Brutta grana per la Lazio: il club biancoceleste si ritrova con il mercato in entrata bloccato e il tecnico Maurizio Sarri ora riflette sul da farsi. La situazione non è rosea in quel di Formello e, con il cambio delle regole previsto per gennaio 2026, ora è una corsa contro il tempo per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile.
Lazio, il perché del blocco del mercato in entrata
La Lazio si ritrova in una situazione tutt’altro che semplice: fuori dalle prossime coppe europee e con il mercato bloccato dopo gli accertamenti della Covisoc.
Avviare la ricostruzione dopo il mancato piazzamento utile per prendere parte alle competizioni europee senza poter fare mercato in entrata è come scalare l’Everest. I parametri imposti dalla FIGC riguardanti indice di liquidità, indebitamento e costo del lavoro allargato per poter operare a livello finanziario non sono stati rispettati. La situazione è talmente intricata che neanche vendendo dei giocatori entro il 30 giugno si potrebbe sbrogliare.
Innanzitutto, partiamo dalla definizione dei tre parametri: questi servono per stabilire e valutare la stabilità economica dei club di Serie A. L‘indice di liquidità misura la capacità di un’azienda di poter coprire le passività nel breve periodo tramite denaro contante o crediti. L’indicatore del costo allargato, invece, comprende il costo di stipendi e cartellini rapportato ai ricavi. L’indice di indebitamento, infine, è il calcolo del rapporto tra debiti e ricavi in generale.
Con questi tre indicatori in negativo, fare mercato in entrata secondo le norme attualmente in vigore in FIGC è impossibile. Per risolvere il tutto, occorre vendere un tot di giocatori a cifre importanti entro il 30 giugno (cosa ad oggi impossibile con la sola cessione di Tchaouna al Burnley per 14 milioni di euro), oppure fare un’importante ricapitalizzazione (Lotito non è mai andato oltre i 10 milioni di euro).
Le perplessità di Sarri e i possibili sviluppi
Una situazione, questa, accolta con serenità dal club biancoceleste, il quale ha assicurato che non venderà nessuno dei pezzi pregiati (Castellanos e Nuno Tavares su tutti), un po’ meno dal tecnico Maurizio Sarri.
Il tecnico aretino si aspettava di trovare una situazione difficile, ma non così intricata. Stando a quanto riferito dal Corriere dello Sport, il ritorno a Formello si basava sulla garanzia di almeno tre rinforzi richiesti dallo stesso ex allenatore di Napoli e Juventus, ma allo stato attuale delle cose le richieste sono irrealizzabili. Qualche sacrificio dovrà essere fatto per forza di cose per poter garantire lo sbloccamento del mercato, ma il tempo è tiranno.
Il grosso del lavoro dovrà arrivare da una ricapitalizzazione importante da parte di Lotito, ma anche cedere giocatori non centrali al progetto potrebbe accelerare il processo di risanamento delle casse societarie. Lo stato attuale della situazione ha spiazzato Sarri, il quale ora sta facendo le sue riflessioni. Da gennaio 2026 entreranno in vigore le norme UEFA, le quali non prevedono la misurazione dell’indice di liquidità tanto contestato da Lotito, ma indebitamento e costo del lavoro allargato rimarranno comunque centrali.





















