Anche se la stagione è ancora lunga, lo possiamo dire con il petto gonfio d’orgoglio: per la prima volta dai temi di Michele Alboreto, un pilota italiano può seriamente puntare a quel titolo mondiale che a casa nostra manca dal 1953. Andrea Kimi Antonelli ha superato a pieni voti anche l’esame sull’infida pista di Miami, conquistando il terzo successo di fila al termine di un Gran Premio interpretato con una lucidità apparentemente in contrasto con la carta d’identità.
La serie vincente di Kimi Antonelli prosegue a Miami
Il 6° posto nella sprint del sabato – al termine della quale era stato retrocesso per le troppe escursioni oltre i limiti del tracciato – e la crescita delle McLaren avrebbero potuto scalfire le certezze maturate da Andrea Kimi Antonelli nel primo scorcio del Mondiale. E invece, nella gara che conta di più, il 19enne bolognese ha messo tutti d’accordo: 3ª vittoria della carriera e, soprattutto, un primo tentativo di fuga nella rincorsa all’iride.
Non era facile ricominciare dopo oltre un mese di sosta, utile alla concorrenza per ridurre le distanze dall’imprendibile Mercedesdei primi tre GP. Il risultato, però, non è cambiato: AKA è uscito dalla trasferta in Florida con nuove certezze e, soprattutto, con altri 25 punti nel paniere.
E dire che la partenza dalla pole era stata piuttosto convulsa: bruciato da Max Verstappen (Red Bull) e Charles Leclerc (Ferrari), scattato dalla seconda fila, Antonelli ha dovuto allargare la traiettoria in fondo al rettilineo prima di rimettersi in pista. Uscito indenne da una possibile collisione con l’olandese – che è riuscito miracolosamente a ripartire dopo un testacoda – il pilota della Mercedes è riuscito comunque a seguire Leclerc e Lando Norris su McLaren.
AKA si difende brillantemente da Norris
La sarabanda di cambi al vertice si ferma dopo l’ingresso della safety car al 7° giro per gli incidenti (senza conseguenze) di Isack Hadjar su Red Bull e Pierre Gasly su Alpine. La ripartenza è stata favorevole al campione del mondo, che ha duellato con il pilota emiliano per qualche tornata prima di abbozzare un allungo, che sarà poi vanificato dal gioco dei pit stop: Antonelli si lascia alle spalle il britannico e, dopo aver superato Verstappen (che aveva anticipato il rientro ai box per ricostruire la sua gara), torna al posto di comando.
Da quel momento in avanti, Antonelli e Norris ingaggeranno un testa a testa serrato: l’iridato in carica dà l’impressione di avvicinare il rivale che, tuttavia, si difende con grande autorevolezza, superando anche un piccolo problema al cambio. Neppure i doppiaggi cambiano l’ordine dei fattori: Antonelli guida con autorevolezza fino alla bandiera a scacchi.
Ferrari in chiaroscuro: Leclerc 6°, Hamilton 7°
La vittoria ottenuta a Miami vale doppio anche perché il compagno di scuderia George Russell non è mai stato nel vivo della corsa, a dispetto del 4° posto finale, ottenuto peraltro in maniera rocambolesca. Già, perché il britannico della Mercedes ha beneficiato delle disgrazie che hanno rallentato Leclerc nel finale.
A dispetto di un motore poco competitivo in rettilineo, il monegasco aveva disputato una gara solidissima, prendendosi momentaneamente l’ultimo gradino del podio dopo aver superato Verstappen, ormai in crisi con le gomme. Tuttavia, la rimonta di Oscar Piastri con l’altra McLaren ha seriamente compromesso la rincorsa al podio di Leclerc, infine raggiunto e superato dall’australiano nel corso del penultimo giro. Come se non bastasse, i problemi all’anteriore sinistra per un precedente incontro ravvicinato… con un muretto hanno reso inguidabile la sua Ferrari, sorpassata nel finale da Russell (con l’ala anteriore danneggiata) e dallo stesso Verstappen.
Che dire, dunque? Ancora una volta, il pilota è riuscito a compensare gli evidenti limiti di una macchina che dovrebbe cambiare pelle a partire dal GP del Canada. Fatto sta che, nei duelli sui rettilinei, le Ferrari sono state superate con irrisoria facilità. Se osserviamo la prestazione individuale, invece, non c’è stata partita con l’impalpabile Lewis Hamilton di questa stagione, 7° al termine di una gara senza guizzi.
Il pilota bolognese ha 20 punti di margine su Russell
Senza i capovolgimenti di fronte avvenuti nel finale, Antonelli avrebbe un margine ancora più ampio sulla concorrenza. Poco importa: il bolognese è in testa al campionato con 100 punti, 20 in più di Russell. A seguire Leclerc (63 punti) e Norris (51 punti). Classifica costruttori: Mercedes saldamente al comando con 180 punti davanti alla Ferrari (112 punti) e alla McLaren (94 punti).
Il Mondiale di F1 farà ancora tappa in Nord America per la quinta puntata della stagione 2026: appuntamento sul circuito cittadino di Montréal (Canada) dal 24 al 26 maggio.





















