Un avviso di garanzia non è sinonimo di condanna. Dunque, massima cautela di fronte a un’ipotesi di reato tutta da accertare. Non c’è dubbio, però, che l’indagine aperta a carico del designatore arbitrale Gianluca Rocchi faccia tremare ancora una volta il calcio italiano, come se gli scandali degli ultimi vent’anni non fossero già abbastanza.
Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva
Come riferisce l’Agenzia giornalistica Italia, il numero 1 degli arbitri di Serie A Gianluca Rocchi, 52 anni, è indagato dalla procura di Roma per concorso in frode sportiva. Lo stesso reato che diede inizio nel 2006 allo tsunami Calciopoli.
In particolare, i pubblici ministeri contestano a Rocchi un episodio avvenuto nell’ultimo campionato di Serie A, durante la partita Udinese-Parma, 27ª giornata del campionato 2024-2025. La scena madre avviene nella sala VAR di Lissone (Monza Brianza), dalla quale gli assistenti interagiscono direttamente con gli arbitri: si discute della possibile assegnazione di un calcio di rigore in favore dell’Udinese. L’assistente Daniele Paterna – ascoltato come persona informata sui fatti prima di finire sotto inchiesta per falsa testimonianza – non è convinto che il fallo di mano possa essere da rigore. Tuttavia, pochi istanti dopo, Paterna e l’altro assistente Domenico Sozza si voltano: all’esterno della stanza ci sarebbe proprio Rocchi che, dopo aver richiamato la loro attenzione battendo i pugni sulla porta, persuade entrambi ad accordare il penalty. L’indicazione sarà poi recepita dal direttore di gara, Fabio Maresca, e il bianconero Thauvin farà centro.
Inutile aggiungere che nessuno – compreso il designatore degli arbitri di Serie A – può entrare nella stanza del VAR, né tantomeno condizionare il lavoro di arbitri e assistenti. Da qui la denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca e la segnalazione del presidente dell’Associazione italiana arbitri, Antonio Zappi, alla giustizia sportiva, che ha tuttavia deciso di archiviare il fascicolo.
Altre partite sotto i riflettori dei PM
Benché la procura della Capitale stia svolgendo una serie di accertamenti su altre partite di Serie A delle ultime stagioni, è certo che la magistratura abbia puntato gli occhi su un altro incontro: Inter-Verona, 19ª giornata del campionato 2023/2024. L’episodio decisivo avviene poco oltre il 90°: i nerazzurri passano in vantaggio con una rete di Frattesi, viziata da una gomitata di Bastoni ai danni dello scaligero Duda. I giocatori gialloblù accerchiano l’arbitro Fabbri, chiedendo l’annullamento della rete, ma l’arbitro addetto al VAR, Luigi Nasca, convince il collega a convalidare il gol, senza procedere a un’ulteriore verifica sul video a bordo campo.
A questo punto, se l’inchiesta porterà a galla altre situazioni come questa, bisognerà accertare anzitutto quali siano gli altri responsabili della frode sportiva. Fatto sta che il calcio italiano – nonostante i maldestri tentativi di rientrare in gioco per i Mondiali nordamericani di giugno – sta per piombare ancora una volta nell’abisso di partite e campionati falsati, pratiche illecite, regolamenti violati o interpretati in maniera arbitraria. Dal canto suo, Rocchi ha spiegato all’agenzia LaPresse di essere «sereno» e di «voler andare avanti». Sempre che la tempesta non travolga tutto e tutti.





















