Giulio Pellizzari ha riacceso le speranze del ciclismo italiano dopo anni piuttosto cupi. Alla sua ruota c’è però un altro, clamoroso talento che avanza: Lorenzo Mark Finn. Difficile, quasi impossibile trovare nell’albo d’oro dei Mondiali un corridore capace di vincere il titolo mondiale degli Under-23 un anno dopo aver trionfato tra gli juniores. E invece, il 19enne ligure ci è riuscito sul circuito iridato di Kigali, in Ruanda, dove ha sbaragliato la pur nutrita concorrenza.
Lorenzo Mark Finn sul trono degli Under-23
Molti si aspettavano il belga Jarno Widar o lo sloveno Jakob Omrzel, due dei talenti più fulgidi del ciclismo che verrà. Entrambi avranno occasione di rifarsi, non c’è dubbio. Per intanto, oggi sono stati sconfitti (e nettamente) da Lorenzo Mark Finn, il corridore più interessante tra le nuove leve del movimento italiano, che ha festeggiato in Ruanda il titolo mondiale degli Under-23.
Il 19enne nato da padre britannico e madre italiana ha interpretato alla grandissima il circuito iridato di Kigali (13,9 km da ripetere per 11 volte), schiantando la concorrenza negli ultimi 60 chilometri dopo una prima parte di gara saggiamente affrontata alla ruota dei belgi, i grandi sconfitti di questa corsa. Che si è accesa nel corso del quartultimo giro, quando il futuro corridore della Red Bull-BORA-Hansgrohe ha attaccato sulla Côte de Kimihurura in compagnia di altri tre uomini, l’austriaco Marco Schrettl, il polacco Mateusz Gajdulewicz e lo svizzero Jan Huber, con i quali ha raggiunto lo spagnolo Héctor Álvarez (partito nel corso della precedente tornata) e il norvegese Halvor Dolven.
Eliminati i co-favoriti per la medaglia d’oro, l’affare si è ristretto ai primi 6. Che, nonostante qualche esitazione, hanno viaggiato di comune accordo fino al terzultimo giro, quando Finn ha nuovamente accelerato sulla rampa lastricata che precede il traguardo. L’unico a seguirlo è stato proprio Huber, che ha viaggiato in compagnia dell’azzurro fino a 6 km dal traguardo, quando il genovese è partito di nuovo sulla Côte de Kigali Golf.
Un italiano torna a vincere il titolo di categoria dopo 4 anni
A quel punto, Finn non ha dovuto fare altro che gestire le forze (e l’emozione) fin sul traguardo, dove ha celebrato il successo simulando il gesto dell’arciere che centra il bersaglio con una freccia comprensibilmente infuocata. Argento a Huber, staccato di 31″ dal vincitore. Medaglia di bronzo per Schrettl, che ha distanziato gli avversari per il podio sulla prima delle due salite del circuito. Dal 28° al 30° posto gli altri tre azzurri al via: Simone Gualdi, Pietro Mattio e Alessandro Borgo, tutti attardati di 7’11
Il ciclismo italiano festeggia così una maglia iridata tra gli Under-23 quattro anni dopo il successo di Filippo Baroncini a Leuven, in Belgio.
Sabato le juniores e le donne Elite
In attesa della grande sfida tra i professionisti, il Mondiale ruandese proseguirà sabato con la prova in linea delle juniores (ore 8.05, diretta su Eurosport 1/Discovery+ e Rai Sport HD) – a cui parteciperanno le italiane Elena De Laurentiis, Chantal Pegolo e Giada Silo – e con la gara delle Elite (ore 12.05, diretta su Eurosport 1/Discovery+, Rai Sport HD e Raidue, che si accenderà alle 15.05), a cui l’Italia si presenta con fondate chances di medaglia (e di vittoria) con la numero 1 del ciclismo azzurro, Elisa Longo Borghini. La piemontese sarà spalleggiata da Francesca Barale, Eleonora Camilla Gasparrini, Barbara Malcotti, Soraya Paladin, Silvia Persico e Monica Trinca Colonel.



















