Il biathlon è garanzia di spettacolo, suspense e – se permettete – di medaglie per l’Italia: il piccolo ma competitivo movimento azzurro sale per la quarta Olimpiade di fila sul podio alla prima occasione utile, per merito della staffetta mista, formata da Tommaso Giacomel, Lucas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi.
Biathlon, l’Italia vince l’argento nella staffetta mista
Tutti gli appassionati attendevano con sincera trepidazione l’esordio del biathlon ai Giochi olimpici invernali di MilanoCortina. Attesa pienamente ripagata: l’Italia centra subito il bersaglio nella staffetta mista, conquistando la medaglia d’argento che si aggiunge così ai due bronzi conquistati a Sochi 2014 ed a PyeongChang 2018 nella stessa specialità.
Esperienza, tanta esperienza nella formazione azzurra: 3/4 della staffetta vincente di Anterselva (Hofer, Wierer e Vittozzi) c’erano anche 8 anni fa in Corea. Non solo: i due enfant du pays c’erano anche sulle nevi russe, dove l’Italia tornò sul podio olimpico dopo 16 anni di digiuno.
Quell’Olimpiade è stata il punto di svolta per il movimento italiano, che da allora ha conquistato Coppe del Mondo, titoli mondiali e due medaglie olimpiche a livello individuale. Una generazione vincente che ha trovato nel trentino Tommaso Giacomel – attesissimo protagonista sulle nevi altoatesine – il suo possibile campionissimo per gli anni che verranno.
Francia imprendibile, bronzo alla Germania
L’attualità, però, chiede la precedenza. Dunque, parliamo di questa staffetta mista che ha aperto il programma a cinque cerchi del biathlon. La prima frazione non offre particolari spunti di interesse fino alla sessione di tiro in piedi, che impone la prima selezione in gruppo: il norvegese Martin Uldal esce al comando in compagnia del leader di Coppa del Mondo, il francese Eric Perrot, e del tedesco Justus Strelow. Dal canto suo, Giacomel è costretto a usare un paio di ricariche, ma riesce comunque ad accodarsi ai primi. Il poligono taglia le gambe ai temuti svedesi: due giri di penalità per il primo frazionista, Sebastian Samuelsson.
La seconda frazione rischia di compromettere la gara del quartetto francese, ma Quentin Fillon Maillet si salva nella sessione a terra con le tre ricariche a disposizione. Dopo una buona serie a terra, Hofer perde leggermente terreno nel poligono in piedi: viaggerà fino al cambio in tandem con Fillon Maillet, all’inseguimento del tedesco Philipp Nawrath e del norge Vetle Sjåstad Christiansen.
Vittozzi sensazionale al poligono
La seconda metà di gara si apre nel segno di Lou Jeanmonnot: la terza staffettista francese non sbaglia a terra e, dopo aver allungato su Wierer, raggiunge e stacca le rivali Vanessa Voigt e Karoline Offigstad Knotten. A quel punto, la leader di Coppa del Mondo ha il margine per gestire la serie in piedi come meglio crede: Francia al comando con una ventina di secondi di margine su Norvegia, Germania e Italia.
Il quartetto francese affida la chiusura a Julia Simon, che non tradisce: doppio “zero” a terra e in piedi, oro in banca. Lotta serrata per le altre medaglie: Vittozzi, Franziska Preuss e Maren Kirkeeide passano la prima sessione di tiro senza errori. In piedi, però, è tutta un’altra storia: la friulana – vincitrice della Coppa del Mondo 2024 – sfodera un poligono sensazionale, lasciando sul posto le rivali. Che, tanto per complicarsi la vita, finiscono entrambe nel giro delle penalità. Va meglio a Preuss, costretta a girare una volta sola. Tanto basta per completare il podio: la Germania festeggia, la Norvegia spiega.





















