olimpica di Atene 2004 – e la scrivania, nelle vesti di numero 1 della GIBA (il sindacato dei giocatori) e di presidente della Legadue tra il 2009 e il 2013.
Bonamico lascia la moglie Clara e la figlia Elena, a cui vanno le condoglianze della direzione e della redazione di ItaliaSport24.



















