Se pensiamo ai risultati di questa stagione forse irripetibile (27 podi tra prove individuali e di squadra), c’è più di qualche ragione per rammaricarsi. Tuttavia, una medaglia olimpica nel gigante parallelo di snowboard era l’obiettivo minimo per la Nazionale italiana. Che può festeggiare il bronzo della 28enne bellunese Lucia Dalmasso.
Lucia Dalmasso sale sul podio del PGS
Slalom gigante parallelo: una specialità da perfezionisti della tavola da neve, che non lascia il benché minimo margine di errore ai suoi interpreti. Tante le vittime eccellenti – anche tra gli italiani – nelle gare disputate al Livigno Snow Park, che ha comunque regalato una grande soddisfazione al movimento italiano: il bronzo di Lucia Dalmasso nella prova femminile.
Dopo aver conquistato la qualificazione al tabellone principale con il 4° tempo, Dalmasso ha superato agli ottavi di finale la connazionale Jasmin Coratti, precedendola di appena 6 centesimi, per poi compiere un vero e proprio numero nei quarti contro la polacca Aleksandra Krol-Walas: indietro di quasi mezzo secondo dopo il primo intermedio, l’azzurra ha risalito la corrente nella seconda metà di gara, prendendosi la semifinale con una rimonta esaltante.
«L’appetito vien mangiando», recita un adagio che non passa mai di moda. E l’andamento della competizione accresce le speranze di un grandissimo risultato: i quarti di finale eliminano dalla corsa al titolo olimpico le tre favorite della vigilia, la fuoriclasse ceca Ester Ledecká, la tedesca Ramona Theresia Hofmeister e la giapponese Miki Tsubaki, sconfitta dall’altra azzurra Elisa Caffont (che aveva già risolto in suo favore l’ottavo contro la svizzera Julie Zogg). Tuttavia, la semifinale contro l’austriaca Sabine Payer non ha storia tanto quanto il testa a testa tra Caffont e la ceca Zuzana Maděrová. Dunque, la small final sarà un affare tutto italiano. Pardon: bellunese.
Caffont parte meglio della sua conterranea e passa davanti ai primi due intermedi. Alla fine, però, prevale la snowboarder delle Fiamme Gialle, che aveva già conquistato nella sua carriera 6 successi in Coppa del Mondo.
Gli uomini a bocca asciutta
In fondo alla giornata delle sorprese, Maderova – mai vittoriosa in CdM – batte Payer e regala alla Repubblica Ceca il terzo titolo di fila nel PGS, raccogliendo il testimone da una delusa Ledecká.
Se le donne possono festeggiare, gli uomini escono dai Giochi olimpici di MilanoCortina con il muso lunghissimo. Sì, perché gli italiani avevano almeno un paio di carte da medaglia, considerati anche i risultati della qualificazione: l’eterno Roland Fischnaller in testa, 2° Aaron March.
Tuttavia, il tabellone a eliminazione diretta è stato letale per il quartetto azzurro: March si ferma subito per mano dello sloveno Tim Mastnak, che beffa l’altoatesino proprio sul traguardo, imitato poco più avanti dal livignasco Maurizio Bormolini, battuto in rimonta dal campione uscente, l’austriaco Benjamin Karl. I quarti di finale sono invece indigesti tanto per Capitan Fisch – all’ultima recita olimpica della carriera – quanto per Mirko Felicetti: entrambi sono usciti di pista prima del traguardo.
Karl si conferma sul podio più alto, battendo in finale il sorprendente coreano Kim Sangkyum. Bronzo al bulgaro Tervel Zamfirov, che ha superato al fotofinish proprio Mastnak.




















