Il circuito cittadino di Baku, Azerbaigian, non ha niente a che vedere con un tempio della velocità come Monza. Dunque, sarebbe stato impensabile per Andrea Kimi Antonelli – partito dalle retrovie dopo un incidente nelle prove ufficiali – ripetere la sensazionale rimonta che gli ha consentito di vincere il Gran Premio d’Italia. Ad ogni modo, il 20enne bolognese può comunque consolarsi per aver limitato i danni dal compagno di scuderia George Russell, che ha vinto con pieno merito la 15ª prova del campionato del mondo di Formula 1, anticipata al sabato per la concomitanza con le celebrazioni del sesto anniversario della guerra in Nagorno-Karabakh.
GP Azerbaigian, Russell recupera terreno su AKA
Una fine settimana da dominatore, nonostante due safety car e un cliente scomodo come Max Verstappen, che ha provato in tutti i modi a soffiargli la vittoria: il britannico George Russell esce rinfrancato dalla trasferta in Azerbaigian, che gli ha consentito di recuperare 15 punti su Andrea Kimi Antonelli nella rincorsa al trono iridato.
Per quasi metà Gran Premio, niente e nessuno hanno potuto mettere in discussione la chiara supremazia di Russell: scattato dalla pole, il 28enne inglese ha seminato di prepotenza gli avversari fin dal via, lasciandosi alle spalle il connazionale Oscar Piastri su McLaren e le Red Bull del franco-algerino Isack Hadjar – tornato in pista dopo un infortunio al polso che gli è costato due mesi di stop – e dell’olandese Max Verstappen, autore di una splendida rimonta dall’ottavo posto.
Testa a testa serrato tra il britannico e Verstappen
Solo un episodio può modificare l’andamento di una corsa che non si presta più di tanto ai sorpassi. E l’incidente (senza conseguenze) del thailandese di stanza a Londra Alexander Albon (Williams) offre una prima occasione per mescolare le carte: tutti ai box per sostituire le gomme, ma la classifica non cambia. Neppure il tempo di ripartire (giro 37) che la safety car è costretta a tornare in pista: l’argentino Franco Colapinto su Alpine innesca un botto che coinvolge il compagno di scuderia Pierre Gasly e la McLaren del britannico Lando Norris. Prima che accadesse l’irreparabile, Verstappen fa in tempo a superare Piastri, portandosi così alle spalle del battistrada.
Gli ultimi 10 giri procedono sul filo dell’incertezza: Russell “sente” il rivale negli scarichi, soffre nel primo settore della pista ma allunga nel tratto centrale, assicurandosi sul rettilineo conclusivo quei 2-3 decimi necessari per smorzare le velleità di Verstappen. Neppure il botto all’ultima tornata della Cadillac del finlandese Valtteri Bottas cambia l’ordine dei fattori: 3° successo stagionale per il pilota della Mercedes davanti a SuperMax e al rientrante Hadjar, mai salito sul podio in questa stagione.
Antonelli limita i danni: 66 punti di margine sul britannico
La rottura della sospensione della ruota anteriore sinistra nel primo turno delle prove ufficiali aveva sostanzialmente vanificato qualsiasi chance di arrivare sul podio. Dunque, il primo obiettivo di Kimi Antonelli era arrivare in zona punti e sperare che le disgrazie altrui gli consentissero di risalire dalla corrente. Partito dalla 16ª casella, il 20enne bolognese ha ricostruito la sua gara sorpasso dopo sorpasso, senza mai forzare i tempi. Bravo a sfruttare la prima SC per rientrare ai box, il leader del Mondiale ha poi beneficiato dell’uscita di Norris e del fuori pista di Piastri (finito nelle retrovie mentre era ancora in corsa per l’ultimo gradino del podio) per salire fino al 6° posto. Infine, il sorpasso a Lewis Hamilton che gli ha consentito di macinare 10 punti. In fondo, sempre meglio di niente. A conferma che l’antica saggezza contadina è più forte del frastuono della modernità.
Leclerc appena sufficiente, Hamilton anonimo
La pausa estiva ha sostanzialmente trasformato la grintosa – per quanto discontinua – Ferrari di metà campionato nella sua versione stinta e senz’anima. L’insolito venerdì dedicato alle prove ufficiali aveva ancora una volta illuso i tifosi della Rossa, che avevano salutato con cauto ottimismo il 2° posto di Charles Leclerc, peraltro attardato di 8 decimi da Russell. Tuttavia, è bastata una sola curva per spegnere qualsiasi slancio di orgoglio: il sorpasso subito da Piastri ha ingrigito l’umore del monegasco, scavalcato prima dalle due Red Bull, poi da Norris.
Una volta trovato il feeling con la gomma rossa, Leclerc ha galleggiato alle spalle dei primi cinque, sfruttando le sventure delle due papaya per assestarsi in quarta piazza. Troppo poco per strappare un buon voto ma abbastanza per lasciarsi alle spalle un Lewis Hamilton al solito impalpabile. Il 6° posto finale è lo specchio di una corsa vissuta da spettatore, il cui risultato sarebbe stato peggiore senza l’uscita di Norris e la disavventura di Piastri.
Prossima puntata in Malesia
Come detto in apertura, George Russell recupera 15 punti ad Antonelli, che comanda la classifica piloti con 302 punti contro i 236 del co-équipier quando mancano 8 gare alla fine della stagione. Hamilton si conferma 3° a quota 196 p. Costruttori: Mercedes sempre più lanciata verso il titolo costruttori con 538 punti. Ferrari staccata di 150 lunghezze (378 p.), McLaren a quota 306 p.
Il Circus si sposta in Estremo Oriente per due tappe ravvicinate: si parte da Sepang (Malesia) per il recupero del Gran Premio del Bahrain. Programma classico: venerdì 2 ottobre le prove libere, seguite dalle qualifiche al sabato. Domenica mattina (ora italiana) la gara.






















