L’ultima riga delle favole ha il volto di Francesca Lollobrigida: la campionessa laziale conquista nel giorno del suo 35° compleanno una medaglia d’oro sensazionale – la prima della spedizione azzurra ai Giochi di MilanoCortina – nei 3000 metri, gara d’apertura del programma dello speed skating.
Francesca Lollobrigida oro nei 3000 metri
Ci sono momenti in cui non è esagerato usare la parola leggenda. Una definizione che si addice a Francesca Lollobrigida, che ha inciso sul ghiaccio della Fiera di Rho un capolavoro destinato a durare: l’oro olimpico dei 3000 metri, la distanza in cui aveva vinto l’argento a Pechino 2022.
Un successo a dir poco esaltante, costruito con una progressione sensazionale negli ultimi due giri e mezzo della sua gara, suggellata dal record olimpico: 3’54″280. A gara finita, il suo sorriso era una promessa di felicità, che si è concretizzata nelle ultime due batterie, in cui le favorite della vigilia, la norvegese Ragne Wiklund e l’olandese Joy Beune, non sono riuscite ad eguagliare la sua prestazione.
Che cosa aggiungere dopo aver assistito a una simile impresa? No, non è semplice trovare le parole giuste. Perché Lollobrigida non era certo accreditata tra le candidate a una medaglia. Non era una questione di prudenza, quanto di risultati: il suo cammino in Coppa del Mondo e la stessa campagna europea di Hamar avevano suscitato più dubbi che speranze. Arrivata a fari spenti ai Giochi di MilanoCortina, la pattinatrice di Frascati si è esaltata quando contava di più, dimostrando fin dall’inizio della terzultima batteria – in cui ha gareggiato assieme alla canadese Valerie Maltais – di avere una marcia in più, al punto che il direttore tecnico della Nazionale, Maurizio Marchetto, le ha suggerito di non forzare l’andatura.
Già, perché Lollobrigida sapeva di avere qualcosa in più, benché la nordamericana avesse tenuto un passo leggermente superiore nei primi quattro giri e mezzo. Tuttavia, da quel momento in poi, l’azzurra ha letteralmente cambiato marcia, involandosi di prepotenza verso una medaglia. Un metronomo sul ghiaccio: due giri da 30″7, il penultimo passaggio in 31″3, infine la chiusura in 31″.
Argento a Wiklund, bronzo a Maltais. Olandesi giù dal podio
A quel punto, l’atleta dell’Aeronautica Militare si è seduta sulla sponda del fiume (pardon: a bordo pista), in attesa delle rivali. Risultati alla mano, la più pericolosa era senz’altro la norvegese Ragne Wiklund, una delle grandi protagoniste dell’inverno. Dopo aver tenuto un buon passo nella prima parte di gara, la scandinava è stata virtualmente sorpassata da Lollobrigida, che ha difeso il primato per 2″26.
Infine, l’ultimo ostacolo sulla strada verso la gloria: l’olandese Joy Beune. Fin dai primi parziali, però, era evidente che l’atleta oranje non avrebbe potuto insidiare la medaglia d’oro in pectore. Non solo: Beune è rimasta addirittura ai piedi del podio, scalzata da un’ottima Maltais che, pur avendo perso il confronto diretto con Lollobrigida, ha conquistato il bronzo con il tempo di 3’56″930.
Poco prima di scendere in pista, Lollobrigida si era unita al coro del pubblico che cantava Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno. L’autore del testo, il compianto Franco Migliacci, ci perdonerà una piccola licenza: questa sera, il blu ha i colori dell’oro.





















