Le Olimpiadi invernali di MilanoCortina 2026 stanno consacrando Federica Brignone e Arianna Fontana tra le atlete più grandi di sempre nelle loro rispettive discipline: sci alpino e pattinaggio di velocità. L’oro della valdostana nel Super-G e l’argento della lombarda nei 500 metri short track hanno permesso alle due atlete di ottenere il coronamento definitivo delle loro carriere, collocandole nel gotha dello sport italiano e mondiale.
Brignone e Fontana: medaglie dal sapore di Storia
Ritornare competitive dopo un grave infortunio che ti tiene lontana dalle piste per 10 mesi è un’impresa titanica. Tra fisioterapia, riabilitazione e allenamenti, recuperare la forma fisica e lo smalto dei giorni migliori è un azzardo non da poco. Soprattutto quando l’infortunio da cui guarire è una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, con annessa rottura del legamento crociato del ginocchio.
Federica Brignone riesce a tornare in pista soltanto a gennaio 2026, un mese prima dei Giochi, dove si presenterà ai nastri di partenza da portabandiera della delegazione italiana presente a Cortina d’Ampezzo. Il decimo posto ottenuto nella discesa libera lasciava presagire un’Olimpiade difficile per la sciatrice valdostana. Eppure, lo scatto d’orgoglio sembrava sempre esserci dietro l’angolo e l’occasione si è presentata nel supergigante, meglio conosciuto come Super-G. Le maggiori speranze alla vigilia erano riposte tutte in Sofia Goggia, ma l’errore che non le ha permesso di completare la discesa ha ulteriormente responsabilizzato la Brignone.
La partenza di Federica è sprint: già 0.23 centesimi recuperati al primo checkpoint alla connazionale Laura Pirovano, che in quel momento comandava la classifica. La Tigre di La Salle ruggisce per tutta la discesa dell’Olympia delle Tofane, i checkpoint segnalano sempre e solo verde. Il tempo finale è di 1’23”41, un risultato praticamente inscalfibile che nemmeno la francese Romane Maldoli e l’austriaca Cornelia Hütter riescono ad insidiare. La prova perfetta che ripaga di tutte le sofferenze e pone la Brignone, 36 anni a luglio e al primo oro olimpico in carriera, tra le più grandi di sempre nella storia della disciplina insieme ad un mostro sacro del calibro di Deborah Compagnoni. Dopo 2 ori mondiali e 6 coppe del Mondo, finalmente la ciliegina sulla torta.
Per quanto concerne Arianna Fontana (per la cronaca, anche lei portabandiera della delegazione italiana presente a Milano), la situazione agonistica era completamente l’opposto di quella della Brignone. Arianna l’oro lo aveva già vinto nella staffetta mista, diventando la seconda italiana ad aver raggiunto il podio per sei edizioni dei Giochi consecutive alle spalle di un grandissimo dello slittino come Armin Zöggeler. Le aspettative per un ulteriore colpo di coda erano alte, anche se con le dovute proporzioni legate all’anagrafe (36 anni ad aprile) e ad una concorrenza spietata.
Nella finale dei 500 metri short track, infatti, l’oro non viene mai messo in discussione, con l’olandese Xandra Velzeboer che rispetta i favori del pronostico e stravince la gara mettendo a segno addirittura il record del mondo: 41”399. La vera battaglia è quella che si materializza nelle immediate retrovie, dove la Freccia di Brebenno lotta centimetro per centimetro con la canadese Courtney Sarault e l’olandese Selma Poustma per il podio. Nei quattro giri e mezzo di gara, Arianna difende con le unghie e con i denti il secondo piazzamento e ottiene un argento straordinario mettendo a segno il record personale di 41″521.
Un successo questo ottenuto alla Milano Ice Skating Arena che pone la pattinatrice valtellinese tra le atlete italiane più vincenti di sempre delle Olimpiadi, raggiungendo lo stesso numero di medaglie vinte dallo schermidore Edoardo Mangiarotti: 13. Inoltre, come se non bastasse, la medaglia vinta nei 500 metri di short track l’ha elevata ad atleta italiana più vincente nella storia delle Olimpiadi invernali.
Grandi storie di successi di un’Olimpiade che ha ancora altre storie da raccontare. E i Giochi per Brignone e Fontana non sono mica finiti qui.




















