La FIGC vive giorni decisivi dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate in seguito al fallimento della Nazionale nella qualificazione al Mondiale 2026. Una crisi profonda che ha aperto ufficialmente la corsa alla presidenza, con elezioni previste nelle prossime settimane.
FIGC, scenari dopo Gravina: Malagò tra i nomi forti
Tra i nomi più caldi spicca quello di Giovanni Malagò, figura di grande esperienza e autorevolezza nel panorama sportivo italiano. L’ex presidente del CONI rappresenta una candidatura forte, sostenuta da diverse componenti del sistema calcistico, in particolare da parte della Lega Serie A e da dirigenti influenti. Tuttavia, il percorso verso la presidenza non è ancora definito: servirà una convergenza ampia tra le varie anime federali per trasformare il suo nome in una candidatura ufficiale.
Accanto a Malagò restano in corsa anche altri profili, tra cui Giancarlo Abete, già presidente federale in passato, e possibili outsider sostenuti da diverse componenti politiche e sportive. Il quadro resta dunque fluido e in continua evoluzione.
Crisi del calcio italiano: cosa è successo
Le dimissioni di Gravina sono arrivate dopo l’eliminazione dell’Italia, che ha mancato la qualificazione al Mondiale per la terza edizione consecutiva, evento senza precedenti nella storia recente del calcio azzurro. Una sconfitta pesante che ha generato forti pressioni mediatiche e politiche, portando a una vera e propria rivoluzione ai vertici.
Oltre al presidente federale, anche Gianluigi Buffon ha lasciato il proprio incarico nello staff della Nazionale, segnale evidente di un cambiamento strutturale imminente.
La carriera di Giovanni Malagò
Giovanni Malagò è uno dei dirigenti sportivi più influenti in Italia. Ex atleta di calcio a 5, ha costruito la sua carriera principalmente nel management sportivo, arrivando a ricoprire il ruolo di presidente del CONI dal 2013 al 2025.
Durante il suo mandato ha guidato lo sport italiano in una fase di rilancio, ottenendo importanti risultati a livello internazionale e consolidando i rapporti con le istituzioni olimpiche. Dal 2018 è membro del CIO e ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, di cui è presidente della fondazione organizzatrice.
La sua esperienza trasversale e la rete di relazioni costruita negli anni lo rendono oggi uno dei candidati più credibili per guidare il rilancio del calcio italiano.
Quale futuro per la FIGC
Il futuro della FIGC dipenderà dalla capacità di trovare una guida condivisa e un progetto di riforma credibile. Le prossime elezioni saranno decisive non solo per la governance, ma anche per il rilancio dell’intero movimento calcistico italiano.
Tra infrastrutture carenti, risultati sportivi deludenti e necessità di rinnovamento, il prossimo presidente avrà il compito di ricostruire credibilità e competitività. E in questo scenario, il nome di Malagò resta, al momento, uno dei più concreti.




















