Uno ha inventato la moviola, l’altro è diventato il simbolo dell’Italia sportiva che si fermava davanti alla tv per seguire Alberto Tomba: l’ultima domenica di settembre si è portata via due personaggi popolari del piccolo schermo, Carlo Sassi e Furio Focolari.
L’ultimo saluto a Carlo Sassi e Furio Focolari
«Un episodio per la moviola di Carlo Sassi»: i giornalisti di 90° minuto, il più grande rito collettivo della domenica calcistica, se la cavavano così, pur di non attirarsi gli strali dei tifosi delle squadre penalizzate o avvantaggiate dalle sviste o dagli errori arbitrali. Tanto, a distanza di poche ore, ci avrebbe pensato lui a sciogliere dubbi e riserve. Molto prima che Aldo Biscardi invocasse la moviola in campo.
Una storia che si è ripetuta per quasi un trentennio, dal 1967 al 1991: 24 anni di episodi commentati con chiarezza e semplicità da Carlo Sassi, scomparso domenica a 95 anni nella sua casa di Milano. Tutto cominciò con un gol segnato da Gianni Rivera in un infuocato Milan-Inter, stagione 1967-68: il Golden Boy segnò la rete del pareggio, ma il pallone non aveva varcato la linea bianca. Sassi – spalleggiato dal fido montatore Heron Vitaletti – evidenziò l’errore la sera stessa, nel corso de La domenica sportiva.
La DS, dunque: il programma di cui Sassi fu prima redattore e poi autore, seguendo un registro equilibrato e imparziale, da vecchia scuola di giornalismo. Eppure, il giornalista milanese non è stato solo questo: alla fine di ogni puntata, egli presentava al pubblico – con la perizia tipica di chi aveva frequentato il mondo del pallone – il gol più bello della domenica.
Una nuova stagione di popolarità con Fabio Fazio
Conclusa (con qualche polemica) la sua esperienza a La domenica sportiva per divergenze di vedute con il curatore Tito Stagno, Sassi avrebbe vissuto un’altra stagione di grande popolarità grazie a Quelli che… il calcio, la trasmissione domenicale di Fabio Fazio a metà strada tra sport, intrattenimento e nostalgia. Otto stagioni (dal 1993 al 2001) in cui condivise la postazione con Marino Bartoletti, commentando e analizzando in tempo reale i fatti del campo. Nel suo curriculum anche la co-conduzione di Quasigol su Raitre, in compagnia di Sandro Ciotti.
L’omaggio alla voce dei trionfi di Alberto Tomba
Aldo Grasso non è stato mai tenero con lui: «Parla come se fosse al bar». E ancora: «Il Prode Sciatore dell’Urbe». Certo: il confronto con Bruno Gattai – che commentava lo sci alpino maschile su Telemontecarlo – era a dir poco impietoso. Tuttavia, la voce di Furio Focolari – scomparso a 78 anni per le conseguenze della sclerosi laterale amiotrofica – è stata l’imprescindibile colonna sonora dei trionfi di Alberto Tomba, quando l’Italia intera si ritrovò improvvisamente ad amare i campioni della neve.
Prima di arrivare al commento dello sci alpino, il giornalista romano completò il suo apprendistato nella redazione del Gr3 per poi approdare in tv nei primi anni Ottanta. Dopo aver seguito i Giochi olimpici estivi di Los Angeles 1984 e l’Olimpiade invernale di Calgary 1988, in cui commentò soprattutto lo sci di fondo, la svolta della sua vita professionale: la promozione a prima voce dello sci alpino in luogo di Alfredo Pigna. Lontano dalle piste, Focolari continuò a seguire soprattutto il calcio per le rubriche sportive dei telegiornali, conducendo nei primi anni Novanta anche il quotidiano del Tg3 Derby.
La sua carriera s’interruppe improvvisamente nel 1996, quando fu licenziato dalla vicedirezione della Testata giornalistica sportiva per una controversa vicenda legata a un contratto di fornitura con un’azienda di abbigliamento, la Pal Zileri, che aveva stretto un accordo proprio con la redazione sportiva della RAI. Pur essendo uscito indenne dal procedimento giudiziario, Focolari non fu più reintegrato nell’organico dell’azienda di Stato, intraprendendo una nuova vita da commentatore e polemista sulle radio romane.
Negli ultimi anni della sua carriera, l’ex telecronista era diventato il nome di punta di Radio Radio, di cui è stato anche direttore.
Alle famiglie di Sassi e Focolari le condoglianze della direzione e della redazione di ItaliaSport24.



















